Foglio Ri/belle – marzo 2021

La controinformazione è un’arma, la solidarietà è un’arma

In questo anno tutto il mondo ha visto le donne protagoniste di lotte sociali, contro il patriarcato, contro il sistema mondiale di produzione e riproduzione, per decidere sul proprio corpo.

Condividiamo il nostro Foglio Ri/Belle con cui abbiamo cercato di ricostruire questi movimenti, consapevoli che è un lavoro che va ampliato.

Avremmo voluto parlare inoltre delle lotte delle donne palestinesi a Gaza, della protesta delle donne turche dopo che la Turchia è uscita dalla Convenzione contro la violenza sulle donne, delle donne afroamericane negli USA, delle manifestazioni  di Città del Messico,  Sidney, di tutta l’Europa in occasione dell’8 marzo. Lo faremo al più presto.

Per un mondo diverso   Rompiamo il silenzio
Consapevolezza, autodeterminazione, ribellione
Le compagne del Collettivo Ri/belle

2021 03 25 FOGLIO RI-BELLE

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NON PER NOI MA PER TUTTI – Sosteniamo le lotte dei lavoratori

NON PER NOI MA PER TUTTI
Con queste parole i lavoratori Riders si mobilitano e indicono per venerdì 26 marzo una giornata di sciopero su tutto il territorio nazionale per lottare contro il caporalato digitale e per il riconoscimento dello status di lavoratori dipendenti.
Il 26 marzo i lavoratori della logistica incroceranno le braccia per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, per adeguamenti salariali, per una riduzione dell’orario di lavoro, contro la precarietà, per migliorare le condizioni di vita e per il diritto alla salute. Per il rinnovo del contratto collettivo anche i lavoratori del Trasporto pubblico locale scendono in lotta.
Il 26 marzo il personale Docente, Educativo e ATA delle scuole sciopera per ottenere un intervento di risarcimento per i tagli decennali subiti, per un rilancio della scuola pubblica, come protesta contro l’ulteriore riduzione del diritto di sciopero imposta dal recente accordo tra governo e Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda.
Da diversi settori lavorativi continua la lotta contro i tagli sui salari diretti e indiretti, contro l’aumento della durata ed intensità del lavoro, contro i tagli ai finanziamenti per servizi, istruzione, sanità e ambiente che le istituzioni nazionali ed internazionali ed il padronato cercano di imporre facendo leva sull’emergenza Covid.
L’aumento dello sfruttamento e della precarietà e l’intermediazione del lavoro (cooperative e agenzie interinali) riguardano tutti noi lavoratori (italiani e immigrati) e gli studenti come forza lavoro in formazione. Contro i tentativi di divisione, differenziazione, competizione ed individualizzazione dei lavoratori rispondiamo con la solidarietà, unificando e sostenendo le lotte che sempre più si stanno sviluppando.
Il 22 marzo anche i lavoratori della multinazionale Amazon sciopereranno per migliorare le condizioni di lavoro imposte (carichi e ritmi di lavoro insostenibili, turnazioni, orari di lavoro, bassi salari, precarietà dovuta in particolare al massiccio utilizzo di tempi determinati tramite agenzie interinali, ricattabilità permanente etc). Devono combattere anche contro l’arroganza delle imprese multinazionali che cercano in tutti i modi di reprimere ogni forma di organizzazione dei lavoratori attraverso procedimenti disciplinari, licenziamenti e mancato rinnovo dei contratti a termine. Aziende agevolate dall’atteggiamento concertativo dei sindacati confederali che individualizzando le trattative eliminano il carattere collettivo della lotta e la sua forza data dall’unità e dalla solidarietà reciproca. A questo difficile percorso di emancipazione e di riscatto riconosciamo tutti gli elementi che ci portano a lottare insieme.
Il 26 marzo rilanciamo le lotte a fianco dei lavoratori TNT-Fedex di Piacenza che per essersi mobilitati contro il piano di ristrutturazione che prevedeva 6300 licenziamenti nell’intero comparto europeo sono stati colpiti da un ondata repressiva con denunce e perquisizioni nelle abitazioni di numerosi lavoratori e che ha portato Arafat e Carlo (coordinatori del sindacato Si.Cobas) agli arresti domiciliari e alla notifica, grazie all’utilizzo dei decreti sicurezza, di 6 avvisi di revoca dei permessi di soggiorno. A fianco dei braccianti agricoli e nelle aree metropolitane che si stanno organizzando e mobilitando attorno alla parola d’ordine “documenti per tutti senza nessuna discriminazione” quale elemento di lotta per l’eguaglianza e per l’unità della classe lavoratrice, contro i decreti sicurezza usati come un maglio contro la lotta dei lavoratori.
Stiamo assistendo ad un fortissimo attacco padronale e governativo (accentuato dal nuovo governo Draghi che incarna gli interessi della borghesia, del padronato e delle oligarchie europee) sostenuto da un apparato repressivo che continua in un’azione “preventiva” di eliminazione di ogni dissenso sia sui posti di lavoro che nelle piazze, nel tentativo di bloccare sul nascere qualsiasi contestazione.
Il 26 marzo diamo sostegno a queste lotte, costruiamo insieme momenti di
organizzazione nei nostri territori, riconosciamoci in un fronte comune di lotta!

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Solidarietà e unità nella lotta!

SEMPRE E COMUNQUE A FIANCO DEI LAVORATORI IN LOTTA CONTRO CHI SFRUTTA E REPRIME!

La risposta dei padroni e sempre la stessa :REPRIMERE!
la forza dei lavoratori e sempre la stessa : non lasciarsi intimidire, unire le lotte e le forze, perché uniti si è più forti. Perché l’unione dei lavoratori fa paura ai padroni e allo stato così come dimostra questo ennesimo tentativo di criminalizzazione ai danni di lavoratori combattivi, il cui obiettivo padronale è piegare la forza che la lotta condotta alla TNT – Fedex ha prodotto e la solidarietà che ha generato!

La lotta dei lavoratori di Piacenza e’ la nostra lotta!
Solidarietà e liberta’ per i compagni perquisiti ed arrestati!
Organizziamo e sosteniamo mobilitazioni!
TOCCANO UNO, TOCCANO TUTTI!

ARRESTI E PERQUISIZIONI!
Stato e padroni piombano contro gli operai.
Questa mattina 25 operai della Tnt sono stati portati in Questura questa dopo perquisizioni in casa mentre due coordinatori del Si Cobas, Carlo ed Arafat, sono stati arrestati ai domiciliari con accuse di resistenza aggravata per gli straordinari scioperi alla Tnt di 13 giorni contro l’arroganza della FedEx che si conclusero con un accordo in Prefettura.
Compagni e solidali si sono raggruppati subito fuori la Questura di Piacenza.
CARLO ED ARAFAT LIBERI!
COMUNICATO_SICOBAS_PIACENZA

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Workers lives matter – Le vite dei lavoratori contano

Alcune note sul lavoro in Amazon nei magazzini dei nostri territori. Sono solo alcune delle conoscenze che mettiamo a disposizione, ma molto altro c’è da sapere e da condividere. Non esitare a contattarci se pensi anche tu che sia arrivato il momento di ricominciare a parlare tra lavoratori, per conoscere quanto contrattualmente stabilito o conquistato in altri magazzini (es. turnazioni giuste e applicazione del job rotation,aumento ticket restaurant, maggiore tutela della salute dei lavoratori, etc…), per condividere le problematiche, per unirsi ed essere più forti e determinati, per organizzarsi e saper rispondere in modo consapevole e collettivo alle prepotenze della dirigenza e di un sistema che, pur di fare profitti, se ne frega dei ritmi di lavoro, dei turni, delle condizioni di salute e d isicurezza in cui le persone lavorano (anche se apparentemente viene venduta un’immagine differente, scaricando, nei fatti, le responsabilità sugli stessi lavoratori).

per mettersi in contatto scrivi a:
sportellolavorotlt@gmail.com (Treviglio, Bergamo e dintorni)
rossoconte@hotmail.com (Lambrate, Milano)

WORKERS LIVES MATTER

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20 febbraio: giornata di mobilitazione – La salute non è una merce La sanità non è un’azienda

Sabato 20 febbraio in 30 Piazze ed Ospedali lombardi e sotto il palazzo della Regione Lombardia sono organizzati presidi in contemporanea dalle ore 10 alle 12 per mettere al centro la necessità di un Servizio Sanitario Pubblico. L’iniziativa promossa dal “Coordinamento Lombardo per il diritto alla salute” vede l’adesione di numerose realtà sociali, politiche e lavorative, che si sono organizzate per denunciare e affermare che la nostra salute deve essere garantita, che abbiamo diritto ad una sanità pubblica funzionante sia ospedaliera che territoriale e che dobbiamo mobilitarci per cancellare la pessima Legge Sanitaria Regionale n°23. La data del 20 febbraio è un passaggio nel rafforzamento di un movimento che criticando la gestione della salute e della sanità, sia a livello nazionale che locale, esprime un altro punto di vista, altri interessi, una visione totalmente differente di quello che deve essere il concetto di salute e sanità. Un percorso indispensabile per opporci alla barbarie che lega la salute al profitto, che tratta la malattia e lo star bene come una merce su cui lucrare. Attiviamoci collettivamente, prendiamo in mano la nostra salute personale e quella collettiva, perché nessuno ci darà nulla se non lottiamo.

PARTECIPIAMO ALLA MOBILITAZIONE DI SABATO 20 FEBBRAIO

DALLE ORE 10 CI TROVIAMO DAVANTI ALL’OSPEDALE BASSINI DI CINISELLO BALSAMO

Volantino della Panetteria Occupata distribuito al poliambulatorio di Via Doria e al Centro analisi del gruppo Synlab e sul territorio di Lambrate
volantino_ViaDoria_febb2021

Volantino della Rete Salute Sanità Pubblica di Sesto San Giovanni per il 20 febbraio
Rete_salute_Sesto_San_Giovanni

Adesione del Patto d’azione per un Fronte unico anticapitalista alla mobilitazione del 20 febbraio
Adesione_patto_dazione_20feb

Appello per mobilitazione nella giornata del 20 febbraio dal Coordinamento Lombardo per il diritto alla salute
locandina_20 feb 2021
Appello_20febb

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13 febbraio: presentazione “La salute & il profitto”

Sabato 13 febbraio dalle ore 17

presentazione opuscolo “LA SALUTE & IL PROFITTO” con vari interventi in preparazione della mobilitazione di Sabato 20 febbraio promossa dai Comitati della Rete Salute

volantino-sanità-13febbraio

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60 giovani israeliani rifiutano il servizio militare

Abbiamo ricevuto la traduzione della lettera scritta da diversi giovani israeliani che hanno deciso di rifiutare il servizio militare, rifiutando di prendere parte all’occupazione e rifiutando il colonialismo, dimostrando concretamente la solidarietà al popolo palestinese sotto occupazione, ai profughi ed a tutti quelli in esilio. Ci pare un gesto importante e da sostenere iniziando con il darne diffusione.

Lettera Shministiyot 2021

Chiediamo ai senior delle scuole superiori (shministiyot) della nostra età di porsi una domanda: cosa e chi stiamo servendo quando ci arruoliamo nell’esercito? Perché ci arruoliamo? Quale realtà costruiamo servendo nell’esercito dell’occupazione? Vogliamo la pace e la vera pace richiede giustizia. La giustizia richiede il riconoscimento delle ingiustizie storiche e presenti e della continua Nakba. La giustizia richiede riforme sotto forma di fine dell’occupazione, fine dell’assedio di Gaza e riconoscimento del diritto al ritorno per i profughi palestinesi. La giustizia richiede solidarietà, lotta congiunta e rifiuto.

La lettera completa 2021 Shministiyot Letter ITALIANO

https://www.refuser.org/refuser-updates/shministim

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30 gennaio: Facciamo pagare la crisi ai padroni

Pubblichiamo intervento della Panetteria Occupata al presidio in Piazza Duomo del 30 gennaio “Facciamo pagare la crisi ai padroni”

Milano P.zza Duomo 30 Gennaio-1

È ormai chiaro a tutti che il COVID 19 ha fatto da detonatore ad una situazione già grave in precedenza: la crisi economica, la distruzione dell’ambiente naturale (aria, acqua, territori), lo smantellamento della sanità pubblica sottoposta da decenni a tagli nei finanziamenti, a processi sempre più accelerati di privatizzazione………………..

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SOSTENIAMO LE DUE GIORNATE DI MOBILITAZIONE DEL 29 E 30 GENNAIO

NON SIAMO SULLA STESSA BARCA!

SOSTENIAMO LE DUE GIORNATE DI MOBILITAZIONE DEL 29 E 30 GENNAIO

È ormai evidente che la crisi rappresenti l’elemento determinante delle politiche economiche e sociali in atto e che l’avvento del Covid e il suo utilizzo strumentale abbia messo palesemente e prepotentemente in luce la debolezza strutturale del sistema economico capitalistico e la sua impossibilità di dare risposte, incapace di contenere ed arginare gli effetti devastanti che causa, così come successo in altre fasi storiche in cui, in parte ha potuto concedere aumenti salariali, maggiore occupazione e garanzie sindacali sotto la spinta e determinazione delle lotte.

Di fronte ad una perdita dell’ occupazione che ha raggiunto il valore più alto dal 2016 (57%- un tasso di disoccupazione giovanile oltre il 30% e di inattivi di 14,1 milioni), ad un sistema sanitario sempre più privatizzato e completamente inadeguato a far fronte ai bisogni e alla salute dei proletari, una scuola in cui l’aspetto classista emerge chiaramente perché incapace di garantire ai più deboli pari opportunità e possibilità, all’erosione continua del salario indiretto, ai salari sempre più bassi, ai livelli di sfruttamento sempre maggiori fino ad arrivare a vere e proprie forme di schiavismo alimentate, nei confronti della forza lavoro immigrata, da un substrato ideologico razzista … Di fronte a tutto ciò,  il potere sta mostrando un’aggressività maggiore, utilizzando forme differenti di repressione e violenza verso tutte quelle lotte che pongono una minima critica alle politiche in atto, alle condizioni di lavoro e sociali e mettono in campo una forza e un’autonomia che esce dalle compatibilità e le ritualità stabilite,  “sfidando”, come in questo preciso periodo, la visione di una presunta “unità nazionale” con il quale si vorrebbe tutti nella stessa barca, accomunati dall’emergenza Covid.

Ma la barca su cui viaggiamo non è la stessa.

Mentre per i padroni questo periodo di pandemia ha rappresentato un’opportunità per aumentare lo sfruttamento e fare più profitti: farmaceutica. tecnologia, grande distribuzione online, sono i tre settori usciti vincitori dalla crisi.

La barca su cui viaggiano i proletari è fatta di:

  • Cassaintegrazione: la cassa Covid rappresenta il 94% di ore autorizzate di cassa integrazione che complessivamente tra gennaio e ottobre hanno toccato il record di 3,6 miliardi, una cifra che confrontata con i 276 milioni del 2019 o con gli anni più duri della crisi (1,2 miliardi del 2010), evidenzia tutta la drammaticità della situazione.
  • perdita di posti di lavoro: …nei primi sei mesi dell’anno si registrano 578mila posizioni lavorative in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; un saldo dovuto a una diminuzione di 1 milione 567mila attivazioni di rapporto di lavoro dipendente (-362mila a tempo indeterminato e -1 milione 205 mila a termine) e un calo di 988 mila cessazioni (-207mila a tempo indeterminato e -781mila a termine). Lo rilevano l’Istat, il ministero del Lavoro, l’Inps, l’Inail e l’Anpal nella Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione del secondo trimestre …
  • un generalizzato aumento della povertà: i nuovi poveri in Italia, sono passati dal 31 al 45% nel maggio-settembre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
  • aumento del rischio di dispersione scolastica con un divario crescente tra nord e sud: in tutto il paese sarebbero circa 34 mila gli studenti a rischio dispersione definitiva *⁴
  • Impossibilità ad accedere alla cura: “Il 90% dei pazienti con patologia cronica e rara ha riscontrato difficoltà nell’accesso alle cure così come all’assistenza domiciliare per la continuità terapeutica o l’assistenza specialistica, a visite ed esami di controllo. 1 persona su 2 è stata costretta a ricorrere al privato per la difficoltà ad accedere alla struttura pubblica *⁵
  • Aumento dei femminicidi e delle discriminazioni nei confronti delle donne: Il 2020 è stato l’anno in cui l’incidenza della componente femminile nel totale degli omicidi è stata del 40,6%, cioè la più alta di sempre. *⁶ Il tasso di occupazione delle donne è di 18 punti percentuali più basso di quello degli uomini, il lavoro part time riguarda il 73,2% le donne ed è involontario nel 60,4% dei casi. I redditi complessivi guadagnati dalle donne sul mercato del lavoro sono in media del 25% inferiori rispetto a quelli degli uomini *
  • incessante sfruttamento dei territori e il loro conseguente impoverimento ed aumento di catastrofi “naturali”

 – continuazione del dominio coloniale attraverso l’uso delle frontiere, l’accaparramento delle terre (land grabbing), il controllo sulle materie prime, la lunga manus sulle politiche interne dei paesi, il dominio delle multinazionali, l’utilizzo del debito, l’installazione di basi militari, il controllo militare e politico delle rotte marine, l’utilizzo e spartizione delle frontiere…, le guerre … *⁸

Non siamo quindi sulla “stessa barca”!

La situazione sicuramente non è certo rosea, ma a nostro favore, se sappiamo coglierle, giocano le contraddizioni frutto di questa crisi che generalizza le condizioni di vita attraverso un processo di proletarizzazione sempre maggiore di larghe fette di popolazione, internazionalizza il rapporto di sfruttamento ed unisce settori lavorativi, disoccupati, immigrati, donne e giovani in un unico destino.

Un dato ormai lapalissiano è che, individualmente o settorialmente, nessuno ha la forza per contrastare i processi in atto; emerge quindi la necessità di unità, di creare una forza reale che si contrapponga, rivendichi e realizzi su contenuti di classe un cambiamento.

Il tentativo che viene espresso dal “ Patto d’azione anticapitalista- per un Fronte unico di classe”, al di là dei limiti, delle contraddizioni che si possano rilevare o delle singole rivendicazioni su cui si può o no essere perfettamente in sintonia, va però nella direzione di dare un corpo organizzativo, politico e di prospettiva allo scontro di classe, alle singole vertenze, alla rabbia e disperazione vissuta dai proletari spesso nell’isolamento più totale. È il tentativo di fare rete e di rispondere agli attacchi unendo le singole specificità che si muovono su contenuti spesso a carattere economico-sindacale ad un piano più generale di oppressione e sfruttamento determinato dal capitale.

Lo sciopero nazionale del 29 ha il pregio di anticipare quanto succederà a breve quando, finita la proroga, i padroni avranno mano libera ai licenziamenti, in una situazione di mancato rinnovo dei contratti scaduti da anni, di ammortizzatori sociali insufficienti, di un sistema sanitario allo sfacelo, di restrizioni sulle possibilità di sciopero (si veda l’ultimo accordo nel comparto scuola) e di ristrutturazioni importanti che stanno avvenendo a partire dal mondo della logistica, che rappresenta uno dei settori più combattivi e sindacalizzati.

È sicuramente uno sciopero contro le politiche sanitarie, scolastiche, contro il governo e le manovre padronali ed assume una valenza importante ancor più ora che è stato messo, nero su bianco, il piano di ristrutturazione della TNT Fedex che comporterà la dismissione di tutto il traffico nazionale che, in termini umani, si tradurrà in 6300 esuberi, ovvero licenziamenti diretti in tutta Europa e un tot, non quantificato, di lavoratori indiretti (in subappalto, nelle cooperative, attraverso intermediazione delle agenzie interinali). A Liegi, in Belgio, 671 lavoratori sono già stati licenziati. Un piano che se non viene fermato, rappresenterà una sconfitta paragonabile a quella che avvenne negli anni ’80 alla Fiat, con ricadute occupazionali, sindacali, politiche su tutti i lavoratori, sull’intera classe.

Ancor più importante perché ha la caratteristica di fondere più aspetti: lavorativo, sanitario, occupazionale, contrattuale; rappresenta la possibilità, per condizioni oggettive, dato che Fedex è una multinazionale americana ed interviene a livello mondiale, di travalicare i confini nazionali e fare fronte comune a livello europeo contro le politiche del capitale aumentando di forza e organizzazione le lotte, favorendo maggiori possibilità di vittoria.

Allo sciopero del 29 saremo a fianco di altri lavoratori, a rafforzare le lotte in corso e a dare impulso ad un percorso di unità della classe contro le politiche capitaliste.

Saremo alle iniziative territoriali del 30, in piazza, con lo stesso spirito, contro le politiche di privatizzazione della sanità, contro una scuola classista, lo sfruttamento, il razzismo, contro ogni attacco al diritto di sciopero di lavoratori e lavoratrici, contro l’uso di risorse pubbliche per le spese militari e il rafforzamento dei dispositivi securitari, contro l’isolamento e le solitudini forzate in nome della “guerra al virus”, portando l’esperienza e il contributo che nasce dal lavoro e dai momenti di mobilitazione che quotidianamente svolgiamo nel nostro territorio metropolitano.

Panetteria Occupata                           Milano 26-01-2021

appello per 29 e 30 gennaio appello per le giornate di lotta del Patto d’Azione anticapitalista- Per un fronte unico di classe

*¹ (dal Corriere: I settori che hanno battuto il virus, +401,1 miliardi per Amazon )

https://www.corriere.it/economia/finanza/cards/100-societa-mondiali-che-hanno-guadagnato-borsa-la-pandemia-covid-19/classifica-completa-66.shtml

*² [https://www.agi.it/economia/news/2020-09-18/quanti-posti-lavoro-persi-coronavirus-9695033/]

*3. 17 ottobre 2020 – https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-italia-aumentano-nuovi-poveri-passano-31-45percento-ADHGvgw

*⁴ [http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/universita-e-scuola-al-sud-nel-post-covid-il-rapporto-svimez-2020.flc]

https://www.genova24.it/2021/01/scuola-lallarme-di-save-the-children-in-preoccupante-aumento-labbandono-scolastico-248507/

*⁵ [https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=90696]

*⁶https://ilbolive.unipd.it/it/news/2020-stato-lanno-peggiore-femminicidi] https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/25/con-il-lockdown-e-aumentata-la-violenza-sulle-donne-nel-2020-uccisa-una-donna-ogni-3-giorni-raddoppiano-i-femminicidi-suicidi/6015926/

*⁷ https://www.corriere.it/speciale/cronache/2020/donne-lavoro-covid-occupazione-femminile/]

*⁸https://www.osservatoriodiritti.it/2020/10/27/land-grabbing-significato-definizione-esempi-cos-e-conseguenze-cause/]

https://serenoregis.org/2020/08/27/la-politica-mortale-dei-confini-coloniali-durante-il-covid-19-niamh-ni-bhriain/]

https://www.repubblica.it/solidarieta/dirittiumani/2020/12/14/news/terre_espropriate_tra_i_predatori_anche_la_banca_mondiale_le_leggi_e_anche_i_terroristi-278304919/

https://www.limesonline.com/usa-america-latina-intervento-militare-golpe-guerra-fredda-narcotraffico/121518?prv=true

 

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DOVE STA ANDANDO LA SCUOLA PUBBLICA?

Socializziamo alcune riflessioni sull’attuale situazione della Scuola pubblica, in particolare con una visione “di classe” da chi in questa scuola ci lavora. Queste poche righe non sono certo esaustive, anzi devono essere costantemente aggiornate, perché la situazione è in continua evoluzione. Hanno però l’obiettivo di proporre qualche spunto di riflessione per cominciare a ragionare e a prendere provvedimenti e contromisure rispetto al futuro che sembra delinearsi all’orizzonte per la scuola pubblica e per questa società in generale.

DOVE STA ANDANDO LA SCUOLA PUBBLICA?
 Pillole di storia recente sullo smantellamento della scuola pubblica italiana
“Voi la dimenticate, noi la riapriamo”
“Voi ce la togliete, noi ce la riprendiamo”
“Non l’avete ricostruita voi, ce ne occupiamo noi”
“Avevate in mano il nostro futuro, ce l’avete tolto”
dalle occupazioni dei licei milanesi

La scuola superiore italiana è in didattica a distanza (dad) dal 24 febbraio 2020. Quindi da un anno solare che significa quasi due anni scolastici…….

Sullo smantellamento della scuola pubblica

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