11 giugno: pranzo sociale

DOMENICA 11 GIUGNO dalle ore 12.00
PRANZO SOCIALE (grigliata verdure e carni) di autofinanziamento per le attività della Panetteria Occupata.

 

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PRIMO MAGGIO 2017

PRIMO MAGGIO VIA ESTERLE ORE 11,00 MILANO

UN 1 MAGGIO CONTRO LE “NUOVE” SCHIAVITU’

 che veda come protagonisti lavoratori migranti, e di tutte le nazionalità.

Da febbraio lo spazio “Noi ci siamo! Con Abd el Salam”, sgomberato da via Fortezza, si è trasferito in uno dei quartieri a maggiore concentrazione di lavoratori migranti. Proprio da qui vorremmo organizzare un Primo Maggio di mobilitazione e di lotta, che sappia esprimere le esigenze e le rivendicazioni che accomunano i lavoratori di tutte le etnie e di tutte le nazionalità, autoctoni o immigranti che siano.

La giornata del Primo Maggio possiede in tal senso una valenza particolare: più di 100 anni fa, organizzazioni di lavoratori e sindacati si ponevano l’obiettivo della limitazione ad 8 ore della giornata lavorativa: in tutto il mondo i lavoratori, gli operai, i salariati, scendevano in strada con questa comune rivendicazione. Oggi, le loro parole d’ordine risuonano più attuali che mai: dopo quasi un secolo da questa grande conquista, lo sfruttamento sui luoghi di lavoro non conosce ormai più limiti di sorta. Il lavoro, quello delle 8 ore del secolo sorso, non è più una garanzia per nessuno. La precarietà, a vario grado, ne è divenuta il tratto distintivo.

La crisi ha poi accelerato questo processo, e alla minaccia di chiusure, licenziamenti e delocalizzazioni, si è aggiunto il ricatto esercitato sulla forza lavoro migrante, costretta a subire il livello più infimo dello sfruttamento, e direttamente utilizzata per abbassare i salari di tutti, ed eliminarne i diritti.

Ma gli attacchi hanno anche generato delle risposte, e quasi tutti i settori, dai metalmeccanici alla logistica, dagli autoferrotranvieri agli impiegati dei call center, sono oggi attraversati da un grande numero di mobilitazioni. E la stessa crisi crisi ha generato poi un processo di livellamento delle nostre condizioni verso il basso, rendendo la nostra classe molto più omogenea che in passato. Per questo è di vitale importanza, per il padronato, fomentare una guerra tra poveri che mantenga divisi i vari comparti, sfruttando differenze salariali, contrattuali, territoriali, o ancora meglio, differenze etniche e di nazionalità.

Proprio a partire da quest’ultimo elemento vorremmo costruire il Primo Maggio: contro il ricatto politico che grava direttamente sulla forza lavoro migrante, ma che si ripercuote poi, in maniera generalizzata, sulle condizioni di tutti i lavoratori.  Una giornata nella quale prendano parola gli operai della logistica, i braccianti, le badanti impiegate nella cura degli anziani, gli sfruttati dalle cooperative della lega coop e dei mercati rionali.

Vogliamo costruire il Primo Maggio di coloro che scappano dalle guerre militari e di coloro che si  ribellano alle guerre economiche e ai tagli alla sanità, alla scuola e ai salari, politiche da macelleria sociale i cui effetti, senza distinzione alcuna, ricadono sui lavoratori e le lavoratrici di qualunque provenienza e nazionalità. Un Primo Maggio di lotta contro le politiche di espulsione, che rivendichi il permesso di soggiorno sganciato dal contratto di lavoro, contro una condizione di clandestinità che obbliga il migrante al silenzio e lo riduce nel più totale anonimato, presupposti che lo costringono ad accettare qualunque condizione di lavoro e di vita, e a marcire, senza alcuna tutela, tra disoccupazione e lavoro nero.

Denunciamo il sistema affaristico dell’accoglienza, finalizzata alla speculazione e al profitto, pienamente determinata dalle politiche e dai trattati europei (Dublino III  ed affini) che regolano i flussi migratori in base alla necessità di manodopera a basso costo. Politiche dell’Unione Europea che si traducono come accoglienza per qualcuno, respingimento per molti, e sfruttamento per tutti, indistintamente.

Vogliamo costruire un Primo Maggio con le associazioni, i Sindacati di Base, la cittadinanza solidale, i comitati di lotta per la casa e con tutte quelle realtà che sviluppano strumenti mutualistici e solidaristici sul territorio, dagli ambulatori popolari alle scuole di italiano delle comunità migranti, alle reti di solidarietà.

Una giornata contro il lavoro schiavile, e non soltanto quello dei braccianti del sud della penisola, ma quello che accomuna ormai tutti i giovani (e meno giovani) salariati, che a fatica cercano un lavoro decente. Si tratta ormai di una condizione strutturale e generalizzata, risultato di 20 anni di ristrutturazioni. Sin dalla fine degli anni ’90, con vari passaggi legislativi, dal pacchetto Treu alla legge 30/2003, si è legalizzato il caporalato, con l’introduzione delle agenzie interinali, e si sono introdotte le più svariate tipologie contrattuali precarie e a tempo determinato. Sino ad arrivare al Jobs Act, ultimo e definitivo attacco alla rigidità del rapporto di lavoro con l’eliminazione del reintegro in caso di ingiusto licenziamento e l’introduzione del cosiddetto “contratto a tutele crescenti”.

Siamo i nuovi schiavi del lavoro, e vogliamo lottare insieme a tutti coloro che vivono una condizione di vita lavorativa precaria, a coloro che non hanno né casa né reddito, contro la logica della guerra tra poveri, attraverso la ricomposizione della classe di cui siamo parte. A chi grida “all’invasione” e “prima gli italiani”, rispondiamo che, oggi più che mai, i lavoratori devono essere uniti, e che le “razze”, in un sistema basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sono soltanto due: chi sfrutta e chi è sfruttato.

Oggi, l’unico confine che non conosce muri e frontiere è quello dello sfruttamento: per questo  abbiamo bisogno di organizzarci, contro il lavoro gratuito, lo smart working e la gig economy che, sfuggendo a qualsiasi logica contrattuale, nascondono sottoccupazione, salari da fame e sfruttamento ottocentesco. Contesti che vedono lo sviluppo di una nuova forma di caporalato digitale, assolutamente funzionale ad un modello che vede scaricare costi, spese vive, e rischio d’impresa, sempre e solo sul soggetto debole: il lavoratore precario e iper-sfruttato.

Vogliamo un Primo Maggio che, partendo dalla nostra condizione materiale, di lavoratori immigrati o italiani, abbracci tutta la classe di cui siamo parte, quella parte che continua a lottare per difendere il proprio posto di lavoro, proprio come sta avvenendo in queste settimane per gli operai della INNSE di via Rubattino, e per quelli delle tante fabbriche che resistono e si organizzano.

Un Primo Maggio che ricordi le circa 30.000 persone uccise negli ultimi 10 anni alle frontiere dell’Europa, che ricordi il compagno Abd el Salam ucciso in nome del profitto, che ricordi le vittime del rogo di Rignano e tutte le lavoratrici e i lavoratori migranti schiavizzati nelle campagne del sud.

Ci rivolgiamo a Milano e non solo, e a tutte le realtà di lotta che fanno della solidarietà una pratica concreta; il nostro obiettivo è quello di iniziare un percorso di ricomposizione, che sappia mettere in relazione le diverse forme di conflitto presenti sul territorio.

ORGANIZZIAMO INSIEME IL PRIMO MAGGIO DI TUTTI GLI SFRUTTATI!

Rete Solidale Noi ci siamo! Con Abd el Salam

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28 aprile: UNITI CONTRO LE BASI MILITARI E LA GUERRA

28 APRILE DALLE ORE 9,30
PRESIDIO in PIAZZALE LEONARDO DA VINCI (POLITECNICO) MILANO

Nella stessa giornata del corteo in Sardegna al Poligono di
Quirra, abbiamo organizzato questa iniziativa di informazione e di lotta, contro la
presenza e gli interventi militari sia dentro che fuori i confini dell’Unione
Europea, contro l’industria e le produzioni belliche, contro tutte le “guerre del
capitale”.

28aprile2017_presidio_guerra

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23 aprile: sosteniamo la Resistenza Palestinese

Domenica 23 Aprile 2017 dalle ore 21,00 iniziativa a sostegno della Resistenza Palestinese.

 Il Fronte Palestina Milano all’interno della settimana internazionale, dal 17 al 24 Aprile, a sostegno dei prigionieri palestinesi organizza una serata con la presenza della compagna palestinese MYSSAR ATYANI di Nablus, ex prigioniera che parlerà  delle donne prigioniere nelle carceri israeliane e della situazione di tutti i prigionieri palestinesi ricordando che dal 17 Aprile, giornata dedicata ai prigionieri, molti di loro hanno iniziato uno sciopero della fame.

E’ un occasione per parlare della resistenza palestinese, della solidarietà e delle lotte. 23aprile2017_palestina

 

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8 aprile: musica e parole

DIGESTIONI E SUGGESTIONI

Dove musica e parole si fondono in unica espressione

SABATO 8 APRILE
Dalle ore 18:30 aperitivo in musica
Dalle ore 21:30 microfono aperto

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1 aprile: iniziativa/dibattito sul LAVORO

Sabato 1 aprile

Il Collettivo Ri/Belle invita ad una iniziativa/dibattivo sul LAVORO alla Panetteria Occupata

dalle 17,30 proiezione del film “7 minuti” film italiano del 2016 diretto da Michele Placido ispirato a una storia realmente accaduta in Francia a Yssingeaux. Lincertezza del futuro appesa a 7 minuti. Un caleidoscopio di vite diversissime e pulsanti, vite di donne, madri, figlie. Undici caratteri, per una riflessione sulla possibilità concreta di opporre resistenza e di reagire allincertezza del futuro, tra caos, logica e giustizia.

 a seguire dibattito sui temi del lavoro che ruotano intorno al Jobs Act e alle altre truffe che gli ultimi governi (ma la storia parte da lontano) mettono in atto ai danni dei lavoratori. dallattacco allarticolo 18 al licenziamento libero’, dal supersfruttamento di chi lavora ai numeri della disoccupazione.

A CONCLUSIONE DELL’INIZIATIVA, BUFFET

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Terzo intervento dall’assemblea contro la guerra

Il testo che segue, elaborato a partire dall’intervento sull’immigrazione tenutosi all’assemblea sulla guerra del 29 gennaio 2017 presso la Panetteria Occupata, costituisce la traccia di un lavoro di analisi e ricerca più ampio attorno alla questione dei flussi migratori. Queste pagine introducono tutti gli aspetti oggetto di approfondimento, e ognuno di essi, qui soltanto accennato, potrà essere sviluppato ed approfondito in seguito.

La_questione_immigrazione_29012017

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28 APRILE UNITI CONTRO LE BASI MILITARI E LA GUERRA

Anche quest’anno, in concomitanza con la ripresa delle esercitazioni militari in Sardegna, il movimento che lotta e si oppone alla presenza militare, contro le basi e la militarizzazione, contro la guerra, si prepara ad organizzare per il 28 APRILE un corteo al PISQ (Poligono Interforze del Salto di Quirra).

Il Poligono di Quirra oltre ad essere la palestra di tanti eserciti, è anche luogo di sperimentazione per i colossi dell’industria bellica, a partire dall’italianissima Finmeccanica, che da anni è ospite fissa del poligono e di altre industrie come la Piaggio Aerospace e l’Alenia.

L’Italia è in prima fila, come parte integrante sia dell’Unione Europea che della NATO, nella partecipazione alla guerra imperialista che mai come in questo momento si manifesta con tutte le sue conseguenze negative sul piano sociale ed economico nel nostro paese.

Guerra imperialista significa adesione al progetto di un nuovo colonialismo e ad una nuova spartizione del mondo per la conquista di nuovi mercati, appropriazione di risorse energetiche, imposizione dell’ordine capitalistico, che si traduce ‑ al tempo stesso ‑ per milioni di persone, in distruzione, miseria sociale ed ambientale.

Negli stessi paesi promotori della guerra, il militarismo si avvale del sostegno dell’apparato industriale militare e di una  gestione autoritaria della crisi attraverso una presenza militare ‑ sempre più visibile ‑ nei territori a garanzia di controllo e deterrente dei conflitti sociali e dei flussi migratori (generati dall’impoverimento di intere aree e dalle guerre in corso) che le politiche, di attacco alle condizioni di vita dei lavoratori, producono.

Anche l’apparato ideologico, attraverso la scuola e la formazione,  diventa strumento da una parte di consenso e dall’altra di controllo. Stiamo assistendo – difatti ‑ ad un intervento sempre più organico ‑ all’interno degli atenei ‑ degli apparati sia militari che industriali sotto forma di corsi di studio e progetti legati a finalità belliche sia dal punto di vista produttivo che di formazione di figure, spacciate come civili, di intermediazione sociale nelle situazioni di conflitto. In questo senso a Milano l’Università Politecnico ha siglato un accordo con il colosso industriale della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, Leonardo-Finmeccanica.

Il sostegno a quelle iniziative di lotta che indeboliscono il normale svolgersi delle politiche militari all’interno degli Stati dei principali promotori della guerra, USA ed UE, oltre che essere da sostegno alle Resistenze che combattono contro l’aggressione imperialista, rafforzano anche nei nostri territori quelle lotte per i bisogni concreti della popolazione, dal lavoro alla casa alla salute, e aprono spazi perché si sviluppi un fronte comune di lotta al razzismo e all’autoritarismo per una società liberata dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla natura.

Anche per queste ragioni, nella stessa giornata del corteo in Sardegna al Poligono di Quirra, diventa significativo organizzare per il 28 APRILE anche nei nostri territori iniziative di informazione e di lotta contro la “guerra del capitale”.

Invitiamo tutti al confronto e alla partecipazione per cominciare a ridare voce e corpo in questa metropoli ad una opposizione alla guerra.

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26 febbraio: presentazione libro “Pinelli”

Domenica 26 febbraio dalle ore 17,30
presentazione del libro “PINELLI” di Enrico Maltini e Gabriele Fuga
introdurrà Lello Valitutti, l’ultimo compagno che Pinelli vedrà prima di trovare la morte la notte del 15 dicembre 1969
a seguire CENA DI SOLIDARIETA’

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Due interventi dall’assemblea contro la guerra

Pubblichiamo due interventi usciti nell’assemblea del 29 gennaio 2017 contro la guerra.
Il primo, frutto del lavoro di preparazione all’iniziativa, si occupa delle spese nel settore militare
Diamo_i_numeri_29012017
il secondo è stato preparato per l’assemblea dal Fronte Palestina di Milano
FP_assemblea_29012017

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