22 luglio: cena di autofinanziamento

VENERDI 22 LUGLIO ORE 20:00
CENA DI AUTOFINANZIAMENTO
della PANETTERIA OCCUPATA

20160722cena

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21 maggio: presentazione libro La Scuola dell’odio

SABATO 21 MAGGIO dalle ore 17:00

presso la PANETTERIA OCCUPATA, via Conte Rosso 20 Milano

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
“LA SCUOLA DELL’ODIO”
Sette anni nelle prigioni israeliane di Bruno Breguet

 con Cristiano Armati, RedStarPress
e un compagno palestinese

a seguire aperitivo

breguet20160521“Militante ticinese del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Bruno Breguet ha appena vent’anni quando, nel 1970, viene arrestato ad Haifa dalle autorità israeliane. Accusato di svolgere attività terroristica per conto del Fronte, Breguet viene percosso e torturato a lungo prima di essere trasferito nel carcere di Ramleh dove, per ben sette anni, rimarrà a disposizione dei suoi aguzzini, che riservano ai prigionieri politici i trattamenti più duri senza riuscire ad avere la meglio sulla determinazione con cui i militanti riescono a lottare perfino dietro le sbarre di una cella di sicurezza.
Nella prigione, Breguet continuerà la sua battaglia antisionista, rifiutando di scendere a patti con i servizi segreti e, in seguito, organizzando sommosse, preparando piani di evasione e tentando sempre e comunque di comprendere, attraverso lo studio, la natura dei mostri generati da una società divisa in classi nel contesto della guerra di conquista condotta ai danni della Palestina dall’imperialismo israeliano.

Nato nel 1950 a Muralto, in Svizzera, entra a far parte del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nel 1970 diventando, dopo l’arresto subito ad Haifa lo stesso anno, il primo non palestinese membro della Resistenza a essere processato e condannato da un tribunale israeliano. Costretto a subire durissime condizioni detentive, Breguet sconterà una pena di sette anni nel carcere di Ramleh, rifiutando sistematicamente di dichiararsi “pentito” e raccogliendo, al culmine di una mobilitazione internazionale, la solidarietà di attivisti e intellettuali.
Uscito di prigione nel 1977, Bruno Breguet è arrestato nuovamente in Francia nel 1982, accusato di essere membro dell’ORI, l’Organizzazione dei Rivoluzionari Internazionali di Ilich Ramirez Sanchez, più noto con il nome di battaglia di “Carlos”. Tornato in libertà tre anni dopo, Breguet si trasferisce in Grecia, dove lavora come carpentiere fino al 1995, anno in cui sparisce misteriosamente dalla motonave “Lato” lungo la rotta Ancona-Igoumenitsa.”

45 anni dopo l’arresto di Breguet, l’essenza dell’entità sionista di Israele non è mutata anzi l’occupazione è proseguita estendendo a dismisura i territori occupati dall’esercito israeliano relegando ormai i palestinesi in piccoli fazzoletti di terra divisi gli uni dagli altri dai villaggi dei coloni e dal muro. In tutti questi anni sono continuate le stragi dei palestinesi come quelle che periodicamente hanno colpito il territorio di Gaza, una striscia di terra trasformata ormai in un immenso lager a cielo aperto. Il popolo palestinese è perennemente vessato da rastrellamenti e arresti arbitrari, da deportazioni, dalla distruzione dei raccolti, dalla demolizione delle loro case. In tutti questi anni il numero dei prigionieri, rinchiusi nelle carceri israeliane ed anche in quelle dell’Autorità nazionale palestinese, è aumentato fino ad arrivare alla cifra di oltre 6000 detenuti. Una condizione difficile viene vissuta dai milioni di profughi palestinesi a cui viene di fatto negato il diritto al ritorno nelle proprie terre. Tutto questo avviene anche grazie al supporto che viene dato ad Israele dalle potenze occidentali, dagli USA ai vari paesi dell’Unione Europea Italia compresa, che in questo trovano sostegno dai regimi reazionari presenti nell’area mediorientale. L’Europa sta infatti muovendosi per la disgregazione e la frantumazione di quegli Stati che non sono totalmente asserviti, fomentando conflitti settari ed etnici e dove questo non basti intervenendo direttamente sul piano militare. Stiamo sempre più assistendo ad un vero e proprio processo di colonizzazione del Sud del Mediterraneo, un processo che ha come unico vero e proprio perno a livello locale lo Stato sionista di Israele a cui viene data mano libera per l’attuazione di una nuova tappa nel processo di annientamento del popolo palestinese. Ma questi processi sono messi in discussione dalla Resistenza del popolo palestinese che (in diverse forme fra le quali diversi momenti generalizzati di sollevazione e rivolta come “l’Intifada” tuttora in corso) conduce dall’inizio dell’occupazione sionista una difficilissima lotta per la propria esistenza, per la propria vita, per la propria libertà. Una lotta che è riferimento per tutte le masse arabe che vedono in essa una reale possibilità di liberazione dal colonialismo e dallo sfruttamento. Per poter continuare a resistere il popolo palestinese necessita anche della solidarietà e del supporto che deve giungere loro da tutti quelli che, anche in Occidente, non vogliono essere complici di questa barbarie. Sviluppando un movimento contro la guerra, qui nelle nostre metropoli, possiamo rafforzare la resistenza del popolo palestinese e trovare insieme, con quello spirito internazionalista che tanti anni fa informò le scelte di Bruno Breguet, una linea di “Fronte” comune.

Anche per queste ragioni presentiamo il libro edito da RedStarPress “La scuola dell’odio – 7 anni nelle prigioni israeliane” di Bruno Breguet.

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20 maggio: presentazione libro “LA SCINTILLA” Dalla valle alla metropoli, una storia antagonista della lotta per la casa

VENERDI’ 20 MAGGIO dalle ore 21:00

presso la PANETTERIA OCCUPATA, via Conte Rosso 20 Milano

PRESENTAZIONE DEL LIBRO di Cristiano Armati

“LA SCINTILLA”

Dalla valle alla metropoli, una storia antagonista della lotta per la casa

con la partecipazione dell’autore

e

proiezione del video 

“Io la casa me la sto lottando”, a cura del Movimento Casa Pioltello.

dalle ore 19 Apericena

la-scintilla20160520

Presentando “La Scintilla”, di Cristiano Armati, vogliamo riportare e socializzare il contributo di un compagno romano attivo nel movimento di lotta per il diritto all’abitare sviluppatosi in questi anni nella capitale; il libro ha il pregio di mostrarci, sin dalle prime pagine, la necessità e la capacità di un movimento di affrontare in modo ampio e complessivo le necessità e i bisogni di una porzione crescente di proletari, italiani e immigrati. La crisi, le ristrutturazioni, la ridefinizione del welfare, le sempre peggiori condizioni di lavoro (quando c’è) determinano infatti un sempre maggiore impoverimento delle classi subalterne. Ma questo implica anche possibili terreni di mobilitazione, e la lotta per la casa ne è infatti un chiaro esempio.

Da un lato, la gestione della “questione abitativa” da parte del potere politico è in continua evoluzione, non solo per l’aumento di sfratti e sgomberi, ma anche per quanto riguarda l’edilizia pubblica, sempre più investita da processi di dismissione o privatizzazione, (legge regionale della giunta Maroni in approvazione a Giugno) e nello sviluppo delle metropoli, dove intere zone vengono riqualificate e gentrificate a seconda delle esigenze, o ancora per la nascita di nuove forme “intermedie” di offerta abitativa, quali lo housing sociale. Dall’altro lato, sempre maggiore, e anch’esso in evoluzione, il tentativo di organizzarsi per fare fronte al problema, con la creazione di comitati che concretamente cercano di costruire una rete tra abitanti dei quartieri popolari, occupanti, sfrattati e solidali. Cercheremo quindi di approfondire il nostro punto di vista su entrambi gli aspetti.

Il video del Movimento Casa Pioltello è anch’esso un breve collage che, attraverso testimonianze e momenti di azione, cerca di mettere a fuoco le dinamiche e le ragioni di una lotta che partendo dai quartieri dove si sviluppa cerca di raggiungere una dimensione più ampia. Vuole essere uno spunto, ne descrive la forza, le potenzialità e le contraddizioni.

Comitato di Lotta per la Casa Lambrate

casextutti@libero.it

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Audio presentazione Foglio Ri/belle del 13 maggio 2016

Pubblichiamo la registrazione della serata di presentazione del foglio Ri/belle sulle riforme del mercato del lavoro tenutasi Venerdì 13 maggio 2016

  1. Introduzione
  2. L’evoluzione delle riforme del mercato del lavoro in Italia
  3. Uno sguardo alle riforme del mercato del lavoro nei principali paesi europei
  4. Il lavoro riproduttivo
  5. Riflessioni sindacali su ammortizzatori sociali ed enti bilaterali
  6. La difesa legale rispetto ai nuovi provvedimenti in materia di lavoro
  7. I licenziamenti individuali e collettivi
  8. Alcune considerazioni
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13 maggio: presentazione Foglio Ri/belle sulla Riforma del lavoro

VENERDI 13 MAGGIO DALLE ORE 21,00 in Panetteria Occupata

iniziativa13maggio2016In questo numero del Foglio Ri/belle sulla nuova Riforma del Lavoro a nome Jobs Act, abbiamo cercato di analizzare il percorso negli anni attraverso il quale siamo arrivati alla situazione attuale.

Abbiamo rivolto, come nostra consuetudine, l’attenzione principalmente alle ripercussioni di tale Legge sulle donne che nell’attacco generale pagano sempre di più, in termini di ricattabilità, di salari inferiori, di diminuzione dei servizi a fronte di orari di lavoro sempre più impegnativi e meno conciliabili con un carico familiare sempre maggiore.

 

LA CRISI DEL CAPITALE NON VOGLIAMO PAGARLA NOI!

In questa iniziativa parliamo di crisi del capitale, di LAVORO, di padroni, di leggi contro i lavoratori, di DIFESA legale, di protesta anticapitalista, di LOTTA, autorganizzazione e di CAMBIAMENTO.

Ne parleremo VENERDI’ 13/05 e affronteremo le tematiche con altre compagne che lavorano nell’ambito legale e sindacale.

Collettivo Ri/belle

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41-bis = TORTURA 16 aprile Presidio al carcere di Opera (MI)

Sabato 16 aprile dalle ore 12,00 PRESIDIO AL CARCERE DI OPERA per sostenere la campagna per l’abolizione della circolare che vieta ai detenuti in regime 41bis di ricevere libri o stampe di ogni genere dall’esterno.
Il presidio si svolgerà sabato pomeriggio dalle ore 12,00 al carcere di Milano Opera, in concomitanza con Cuneo, Tolmezzo UD), Terni, Bancali (SS), Parma.

I prigionieri di Opera sono in lotta contro gli abusi della direzione e delle guardie. SOSTENIAMOLI CON UNA PRESENZA NUMEROSA!

mail: paginecontrolatortura@inventati.org

blog: https://paginecontrolatortura.noblogs.org

41-bis_16aprile

presidio davanti al carcere di Opera (Mi) sabato 16 aprile, dalle ore 12

 Per contrastare l’inasprimento della censura nelle sezioni a 41bis e, in particolare, per cancellare il divieto a ricevere libri e riviste sia ai colloqui che per corrispondenza.

Con questo scopo si è sviluppata una campagna dal titolo “pagine contro la tortura” che per il giorno sabato 16 aprile ha promosso diversi presidi concomitanti davanti ad alcune delle carceri con sezioni a 41bis (Bancali – SS, Tolmezzo – UD, Cuneo, Milano-Opera, Parma, Terni).

Il 41bis, vero e proprio regime di tortura finalizzato ad estorcere collaborazione, pentimento, in poche parole delazione e infamia, non coinvolge solo i detenuti che vi sono rinchiusi, ma condiziona l’intero regime carcerario, estendendo all’Alta Sorveglianza (AS) e oltre, le sue modalità di ricatto, controllo e distruzione della dignità-identità del prigioniero.

 Saremo davanti al carcere di Opera anche per sostenere concretamente la lotta dei prigionieri del I° Padiglione, IV° piano, Sezioni A-B-C che hanno sottoscritto un appello contenente cinque chiare rivendicazioni che vanno dalle cure mediche (dalle lettere che riceviamo il rinomato Centro Clinico è un luogo infernale), al controllo dei prigionieri sulla qualità e i prezzi del sopravvitto, alla fruizione dei colloqui estivi all’aria aperta per tutti, fino all’abolizione della norma che permette pestaggi, sopraffazioni e prepotenze da parte delle guardie. Le lettere che ultimamente riceviamo ci confermano che c’è la volontà collettiva di andare avanti nella mobilitazione.

Sappiamo che non mancano le difficoltà e che la direzione cerca di provocare e intimidire i detenuti in lotta per rompere l’unità; sappiamo che il compagno Maurizio Alfieri è stato messo di nuovo in isolamento come ennesima vendetta contro la sua ostinata determinazione nel lottare contro le porcate che guardie e direzione fanno ai prigionieri. Ma da quanto sappiamo, per fortuna, le cose non vanno sempre come vorrebbe il DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, organo che comanda sulla direzione e sulle guardie):

… “e voglio dirvi che tutti noi eravamo già pronti per protestare e non permettere che Maurizio fosse portato in isolamento perché lotta per tutti noi e noi, condividiamo fino in fondo le sue battaglie che sono quelle di tutti noi. Maurizio ci ha spiegato che si trattava di una lettera che lui avrebbe scritto al direttore dove trattava la sua indignazione sui pestaggi ai malati e contro tutti gli abusi di Opera. Tutti noi siamo Maurizio”… (da una lettera da Opera del 23 febbraio 2016)

Il giorno 9 marzo siamo saliti al 7° piano del tribunale di Milano, e abbiamo consegnato ai magistrati di sorveglianza e alle persone lì presenti, come avvocati e familiari dei detenuti, l’appello con le 128 firme allegate e lo abbiamo letto ad alta voce pubblicamente, mostrando anche uno striscione con la scritta “Dalla Cayenna di Opera”, titolo dell’appello dei prigionieri.

Il peggioramento delle condizioni di detenzione all’interno del carcere che hanno portato a questa importante mobilitazione dei prigionieri non è casuale ma coincide con la creazione a cominciare dal 2007 di una grossa sezione a 41bis, fra le più importanti in Italia.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare al presidio per sostenere la lotta dei prigionieri, per contrastare ogni forma di isolamento, per riportare al più presto Maurizio insieme agli altri. Perché quel giorno, ma anche oggi e domani, vogliamo che la lotta dentro e fuori sia una lotta comune.

Aprile 2016, olga2005@autistici.org

vedi: paginecontrolatortura.noblogs.org

 “Dalla Caienna di Opera”

Noi sottoscritti detenuti di Opera del 1° Padiglione Sezioni A-B-C quarto piano, con la seguente vogliamo rendere pubblica ogni violazione sui diritti dei detenuti a cui siamo sottoposti attraverso abusi-umiliazioni-ricatti e falsi rapporti …

chiediamo che:

  1. ci venga dato il diritto di avere una commissione di detenuti per il controllo del vitto come previsto dagli art. 12 e 27 o.p. perché oltre questo non vengono rispettate le tabelle ipocaloriche e la maggior parte dei detenuti sono costretti allo sciopero della fame forzato e il vitto da anni è sempre uguale …

chiediamo che:

  1. ci sia garantito il diritto alla salute così come sancito dall’art. 32 stabilito dalla Costituzione della Repubblica italiana per la tutela e il diritto alla salute dell’individuo e della collettività. Qui ci negano il diritto alla salute e per un semplice Aulin o Tachipirina dobbiamo chiederne la prescrizione medica (prima di ammalarci), senza contare i lunghi mesi di attesa per visite specialistiche a persone gravemente ammalate e con gravi patologie tuto questo è inaccettabile …

chiediamo che:

noi detenuti del 1° Padiglione di avere il diritto di usufruire dei colloqui estivi all’aria aperta come il 2° Padiglione perché tutti i bambini e famigliari sono uguali e invece la direzione usa i colloqui estivi come un’arma di “premio-ricatto”…

chiediamo che:

  1. venga abolito l’art, 41 o.p. dove il seguente art. dice che: si richiede l’impiego della forza fisica e dei mezzi di coercizione verso i detenuti.

Questo ignobile articolo giustifica e rende impuniti abusi-violenze e pestaggi sia a Opera che in tutti i penitenziari italiani …

chiediamo che:

  1. la direzione la finisca di non concedere l’uso dell’ascensore ai lavoranti spesini-portavitto e costringerli (come schiavi) a trasportare centinaia di kili per le scale sino al 4° piano dato che veniamo pagati con 60 miseri euro mensili.

Per concludere:

abbiamo mille ragioni per rappresentare e scrivere il trattamento discriminatorio e disumano a cui siamo sottoposti al 1° Padiglione. Questo nostro comunicato vuole essere solo l’inizio di una serie di iniziative volte ad ottenere i nostri diritti e il ripristino di quel trattamento che non cade in condizioni disumane e degradanti come quello attuale.

In fede i detenuti

Seguono le raccolte di firme (rispettivamente delle Sezioni A-B-C) la cui somma totale è 128)

 

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18 marzo Sciopero Generale

Per il 18 marzo 2015 è stata indetta una giornata di Sciopero Generale dai sindacati CUB, SI COBAS e USI contro la guerra e la politica economica e sociale del governo Renzi. Pubblichiamo il volantino preparato dal Collettivo Odessa 2 Maggio per la partecipazione ai cortei ed ai picchetti che si sono tenuti nella giornata.

L’unica guerra giusta è quella al capitale
Il capitalismo continua a riversare sui lavoratori di tutto il mondo i costi della sua crisi. Una crisi che però dura ormai da quasi dieci anni e i cui effetti sulle condizioni di vita dei proletari, lungi dall’attenuarsi, si manifestano ogni giorno di più nella loro virulenza fatta di guerra, miseria e ingiustizia.
Una crisi che pur essendo prodotta dal consueto meccanismo – la caduta dei profitti dei capitalisti – si presenta in forme diverse da latitudine a latitudine.
In Europa la crisi ha dato origine a misure antisociali e contro i lavoratori attraverso leggi come il Jobs Act, l’aumento dell’età pensionabile, il taglio di servizi essenziali come scuola e sanità, fino a leggi come il Fiscal compact – taglio alle spese sociali come stabilito dall’Unione Europea – che danno ai nostri governanti gli strumenti legislativi utili al varo di politiche “lacrime e sangue” per tutelare così gli interessi del profitto e del capitale.
Nei paesi del Medio Oriente l’imperialismo mostra il suo volto più feroce e diretto: la guerra. La destabilizzazione di queste regioni passa anche attraverso la promozione di logiche settarie e identitarie, spesso a sfondo religioso, che favoriscono lo scontro interetnico tra le popolazioni. Uno scontro che è all’origine dell’enorme ondata migratoria che osserviamo impotenti. La crescita dei flussi migratori consente al capitale di alimentare campagne ideologiche che mirano a dividere ancora una volta i popoli scatenando guerre fra poveri; e permette ai governi borghesi di varare misure
emergenziali che tendono a restringere i margini di libertà e giustificano manovre repressive (guerra interna) e interventi guerrafondai con la scusa della lotta al terrorismo e dell’esportazione della democrazia (guerra esterna).
Noi sappiamo che dietro agli interventi militari contro le guerre settarie e alle cosiddette operazioni umanitarie si nascondono in realtà gli interessi del capitale e lo scontro in atto tra i paesi imperialisti occidentali e quelli in ascesa come la Cina e la Russia. In questo contesto si muove anche l‘Italia per difendere i suoi interessi economico-finanziari
nei paesi del sud del Mediterraneo che vanno dalle risorse energetiche e relative reti di distribuzione, alle infrastrutture, all’edilizia fino alle telecomunicazioni. L’Italia è il maggiore importatore di petrolio libico e da qualche tempo l’unico destinatario del gas libico attraverso il Greenstream (gasdotto sottomarino). Con il Greenstream l’Italia copre l’8% del suo fabbisogno energetico e importa circa 180mila barili al giorno, estratti dall’impianto di Mellitah gestito dall’Eni.
Il valore dello sciopero di oggi sta proprio nella volontà di coniugare le lotte e le rivendicazioni sul posto di lavoro con le lotte e le rivendicazioni che come lavoratori dobbiamo ricominciare a portare avanti con sempre maggiore forza anche fuori dai posti di lavoro, soprattutto qui in occidente, contro questo sistema di ingiustizia retto da pochi sfruttatori e che sta trascinando l’intera umanità nel baratro.
Il valore di questo sciopero sta anche nel fatto che è stato promosso e sostenuto proprio dai lavoratori, spesso stranieri, che in Italia lavorano in settori così importanti per il capitale come quello della logistica.
Uno sciopero che parla a tutti coloro che vengono attaccati dalle politiche del capitale, siano essi italiani o stranieri! Che non si limita a strette rivendicazioni intercategoriali, ma che vuole mettere in discussione l’intero sistema!
Uno sciopero che spinge le persone a ragionare in termini di unità di classe e non in termini di divisioni confessionali!
Uno sciopero che mette in evidenza come la guerra condotta dall’imperialismo sui vari fronti e l’attacco alle condizioni di vita delle classi subalterne siano parte dello stesso piano strategico volto a salvaguardare gli interessi dei borghesi!
Uno sciopero – infine – che vuole essere solo una tappa per la costruzione di un movimento unitario contro la guerra imperialista e gli interessi che la alimentano.
No alla vostra guerra, fuori e dentro ai confini
18 marzo sciopero generale
Collettivo Odessa 2 maggio
odessa2maggio@inventati.org

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19 marzo: cena e presentazione campagna Pagine contro la tortura

Il collettivo OLGa è lieto di invitarVi alla

CENA DI PRESENTAZIONE DELLA CAMPAGNA

PAGINE CONTRO LA TORTURA

Sabato 19 marzo, Panetteria Occupata, via Conte Rosso 20, Milano

Ore 18.00 Discussione sulla Campagna “Pagine contro la Tortura”

Ore 20.00 Cena benefit per la Campagna

A partire dalle ultime novità ricevute dal carcere di Opera, vorremmo condividere i risultati e le criticità riscontrati nel percorso compiuto sino ad oggi dalla Campagna “Pagine contro la Tortura. Circa il divieto di ricevere dall’esterno libri e stampe d’ogni genere nelle sezioni 41bis”. La cena sarà inoltre un’occasione per informare sulle prossime iniziative in programma e per contribuire fattivamente alle spese in sostegno alla Campagna.

Siete tutte e tutti invitati alla discussione, che si svolgerà alle ore 18.00, puntuali! Per capire insieme come costruire le seguenti giornate di mobilitazione:

16 aprile, presidio sotto il carcere di Milano-Opera, che si svolgerà in concomitanza anche a Parma, Cuneo, Ascoli Piceno, Tolmezzo, Terni e Bancali.

13 maggio, presidio presso la Magistratura di Sorveglianza di Roma.

Per info: olga2005@autistici.org – https://paginecontrolatortura.noblogs.org/

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FOGLIO RI/BELLE – FEBBRAIO 2016 – LAVORO: UNA GUERRA CONTINUA

In questo numero del Foglio Ri/belle sulla nuova Riforma del Lavoro a nome Jobs Act, abbiamo cercato di analizzare il percorso negli anni attraverso il quale siamo arrivati alla situazione attuale.

Abbiamo rivolto, come è nostra consuetudine, l’attenzione principalmente alle ripercussioni di tale legge sulle donne, e, mentre rispetto al testo “abbiamo ottenuto parità di trattamento”(chiaramente a ribasso!), la nostra pratica ci dice che nell’attacco generale le donne pagano sempre di più, in termini di ricattabilità, di salari inferiori, di diminuzione dei servizi a fronte di orari di lavoro sempre più impegnativi e meno conciliabili con un carico familiare sempre maggiore.

Buona lettura!

Per contattarci: coll.ri.belle@gmail.com

FOGLIO ribelle febbraio 2016

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6 marzo: incontro e cena anticarceraria

cena benefit anticarceraria
06-03-2016 panetteria occupata – via conte rosso 20

dalle 17.00 incontro su devastazione e saccheggio e aggiornamento sui processi
a seguire cena benefit per le iniziative sulla lotta anticarceraria

cena-anticarceraria_6marzo2016

 

 

 

 

 

 

Appello per la costruzione di una giornata di musica e lotta attorno al carcere di san vittore in data 2 aprile
La campagna SCATENIAMOLI nasce in seguito agli arresti del 12 novembre per i fatti della manifestazione NoExpo del primo maggio; il progetto include la creazione di una cassa di solidarietà, l’organizzazione e il coordinamento di vari benefit in giro per l’Italia e l’apertura di un blog ( all’indirizzo scateniamoli.info ). Si vuole inoltre mantenere viva l’attenzione su tutti i procedimenti ancora in corso in cui il reato di devastazione e saccheggio è stato utilizzato come strumento repressivo di piazza.
La prima udienza del processo è in data ancora da destinarsi, ma urge un incontro faccia a faccia per parlare di proposte concrete su come agire insieme prima e durante il processo. Sicuramente c’è la necessità di tornare in piazza, soprattutto a Milano dove, per la seconda volta in 10 anni, le procure tornano a combattere il nostro dissenso utilizzando l’accusa di devastazione e saccheggio.
La proposta di SCATENIAMOLI è un presidio itinerante il 2 aprile attorno alle mura del carcere in cui, anche attraverso la musica e l’arte, lotteremo per la liberazione dei nostri compagni. La data è stata scelta, oltre che in avvicinamento al processo, come tappa intermedia per iniziare a lavorare su un percorso comune in vista del I maggio 2016 in cui intendiamo portare in piazza forte e chiara la tematica degli arresti del 2015 e di devastazione e saccheggio. Sulle modalità di organizzazione dell’evento ne discuteremo assieme a partire dal primo incontro che si terrà il 25 febbraio in Torchiera alle 21.
Fate girare l’appello!
SCATENIAMOCI X SCATENARLI !
Calendario degli appuntamenti:
Giovedì 25 febbraio ore 21 – Cascina Torchiera (Piazzale Cimitero Maggiore, 18 Milano): Prima assemblea pubblica per la costruzione del presidio e concerto sotto S.Vittore del 2 aprile
Domenica 6 marzo dalle ore 15 – Panetteria Occupata (via Conte Rosso 20, Milano): dibattito su devastazione e saccheggio da Roma 15Ottebre a Cremona e Milano 2015 a seguire Cena
Sabato 2 aprile: Tutt* in massa sotto san vittore per farci sentire forte dai compagni e da tutt* le/i detenut*

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