COSTRUIAMO UNA CAMPAGNA CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA

Il 15 aprile scorso ci siamo incontrati alla Panetteria Occupata a Milano per rispondere alla proposta dei compagni dalla Grecia e gettare le basi per la costruzione di una campagna comune contro le basi NATO e l’imperialismo USA ……

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5 maggio: corteo “attacchiamo i padroni e le loro guerre”

Sabato 5 maggio: Corteo
ore 15,00, davanti alla stazione centrale
contro l’ENI, le sue devastazioni e le sue guerre
Il corteo terminerà in via Imbonati angolo via Bovio

Attacchiamo i padroni (prima gli italiani)

Guerra all’esterno e militarizzazione della società segnano sempre di
più il nostro presente. Per mantenere pacificate le “retrovie” mentre
governi e multinazionali si lanciano nel saccheggio dell’Africa come
prolungamento della loro concorrenza in Europa, i padroni soffiano sul
vento razzista della guerra fra poveri. Vento che alimenta la
proliferazione dei gruppi neofascisti, sempre più legittimati e
protetti.

Il governo italiano finanzia i campi di concentramento in Libia e le
milizie che li gestiscono, l’ENI e le altre imprese di bandiera
cercano di preservare e allargare i loro affari, ricorrendo a
qualunque signoria della guerra locale, jihadisti compresi. Intanto il
capitale locale, con l’individuazione di nuove sacche di gas, riapre
scenari con Paesi direttamente coinvolti nella guerra di Siria,
facendo presagire un ruolo ancor più incisivo della Turchia nel
contenimento dei profughi, nonché di Israele come cane da guardia del
Mediterraneo.
La manodopera di emigrati provenienti da terre depredate assicura un
esercito di lavoratori e lavoratrici sotto ricatto e terrore,
garantisce profitti a basso costo e rende possibile assoggettare anche
i proletari indigeni a condizioni di vita sempre più precarie.

Il razzismo di Stato afferma apertamente che per salvare la democrazia
bisogna rinchiudere i migranti a casa loro (eccezion fatta per quelli
da selezionare per il capitalismo nostrano).
Mentre la politica internazionale di rapina sversa anche qui i suoi
prodotti, dallo sfruttamento alle devastazioni ambientali (vedi TAP),
in Niger si allarga il conflitto sociale contro le missioni
occidentali.

È sempre più urgente confrontarci sul tempo che fa, rilanciare la
pratica della solidarietà internazionalista e schierarsi con le
ragioni di chi lotta contro il colonialismo italiano.

Per questo invitiamo tutte e tutti coloro che vogliono riaprire il
conflitto sociale fuori e contro ogni compatibilità istituzionale, alla manifestazione di Milano

 
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L’AQUILA 4 MAGGIO 2018: ANCORA AL FIANCO DI CHI LOTTA

L’AQUILA, 4 MAGGIO 2018: ANCORA AL FIANCO DI CHI LOTTA.

– PRESIDIO SOLIDALE AL TRIBUNALE E AL CARCERE –

Il 4 maggio a L’Aquila si terrà la quarta udienza che vede la prigioniera delle BR-PCC Nadia Lioce sotto processo per aver osato dimostrare, tramite una serie di battiture contro le condizioni di detenzione che il regime cui è sottoposta impone, di non essere stata ridotta a totale silenzio dalla vendetta dello stato.

Sono passati 13 anni da quando Nadia è rinchiusa all’interno delle sezioni di 41bis, che lo scorso settembre le è stato prorogato – per la durata di altri 2 anni – ancora una volta.

Le persone rinchiuse all’interno del circuito del 41bis non hanno la possibilità di far uscire la loro voce, rendendo pubblica la tortura quotidiana vissuta sui propri corpi e le proprie menti… Ecco che questo processo si è trasformato nell’occasione per poter prendere parola: nell’ultima udienza, lo scorso 24 novembre, Nadia ha presentato alla corte un documento di una decina di pagine in cui ha ritenuto necessario ripercorrere i passaggi della detenzione speciale, dall’art.90 al 41bis, descrivendo la natura vessatoria delle condizioni cui si pretende di sottoporre i detenuti e le detenute in 41bis, contestualizzandole e rendendo chiaro quanto grottesche possano risultare le accuse a lei rivolte in questo processo, nonché più che legittimi i motivi delle sue battiture.

Con queste parole Nadia ci consegna la testimonianza diretta di ciò che stanno facendo a oltre 700 persone sottoposte in Italia al cosiddetto carcere duro, ma che potrebbe in un modo o nell’altro riguardarne molte altre. I paletti della legalità sono nelle mani dello stato, e dove vengano di volta in volta piantati dipende dal terreno fertile che trovano.

Come campagna “pagine contro la tortura” nell’ultimo anno e mezzo, e come compagni e compagne contro il carcere, da una decina di anni a questa parte, abbiamo lanciato a più riprese diversi appuntamenti nel capoluogo abruzzese, proprio per la presenza in quel territorio del supercarcere che rinchiude oltre 100 persone, quasi tutte ristrette in 41bis. Tali mobilitazioni sono inserite in un percorso di lotta anti-carceraria che individua il regime di 41bis come l’apice, la punta di diamante del sistema di repressione italiano, nonché “scuola” per le amministrazioni penitenziarie di tutti gli stati occidentali e non solo.

Così, già lo scorso 24 novembre, in occasione dell’ultima udienza, ci eravamo recate/i a L’Aquila da differenti parti della penisola individuando nel processo a Nadia una doppia occasione: poter solidarizzare con lei e ribadire che il 41bis è tortura. Successivamente alcuni/e di noi hanno ricevuto  delle denunce, che se arriveranno a processo ci forniranno ulteriori occasioni per prendere parola sui motivi che ci spingono a lottare, a non abbassare la testa, a non girarla dall’altro lato per non vedere.

Il 4 MAGGIO, ANCORA UNA VOLTA AL FIANCO DI CHI LOTTA.

SOLIDARIETÀ CON NADIA. CONTRO IL 41BIS E IL SISTEMA CHE SOSTIENE E DIFENDE.

ORE 9:00 presidio davanti al Tribunale ordinario di L’Aquila in Via XX Settembre n. 68.

Di seguito ci sposteremo davanti al carcere per portare un saluto ai detenuti e alle detenute.

CAMPAGNA “PAGINE CONTRO LA TORTURA”

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Quali alternative alla pena della schiavitù

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28 aprile: Presentazione tra donne del libro “ROTE ZORA” guerriglia urbana femminista

“Donne che non danno pace” organizzano la presentazione tra donne del libro “ROTE ZORA” guerriglia urbana femminista

Dalle ore 16,00 A seguire laboratorio tra donne: A partire dalla lettura di stralci del libro un momento di discussioni collettive, in forme diverse, per trasformare insieme questa pubblicazione in uno strumento per rilanciare la lotta al patriarcato.

+ apericena vegan e musica

locandina_rote_zora

  —-
Il libro è un’ Autoproduzione femminista, 2018.

Rote Zora è una rete di gruppi di donne e lesbiche che ha portato avanti azioni femministe di guerriglia urbana nella Repubblica Federale Tedesca dagli anni ’70 agli anni ’90.
Le loro parole ci arrivano oggi con la stessa potenza del fuoco dei loro sabotaggi.
Voi avete il potere – Noi abbiamo la notte!


da “la reststenza è posibile, intervista alle rote zora”1984

Come avete scelto il nome di Rote Zora?

“Rote Zora e la sua banda” è una fiaba di una ragazzina terribile che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Fare bande, muoversi al di fuori della legge sembra essere oggi una prerogativa dei maschi. Ma soprattutto per questo i mille vincoli privati e politici con cui veniamo soffocate come ragazze e come donne, ci dovrebbero rendere in massa bandite per la conquista della nostra libertà e della nostra dignità di essere donna. Le leggi, il diritto e l’ordine sono fondamentalmente contro di noi, anche se, combattendo duramente, abbiamo strappato due o tre diritti che, comunque, dobbiamo difendere continuando a lottare. La lotta radicale femminista e l’obbedienza alle leggi sono due cose che fanno a pugni tra loro!

Però non è un caso che il vostro nome abbia le stesse iniziale delle Revoluzionarien Zellulen (Cellule Rivoluzionarie).

No, naturalmente non è un caso. Rote Zora esprime anche gli stessi principi delle Revoluzionarien Zellulen, lo stesso concetto di strutture che si muovano nell’illegalità, di rete che sfugga al controllo e all’intervento dell’apparato repressivo. Soltanto così possiamo compiere, in relazione con le lotte legali di altri movimenti, azioni sovversive dirette. “Noi rispondiamo con la lotta”, questo slogan delle donne del maggio ’68 oggi non è messo in discussione per quanto riguarda la violenza contro le donne, ma è invece criminalizzato quando rappresenta una risposta contro il dominio che riproduce sempre di nuovo questa violenza.

Quali azioni avete compiuto fino adesso e contro quali obiettivi?

Le donne di Rote Zora hanno cominciato nel ’74 con un attentato alla corte Costituzionale di Karlsruhe, perché tutte noi volevamo l’abrogazione dell’articolo 218 [legge di regolamentazione dell’aborto – ndr] .

Nella notte di Walpurg abbiamo attaccato l’Ordine dei Medici perché da lì veniva ostacolata con ogni mezzo la già misera riforma sull’aborto. Poi l’attentato alla Schering durante il processo Duogynon.

Dunque riteniamo assolutamente necessario strappare dalla dimensione privata la nostra rabbia contro lo sfruttamento della donna, come oggetto sessuale e come macchina riproduttrice, e mostrarla con il fuoco.

Però non vogliamo limitarci soltanto all’attacco a queste strutture legate direttamente e visibilmente all’oppressione delle donne.

Come donne siamo anche colpite dalla violenza della società nel suo insieme , dalla distruzione della natura, dalla ristrutturazione della città, alle più diverse forme di sfruttamento capitalistico, in ogni caso condizioni di oppressione a cui sono sottoposti anche gli uomini.

Non vogliamo la divisione dei compiti ‘di sinistra’ secondo il motto ‘le donne per i problemi delle donne, gli uomini per i problemi politici generali’. Non ci facciamo togliere le responsabilità dell’iniziativa nella vita quotidiana. Per questo ad esempio abbiamo incendiato le macchine di lusso degli avvocati della ‘lega dei proprietari del quartiere Kaussen’ che erano responsabili di un gran numero di sfratti brutali. Sempre per questo abbiamo distribuito gratuitamente (insieme alle Revoluzionarien Zellulen) ristampe dei biglietti dei mezzi pubblici per imporre la gratuità del servizio.

Gli ultimi attentati li abbiamo rivolti contro la Siemens e la Nixdorf. Esse accelerano, con lo sviluppo di nuove tecnologie di controllo, le sempre più sofisticate possibilità di produzione bellica e di controguerriglia. Oltre a ciò ci interessava anche la loro funzione di avanguardia nella ristrutturazione del lavoro, soprattutto a spese delle donne, in tutto il mondo. Come qui da noi, grazie alle tecnologie di queste ditte, le donne vengono sempre più isolate l’una dall’altra con il lavoro a domicilio e part-time e sfruttate senza assicurazioni sociali, allo stesso modo le donne del cosiddetto Terzo Mondo vengono sistematicamente consumate nella produzione di queste tecnologie e a 25 anni sono letteralmente distrutte dal lavoro.

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15 aprile: Incontro per organizzare iniziative contro Nato e guerra imperialista

DOMENICA 15 APRILE DALLE ORE 11 ALLA PANETTERIA OCCUPATA

INCONTRO PER REALIZZARE UNA GIORNATA INTERNAZIONALE
NELLA LOTTA CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA

A seguito di un incontro con i compagni greci “Contrattacco di Classe (gruppo di comunisti e anarchici)” è emersa la proposta di organizzarci in una giornata di lotta contemporanea contro la NATO e la guerra sionista e imperialista.
Questa proposta nasce da un incontro con compagni turchi e greci già impegnati insieme nel “simposio del Fronte Antimperialista”.
Per realizzarla qui in Italia riteniamo che sia naturale partire dalle realtà che questa lotta la affrontano e la praticano, in particolare ci riferiamo alle mobilitazioni contro le basi in Sardegna, che nel Mediterraneo, sono le più importanti per l’imperialismo e il sionismo, ed anche per le implicazioni nel condizionamento delle libertà di movimento delle lotte (contro il carcere, operaie, ecc..), oltre che per le conseguenze disastrose ai danni degli allevamenti e dell’agricoltura.
Per noi è una proposta che se realizzata non può che rafforzare la lotta contro la guerra imperialista perché estende la comunicazione, le conoscenze e quindi rende ancora più possibili azioni ed iniziative più efficaci e meno generiche.
Da queste premesse abbiamo sentito il bisogno di incontrarsi con in particolare chi già conosce meglio di noi difficoltà, attenzioni e cure che bisogna avere, e confrontarsi per trovare forme, modi e tempi per realizzarla.

PANETTERIA OCCUPATA                                                                                                                                  Milano 27 febbraio 2018

Per iniziare a discutere questa proposta saremo in Sardegna, a Cagliari, alla 2 giorni contro la RWM nelle giornate del 7/8 aprile 2018 ( https://nobordersard.wordpress.com/2018/02/20/2-giorni-contro-la-rwm-cagliari-7-8-aprile-2018 ) e vorremmo li incontrare anche tutte le diverse realtà del movimento da anni impegnate contro la guerra. La possibilità di costruire nel mese di Settembre un’iniziativa sul territorio della Sardegna, in coordinamento con le altre iniziative internazionali, è uno dei requisiti perché questo percorsa diventi il più incisivo possibile.

Proponiamo a tutte le realtà politiche, sociali e sindacali, sensibili a questa proposta di incontrarci a Milano, domenica 15 aprile dalle ore 11,°°, per una giornata di discussione e costruzione della mobilitazione contro la NATO e la guerra sionista e imperialista da articolarsi a Settembre sui nostri territori.

Iniziative internazionali contro la guerra imperialista-sionista guidata dalla  NATO: il percorso dei compagni greci
Sabato 3 marzo 2018 nella città cretese di   Rethymno  si è tenuto un incontro con la tematica: “Crisi capitalistica e Guerra: la Grecia come avamposto della NATO e la lotta contro la base di Souda”.
https://taksiki-antepithesi.espivblogs.net/archives/785
Nelle tre città dell’isola di Creta, ci sono realtà politiche e sedi, occupazioni ecc. Loro sono d’accordo per l’organizzazione di una manifestazione nazionale, nell’ ambito di una giornata o di una settimana internazionale, alla base NATO nella località di Suda, vicino alla città di Chania.
Per organizzarci, vogliono però un po più di tempo (si pensava a Settembre). Nel senso che quello che si è programmato è che, entro Aprile, costituiranno un coordinamento di gruppi politici anarchici, comunisti, occupazioni ma anche sindacati e organizzazioni della sinistra extraparlamentare di Creta, che sarà l’organo che lancerà la campagna per la manifestazione a Suda per il prossimo Settembre convocando un’ assemblea nazionale del movimento qui ad Atene entro Maggio.
Quindi, la tempistica cambia, però almeno per noi qui, e soprattutto per i compagni a Creta si tratta di un ritardo necessario per una convocazione la più ampia possibile. Nell’isola c’è ancora un clima di ostilità verso gli Yankees della base, che nel giro degli anni hanno commesso nella città di Chania una serie di crimini rimasti impuniti (stupri, rapine, devastazioni di locali ecc). Nel 1990 nella città di Chania durante la rivolta per mandare via la base NATO era stata bruciata la prefettura. I ricordi ci sono ancora, anche se meno diffusi.
Comunque la campagna avrà inizio a partire da Maggio in poi e per tutta l’ estate. Inoltre ci siamo sentiti anche con compagni di Cipro che sono anche loro interessati per una loro partecipazione alla mobilitazione internazionale.

Un saluto da todos.                                                                       

Per info: rossoconte@hotmail.com

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6 aprile: presentazione libro “LOTTA OPERAIA BRIGATE ROSSE”

NON C’E’ SCONFITTA NEL CUORE DI CHI LOTTA
“Conflitti Sociali – Pagine milanesi di Lotta” organizza:

MARIO FRACASSO PRESENTA:

VENERDì 6 APRILE ORE 19
apericena con presentazione libro
“LOTTA OPERAIA BRIGATE ROSSE” immagini da una crisi – La Singer di Leinì (Torino)
presso PANETTERIA OCCUPATA

e

SABATO 7 APRILE ORE 19
apericena con presentazione libro
“PERCORSO DI VITA DI UN EX BRIGATISTA ROSSO”
presso SPAZIO via FAENZA 12/7 (Barona)

locandina_6aprile2018
 
Mario Fracasso dalla provincia di Lecce emigra a Torino nel 1969 e qui, operaio diciottenne, dopo pochi mesi si immerge nel fervente movimento dell’epoca e presto si avvicina all’organizzazione Brigate Rosse. Nel 1980 viene arrestato e portato nel carcere di massima sicurezza di Cuneo. Tra processi e carceri speciali uscirà definitivamente nel 2004.

La sua presenza, i suoi scritti e le sue parole, sono un’occasione per ripercorrere un intensa stagione di lotte politiche e sociali ed allo stesso tempo di discutere insieme su quelle presenti e future che ci spettano.

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26 marzo: presidio ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO

ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.

SENZA RESIDENZA NON ESISTI!!! PRESIDIO LUNEDI’ 26 MARZO PALAZZO MARINO organizzato dai “COMITATI IN LOTTA: UNITI SI VINCE”
https://www.facebook.com/100011527777292/videos/526943647699890/

Ogni giorno, persone vengono minacciate di essere sgomberate, ricattate, per paura versano inutilmente dei soldi all’Aler, tramite dei bollettini postali.
Loro lo chiamano “Indennità di occupazione senza titolo” (€ 891.82 bimestrali), soldi che vengono RUBATI alle persone che sperano di essere regolarizzate. Quei soldi sono il pizzo per l’occupazione.
Pizzo pagato anche nelle tante case che MM non assegna da anni, occupate per necessità, consapevoli che tornando da lavoro, o solo allontanandosi da casa, al loro rientro potrebbero trovare la porta chiusa da una lastra di metallo e i loro effetti personali e quel poco che avevano … non c’è più!
Come se non bastasse … arriva la legge Renzi/Lupi che infligge un altro colpo alla fascia proletaria con l’art. 5 del D.L. 28.3.2014 n. 47 “Misure urgenti per emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015”: chiunque occupi abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento alle pubbliche utenze in relazione a quell’immobile.
Gli unici che potrebbero derogare la legge Renzi-Lupi sono i sindaci… ma di questo non se ne parla
E QUINDI CON QUESTA LEGGE :
1. NIENTE iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale;
2. NIENTE attestazione ISEE che consente l’accesso a condizioni agevolate a determinate prestazioni sociali, ai servizi di pubblica utilità e il diritto di ottenere sussidi economici previsti per le persone sprovviste di un reddito congruo; l’accesso a rilevanti diritti sociali, uno tra questi: la partecipazione a bandi per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica o l’acquisto della prima casa; usufruire di prestazioni previdenziali;
3. NIENTE patente di guida o in altri casi niente conversione della patente guida estera;
4. NIENTE scelta della scuola dell’obbligo nelle vicinanze del luogo di dimora;
5. NIENTE allacci delle utenze (luce, gas e acqua);
6. NIENTE rilascio di documenti d’identità e certificazioni anagrafiche varie, con tutto quel che ne consegue in termini di mancato accesso ai diritti che presuppongono la presentazione di documentazione tra i quali il diritto al conseguimento del diritto di cittadinanza, sia per residenza che per matrimonio.
Per gli stranieri o i più emarginati il percorso sarebbe quello di passare attraverso associazioni sociali (che aiutano, invece, il meccanismo di lucro sulla cosiddetta accoglienza) con facoltà di dare a loro piacimento residenze fittizie. Questa soluzione rimane comunque un percorso lungo e tortuoso. Quando invece a tutte e tutti non dovrebbero essere negati i bisogni fondamentali che garantiscono una vita dignitosa.

Le fasce sociali che vivono in povertà sono private della minima assistenza garantita. I cittadini “regolari” sostengono maggiori costi anche sociali rispetto a quelli che deriverebbero da una giusta politica di assistenza e gestione preventiva. Questa la serie di scorrettezze che si sono permessi di effettuare a discapito di tutti quei cittadini che vivono in povertà.
Attuando questa serie di scorrettezze creano dei “nemici”, un nemico costruito per coprire delle colpe, per organizzare campagne elettorali, per ottenere consensi sull’evidente degrado che porta non a rivedere la gestione ma ad aumentare finti controlli, creando repressione, clima di guerra e odi razziali.
E’ tangibile che nei quartieri sia nata una “guerra tra poveri”.
Si può sradicare il pensiero che il vicino di casa “immigrato e magari anche occupante” non sia colpevole del degrado che si respira nei quartieri, solo scoprendo le carte di chi invece di gestire le case per il proletariato le distrugge per creare profitti e indebolisce le persone facendosi che l’individualismo le separi.

ASSEMBLEA DEI COMITATI IN LOTTA : UNITI SI VINCE

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23 marzo: cena benefit per spese legali

CENA BENEFIT PER SPESE LEGALI

Venerdì 23 marzo i Dissidenti Milano organizzano in Panetteria Occupata (via Conte Rosso 20, Lambrate M2, Milano) dalle ore 20 una cena benefit per coprire le spese legali legate ai fatti di La Spezia del 22 aprile 2017.

Vi aspettiamo in tant*!

Contro la repressione, ANTIFA SEMPRE!

Comunicato in merito:

DISSIDENTI COLPITI DALLA REPRESSIONE

Negli ultimi mesi la repressione poliziesca ha colpito alcuni nostri compagni da tempo impegnati nelle lotte, accusandoli di essere stati protagonisti di un’aggressione ad alcuni militanti del gruppo neo-fascista CasaPound avvenuta il 22 Aprile 2017 a La spezia, da quanto apprendiamo dai fogli della questura, dai giornali e dalle agenzie di stampa.
Agli inizi di Dicembre sono state effettuate diverse perquisizioni nelle abitazioni dei compagni, in seguito tutti denunciati con accuse molto gravi. Successivamente, a Febbraio 2018, sono stati notificati degli obblighi di dimora a danno di due compagni.

Al di là delle dinamiche dell’accaduto, dei “teoremi” e delle accuse che hanno mosso nei nostri confronti, ci teniamo a ribadire che il fascismo, oggi, sia funzionale a questo sistema capitalistico in crisi che utilizza pratiche di repressione e di violenza contro ogni forma di dissenso.
L’antifascismo, per noi, è una pratica quotidiana da portare avanti con ogni mezzo necessario e una lotta che deve inevitabilmente intrecciarsi con una critica del capitalismo e di questo regime di paura anche noto come Stato Italiano.
Combattere il fascismo è giusto in quanto è, per definizione, un’ideologia atta alla conservazione della disparità e in generale al mantenimento dello stato delle cose; troviamo ridicolo il modo in cui i neofascisti si mostrino pubblicamente come rivoluzionari, quando nient’altro sono che il braccio armato dello Stato, uno dei molti tentacoli di questo sistema infame.

Non ci spaventa la repressione che stanno portando avanti nei nostri confronti, sicuramente essa non fermerà la voglia di andare avanti per la nostra strada.
La lotta continua

Dissidenti Milano

https://www.facebook.com/Ingovernabili/

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17 marzo: assemblea “cambia giro”

Sabato 17 marzo dalle ore 14 alla Panetteria Occupata

CAMBIA GIRO – ASSEMBLEA CITTADINA

con l’intervento del compagno Younis Kutaiba di ritorno dalla Palestina

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17 marzo: Incontriamo i lavoratori dell’INNSE

INCONTRIAMO I LAVORATORI DELL’INNSE
SABATO 17 MARZO
DALLE ORE 18 PROIEZIONE DEL FILM DOCUMENTARIO “DELL’ARTE DELLA GUERRA”
dove si racconta la storia di quattro operai della fabbrica Innse che nell’agosto del 2009 si arrampicano su un carroponte all’interno dello stabilimento per impedire lo smantellamento e la vendita dei macchinari e la chiusura della fabbrica.nbsp;

A SEGUIRE APERICENA
PER CONTRIBUIRE A SOSTENERE MATERIALMENTE LA LOTTA DEI LAVORATORI INNSE una lunga lotta contro i licenziamenti, contro la cassa integrazione e contro la discriminazione e l’arroganza del padrone

testo_17032018INNSE

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