Antisionisti rinviati a processo… Processiamo il sionismo

Per la contestazione, insieme ad altre centinaia di persone, della presenza delle bandiere dello Stato di Israele alla manifestazione del 25 aprile 2018 a Milano quattro compagni saranno processati. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e mantenendo forte il sostegno alla resistenza palestinese invitiamo alla partecipazione alla prima udienza che si terrà al Tribunale di Milano l’ 11 gennaio 2021. Riportiamo il comunicato degli imputati a seguito della decisione di procedere con il processo:

Mercoledì 11 novembre si è svolta presso il Tribunale di Milano la seconda e ultima trance dell’Udienza Preliminare per decidere il rinvio a giudizio degli indagati per la contestazione della presenza delle bandiere dello Stato di Israele alla manifestazione del 25 aprile 2018 a Milano.

L’udienza si è conclusa con la decisione del Giudice di rinviare a giudizio, con l’accusa di minacce, lancio pericoloso di oggetti e resistenza a Pubblico Ufficiale aggravate da incitamento all’odio razziale, quattro compagni che da indagati sono così diventati imputati.

Anche questa è stata un’ulteriore dimostrazione della volontà di perseguire nella provocatoria equiparazione dell’antisionismo all’antisemitismo. Opporsi alla presenza delle bandiere di uno Stato fascista e terrorista che opprime il popolo palestinese alla manifestazione per la liberazione dal nazifascismo per questa magistratura va considerato un atto da perseguire penalmente confermando l’aggravante odiosa di incitamento all’odio razziale. Questo a supporto della politica prosionista dello Stato italiano che non perde occasioni per promuovere progetti di collaborazione con Israele in campo civile e militare.

Da parte nostra ribadiamo che questo non è un episodio isolato, ma fa parte di una campagna internazionale tesa a legittimare lo Stato sionista nel momento in cui si annette l’intero territorio della Palestina, trasferisce la capitale a Gerusalemme e proietta e sue mire offensive su tutto il Medioriente a suon di bombardamenti e omicidi mirati contro la resistenza palestinese e degli altri popoli arabi. Una campagna che ha visto processi simili al nostro in Francia e Germania dove sono anche state promulgate leggi che considerano l’antisionismo come antisemitismo.

Noi naturalmente rigettiamo in blocco questo piano accusatorio promosso anche con il nostro processo dai sionisti di casa nostra, rivendichiamo tutte le forme di solidarietà alla causa palestinese e invitiamo tutti i solidali e sensibili alle ragioni del popolo palestinese a trovare il modo di mobilitarsi o comunque di esprimersi anche in questa situazione caratterizzata dal lockdown.

Per quanto ci riguarda in quanto imputati intendiamo proseguire nella linea di trasformare il processo contro gli antisionisti in processo al sionismo. Per ora informiamo tutti che la prima udienza del processo si terrà lunedì 11 gennaio alle ore 9 presso il Tribunale di Milano.

Tutti gli imputati

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PER IL PROFITTO, LA SALUTE (O LA MALATTIA) È UN BUSINESS!

Crediamo sia importante costruire una forza in grado di contrastare i ripetuti processi di privatizzazione, così come sostenere i lavoratori della sanità unendosi alle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici di altri settori che subiscono analoghi attacchi, ma che sono riusciti anche a raggiungere obiettivi importanti.

Con questo intento partecipiamo al “Cordone sanitario” intorno a Palazzo Città di Lombardia, a Milano, delle ore 10,00 del 7 novembre 2020 promosso dalle Associazioni lombarde aderenti al Coordinamento nazionale per il diritto alla Salute – Campagna Dico 32!

PER IL PROFITTO, LA SALUTE (O LA MALATTIA) È UN BUSINESS! SALUTE_novembre2020

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Presentazione del libro: “Lo spillover del profitto – Capitalismo, guerre ed epidemie”

Ora la guerra permanente si è svolta finora in aree capitalistiche semi-periferiche, come il Medio Oriente, l’Africa o l’Afghanistan, per cui sorge il sospetto che la pandemia da coronavirus possa costituire un surrogato della guerra permanente che coinvolge invece i paesi capitalisticamente sviluppati. Un surrogato che è contemporaneamente troppo e troppo poco: troppo per i sacrifici sociali che comporta e troppo poco per risolvere la crisi capitalistica. Alla fine di questa storia non ci sarà una ripresa economica ma neanche un crollo del capitalismo, probabilmente invece una accelerazione dei processi di crisi già in corso. Spetta a noi comprendere la situazione per trasformarla.

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Incontro e dibattito su Alba Dorata e il movimento greco

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La solidarietà alla Palestina non si processa!

Lunedi 19 ottobre 2020 si tiene l’udienza preliminare a carico di 5 compagni che contestarono la presenza delle bandiere israeliane, al seguito dello spezzone della Brigata Ebraica nel corteo del 25 Aprile 2018, procedimento che li vede accusati di “istigazione all’odio razziale e di antisemitismo”. Questa accusa “provocatoria” vuole essere strumento per attaccare la solidarietà alla lotta del popolo Palestinese ed a tutte quelle lotte che si oppongono all’oppressione, allo sfruttamento, alle guerre. Lunedi 19 ottobre dalle ore 9 fuori dal Tribunale di Milano saremo a fianco di questi compagni per esprimere tutto il nostro sostegno e per ribadire con forza che la solidarietà alla Palestina non si processa!

Pubblichiamo lo scritto di solidarietà e sostegno della Panetteria Occupata:
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USA is BURNING – incontro con Silvia Baraldini

Le proteste negli Stati Uniti continuano incessanti da ormai più di 3 mesi in seguito agli omicidi e alle violenze a danno degli afroamericani da parte della polizia. In più di 100 città statunitensi ed in moltissime altre città in tutto il mondo si sono svolti partecipatissimi cortei e presidi in solidarietà alle rivolte di Minneapolis dopo la morte di George Floyd il 25 maggio scorso.

Non è la prima volta che gli Stati Uniti assistono alla nascita di movimenti su larga scala – l’ultima volta nel 2014 a Ferguson dopo la morte di Michael Brown, Tamir Rice ed Eric Garner e la nascita del movimento Black Lives Matter – ma questa volta vi è la partecipazione massiccia anche di numerosi bianchi soprattutto nelle rivolte più radicali in città come Portland e Seattle dove da oltre 120 giorni vi sono cortei giorno e notte.

Le manifestazioni sono tutte molto determinate e spesso vengono represse con violenza e soprusi dalla polizia, dalla Guardia Nazionale, anche dall’Fbi e dai Servizi Segreti e per la loro intensità molti sindaci hanno addirittura imposto il coprifuoco, che in ogni caso viene violato per continuare a manifestare. E’ importante ricordare che il sostegno alle manifestazioni è stato dato anche dai detenuti delle carceri e dei Cie dell’intero Paese nonché da comparti della società quali autisti dei mezzi pubblici che si sono rifiutati di trasportare gli arrestati, medici e infermieri che hanno scioperato in supporto alle rivolte ed anche insegnanti e diversi lavoratori delle grandi multinazionali della logistica.

Ma le rivolte sono espressione di un problema molto più ampio e strutturale del paese. Una società iper capitalista e razzista che da sempre divide le persone in chi ha e chi non ha ed in questo contesto, la vita dei neri, dei latinos e degli indigeni è svalutata da un apparato statale repressivo che poggia sulle fondamenta secolari della supremazia bianca.

Gli Usa assistono così ad un momento storico mai visto prima di questa intensità che ha fatto da detonatore ad una profonda crisi che è scoppiata da tempo e che sta attanagliando l’intero paese: il contesto è quello planetario della pandemia di Covid19, che negli Usa sta mietendo un enorme numero di vittime soprattutto nei settori più poveri ed emarginati (circa l’80% dei contagi sta avvenendo tra le cosiddette minoranze etniche) aggravata dalla mancanza di un’assicurazione sanitaria universale; con la pandemia anche la disoccupazione di massa si è acuita ed ha lasciato a casa milioni di nordamericani aumentando così la povertà e l’homelessness in moltissime aree del Paese e con l’attuale amministrazione anche la linea repressiva si è inasprita, incitando lo scontro sociale e l’utilizzo delle armi tanto che qualcuno sta già parlando di guerra civile.

Per provare a tracciare un fil rouge di tutto quello che sta accadendo negli Stati Uniti e provare a comprendere i vari fenomeni focalizzandoci su alcuni aspetti principali, ne discuteremo insieme a Silvia Baraldini, attivista ed ex detenuta politica negli Stati Uniti.

 

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26 settembre: Presentazione libro “Costruire Evasioni”

SOSTENIAMO VINCENZO – LA LOTTA CONTINUA

L’8 agosto 2019 viene arrestato in Francia il compagno Vincenzo Vecchi, a seguito di un mandato di cattura europeo emesso dall’Italia, per aver partecipato alle giornate di mobilitazione contro il vertice G8 a Genova nel 2001. A seguito dell’udienza del 15 novembre 2019 la Corte d’Appello di Rennes libera il compagno per un vizio di procedura formale ma l’accusa, dopo aver presentato ricorso, ottiene una nuova sentenza fissata per il 2 ottobre 2020 alla Corte d’Appello di Angers. Ancora una volta ci troviamo insieme e solidali a sostenere la lotta per la liberazione incondizionata del compagno e per continuare a creare resistenze contro la repressione di un sistema capitalistico di sfruttamento sempre più globalizzato.

SABATO 26 SETTEMBRE DALLE ORE 19 BUFFET – a seguire presentazione del libro “COSTRUIRE EVASIONI – sguardi e saperi contro il diritto penale del nemico” a cura di PRISON BREAK PROJECT

https://www.sosteniamovincenzo.org

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19 settembre: LA SALUTE NON È UNA MERCE CHE SI VENDE E SI MONETIZZA, È LA NOSTRA VITA, È UN DIRITTO E NON UN FAVORE!

LA SALUTE NON È UNA MERCE CHE SI VENDE E SI MONETIZZA, È LA NOSTRA VITA, È UN DIRITTO E NON UN FAVORE!

 Sabato 19 Settembre alle ore 17,30 presso la Panetteria Occupata, ci sarà la seconda assemblea aperta, per proseguire nel percorso abbozzato durante il primo incontro del 25 Luglio scorso.

Riportiamo alcune tracce di lavoro erano emerse durante la discussione:

  • Controinformazione sulla sanità nei quartieri
  • Abolizione del vincolo di fedeltà
  • Inchiesta attraverso un questionario sulla sanità
  • Individuazione delle emergenze sanitarie (anziani – malati cronici – medico scolastico)

Ovviamente si tratta di una prima traccia e crediamo, alla luce delle esperienze di questi mesi, di poter allargare ulteriormente le riflessioni partendo dal rilancio della medicina di territorio (distretti sanitari, consultori, medici scolastici, del lavoro …) quale forma di monitoraggio reale e diretto dal punto di vista sanitario ed ambientale di cui, come lavoratori e proletari, dobbiamo riappropriarci contro i processi di privatizzazione e l’attuale modello di grandi ospedali che risponde solo alla logica dei grandi profitti. Un sistema e un modello che regge sempre più sull’ erosione del salario indiretto dei lavoratori a scapito della salute di anziani, cronici, fasce deboli e della “prevenzione” delle malattie.

Il contributo e il confronto di tutti che è importante e fondamentale, per questo vi invitiamo a partecipare portando ognuno il proprio bagaglio di idee, analisi, esperienza, pratica affinché si costruisca un sapere ed una risposta collettiva.

Al termine dell’incontro ci sarà una “pastasciutta” per stare insieme anche dopo l’assemblea.

riportiamo il report dell’assemblea sulla sanità tenutasi il 25 luglio 2020:

REPORT Iniziativa del 25 luglio_sanita

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PRESIDIO PER RILANCIARE LE LOTTE

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Note sulle sanzioni per violazione del “distanziamento sociale”

Socializziamo uno scritto preparato per l’assemblea tenutasi alla Panetteria Occupata sabato 5 settembre come riflessione sul tema dell’utilizzo delle sanzioni per violazione del “distanziamento sociale”. Insieme a queste riflessioni che abbiamo voluto socializzare come nostra base per lo sviluppo di un percorso collettivo di risposta a questa forma di repressione alleghiamo delle note scritte all’inizio di questo anno (prima del periodo Covid) rispetto ai “Decreti sicurezza” in un momento in cui era all’ordine del giorno la necessità di una loro critica radicale. Pensiamo che entrambi questi terreni parziali di critica e di lotta siano oggi percorribili e necessari.

note su sanzioni

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