13 maggio: presentazione Foglio Ri/belle sulla Riforma del lavoro

VENERDI 13 MAGGIO DALLE ORE 21,00 in Panetteria Occupata

iniziativa13maggio2016In questo numero del Foglio Ri/belle sulla nuova Riforma del Lavoro a nome Jobs Act, abbiamo cercato di analizzare il percorso negli anni attraverso il quale siamo arrivati alla situazione attuale.

Abbiamo rivolto, come nostra consuetudine, l’attenzione principalmente alle ripercussioni di tale Legge sulle donne che nell’attacco generale pagano sempre di più, in termini di ricattabilità, di salari inferiori, di diminuzione dei servizi a fronte di orari di lavoro sempre più impegnativi e meno conciliabili con un carico familiare sempre maggiore.

 

LA CRISI DEL CAPITALE NON VOGLIAMO PAGARLA NOI!

In questa iniziativa parliamo di crisi del capitale, di LAVORO, di padroni, di leggi contro i lavoratori, di DIFESA legale, di protesta anticapitalista, di LOTTA, autorganizzazione e di CAMBIAMENTO.

Ne parleremo VENERDI’ 13/05 e affronteremo le tematiche con altre compagne che lavorano nell’ambito legale e sindacale.

Collettivo Ri/belle

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41-bis = TORTURA 16 aprile Presidio al carcere di Opera (MI)

Sabato 16 aprile dalle ore 12,00 PRESIDIO AL CARCERE DI OPERA per sostenere la campagna per l’abolizione della circolare che vieta ai detenuti in regime 41bis di ricevere libri o stampe di ogni genere dall’esterno.
Il presidio si svolgerà sabato pomeriggio dalle ore 12,00 al carcere di Milano Opera, in concomitanza con Cuneo, Tolmezzo UD), Terni, Bancali (SS), Parma.

I prigionieri di Opera sono in lotta contro gli abusi della direzione e delle guardie. SOSTENIAMOLI CON UNA PRESENZA NUMEROSA!

mail: paginecontrolatortura@inventati.org

blog: https://paginecontrolatortura.noblogs.org

41-bis_16aprile

presidio davanti al carcere di Opera (Mi) sabato 16 aprile, dalle ore 12

 Per contrastare l’inasprimento della censura nelle sezioni a 41bis e, in particolare, per cancellare il divieto a ricevere libri e riviste sia ai colloqui che per corrispondenza.

Con questo scopo si è sviluppata una campagna dal titolo “pagine contro la tortura” che per il giorno sabato 16 aprile ha promosso diversi presidi concomitanti davanti ad alcune delle carceri con sezioni a 41bis (Bancali – SS, Tolmezzo – UD, Cuneo, Milano-Opera, Parma, Terni).

Il 41bis, vero e proprio regime di tortura finalizzato ad estorcere collaborazione, pentimento, in poche parole delazione e infamia, non coinvolge solo i detenuti che vi sono rinchiusi, ma condiziona l’intero regime carcerario, estendendo all’Alta Sorveglianza (AS) e oltre, le sue modalità di ricatto, controllo e distruzione della dignità-identità del prigioniero.

 Saremo davanti al carcere di Opera anche per sostenere concretamente la lotta dei prigionieri del I° Padiglione, IV° piano, Sezioni A-B-C che hanno sottoscritto un appello contenente cinque chiare rivendicazioni che vanno dalle cure mediche (dalle lettere che riceviamo il rinomato Centro Clinico è un luogo infernale), al controllo dei prigionieri sulla qualità e i prezzi del sopravvitto, alla fruizione dei colloqui estivi all’aria aperta per tutti, fino all’abolizione della norma che permette pestaggi, sopraffazioni e prepotenze da parte delle guardie. Le lettere che ultimamente riceviamo ci confermano che c’è la volontà collettiva di andare avanti nella mobilitazione.

Sappiamo che non mancano le difficoltà e che la direzione cerca di provocare e intimidire i detenuti in lotta per rompere l’unità; sappiamo che il compagno Maurizio Alfieri è stato messo di nuovo in isolamento come ennesima vendetta contro la sua ostinata determinazione nel lottare contro le porcate che guardie e direzione fanno ai prigionieri. Ma da quanto sappiamo, per fortuna, le cose non vanno sempre come vorrebbe il DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, organo che comanda sulla direzione e sulle guardie):

… “e voglio dirvi che tutti noi eravamo già pronti per protestare e non permettere che Maurizio fosse portato in isolamento perché lotta per tutti noi e noi, condividiamo fino in fondo le sue battaglie che sono quelle di tutti noi. Maurizio ci ha spiegato che si trattava di una lettera che lui avrebbe scritto al direttore dove trattava la sua indignazione sui pestaggi ai malati e contro tutti gli abusi di Opera. Tutti noi siamo Maurizio”… (da una lettera da Opera del 23 febbraio 2016)

Il giorno 9 marzo siamo saliti al 7° piano del tribunale di Milano, e abbiamo consegnato ai magistrati di sorveglianza e alle persone lì presenti, come avvocati e familiari dei detenuti, l’appello con le 128 firme allegate e lo abbiamo letto ad alta voce pubblicamente, mostrando anche uno striscione con la scritta “Dalla Cayenna di Opera”, titolo dell’appello dei prigionieri.

Il peggioramento delle condizioni di detenzione all’interno del carcere che hanno portato a questa importante mobilitazione dei prigionieri non è casuale ma coincide con la creazione a cominciare dal 2007 di una grossa sezione a 41bis, fra le più importanti in Italia.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare al presidio per sostenere la lotta dei prigionieri, per contrastare ogni forma di isolamento, per riportare al più presto Maurizio insieme agli altri. Perché quel giorno, ma anche oggi e domani, vogliamo che la lotta dentro e fuori sia una lotta comune.

Aprile 2016, olga2005@autistici.org

vedi: paginecontrolatortura.noblogs.org

 “Dalla Caienna di Opera”

Noi sottoscritti detenuti di Opera del 1° Padiglione Sezioni A-B-C quarto piano, con la seguente vogliamo rendere pubblica ogni violazione sui diritti dei detenuti a cui siamo sottoposti attraverso abusi-umiliazioni-ricatti e falsi rapporti …

chiediamo che:

  1. ci venga dato il diritto di avere una commissione di detenuti per il controllo del vitto come previsto dagli art. 12 e 27 o.p. perché oltre questo non vengono rispettate le tabelle ipocaloriche e la maggior parte dei detenuti sono costretti allo sciopero della fame forzato e il vitto da anni è sempre uguale …

chiediamo che:

  1. ci sia garantito il diritto alla salute così come sancito dall’art. 32 stabilito dalla Costituzione della Repubblica italiana per la tutela e il diritto alla salute dell’individuo e della collettività. Qui ci negano il diritto alla salute e per un semplice Aulin o Tachipirina dobbiamo chiederne la prescrizione medica (prima di ammalarci), senza contare i lunghi mesi di attesa per visite specialistiche a persone gravemente ammalate e con gravi patologie tuto questo è inaccettabile …

chiediamo che:

noi detenuti del 1° Padiglione di avere il diritto di usufruire dei colloqui estivi all’aria aperta come il 2° Padiglione perché tutti i bambini e famigliari sono uguali e invece la direzione usa i colloqui estivi come un’arma di “premio-ricatto”…

chiediamo che:

  1. venga abolito l’art, 41 o.p. dove il seguente art. dice che: si richiede l’impiego della forza fisica e dei mezzi di coercizione verso i detenuti.

Questo ignobile articolo giustifica e rende impuniti abusi-violenze e pestaggi sia a Opera che in tutti i penitenziari italiani …

chiediamo che:

  1. la direzione la finisca di non concedere l’uso dell’ascensore ai lavoranti spesini-portavitto e costringerli (come schiavi) a trasportare centinaia di kili per le scale sino al 4° piano dato che veniamo pagati con 60 miseri euro mensili.

Per concludere:

abbiamo mille ragioni per rappresentare e scrivere il trattamento discriminatorio e disumano a cui siamo sottoposti al 1° Padiglione. Questo nostro comunicato vuole essere solo l’inizio di una serie di iniziative volte ad ottenere i nostri diritti e il ripristino di quel trattamento che non cade in condizioni disumane e degradanti come quello attuale.

In fede i detenuti

Seguono le raccolte di firme (rispettivamente delle Sezioni A-B-C) la cui somma totale è 128)

 

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18 marzo Sciopero Generale

Per il 18 marzo 2015 è stata indetta una giornata di Sciopero Generale dai sindacati CUB, SI COBAS e USI contro la guerra e la politica economica e sociale del governo Renzi. Pubblichiamo il volantino preparato dal Collettivo Odessa 2 Maggio per la partecipazione ai cortei ed ai picchetti che si sono tenuti nella giornata.

L’unica guerra giusta è quella al capitale
Il capitalismo continua a riversare sui lavoratori di tutto il mondo i costi della sua crisi. Una crisi che però dura ormai da quasi dieci anni e i cui effetti sulle condizioni di vita dei proletari, lungi dall’attenuarsi, si manifestano ogni giorno di più nella loro virulenza fatta di guerra, miseria e ingiustizia.
Una crisi che pur essendo prodotta dal consueto meccanismo – la caduta dei profitti dei capitalisti – si presenta in forme diverse da latitudine a latitudine.
In Europa la crisi ha dato origine a misure antisociali e contro i lavoratori attraverso leggi come il Jobs Act, l’aumento dell’età pensionabile, il taglio di servizi essenziali come scuola e sanità, fino a leggi come il Fiscal compact – taglio alle spese sociali come stabilito dall’Unione Europea – che danno ai nostri governanti gli strumenti legislativi utili al varo di politiche “lacrime e sangue” per tutelare così gli interessi del profitto e del capitale.
Nei paesi del Medio Oriente l’imperialismo mostra il suo volto più feroce e diretto: la guerra. La destabilizzazione di queste regioni passa anche attraverso la promozione di logiche settarie e identitarie, spesso a sfondo religioso, che favoriscono lo scontro interetnico tra le popolazioni. Uno scontro che è all’origine dell’enorme ondata migratoria che osserviamo impotenti. La crescita dei flussi migratori consente al capitale di alimentare campagne ideologiche che mirano a dividere ancora una volta i popoli scatenando guerre fra poveri; e permette ai governi borghesi di varare misure
emergenziali che tendono a restringere i margini di libertà e giustificano manovre repressive (guerra interna) e interventi guerrafondai con la scusa della lotta al terrorismo e dell’esportazione della democrazia (guerra esterna).
Noi sappiamo che dietro agli interventi militari contro le guerre settarie e alle cosiddette operazioni umanitarie si nascondono in realtà gli interessi del capitale e lo scontro in atto tra i paesi imperialisti occidentali e quelli in ascesa come la Cina e la Russia. In questo contesto si muove anche l‘Italia per difendere i suoi interessi economico-finanziari
nei paesi del sud del Mediterraneo che vanno dalle risorse energetiche e relative reti di distribuzione, alle infrastrutture, all’edilizia fino alle telecomunicazioni. L’Italia è il maggiore importatore di petrolio libico e da qualche tempo l’unico destinatario del gas libico attraverso il Greenstream (gasdotto sottomarino). Con il Greenstream l’Italia copre l’8% del suo fabbisogno energetico e importa circa 180mila barili al giorno, estratti dall’impianto di Mellitah gestito dall’Eni.
Il valore dello sciopero di oggi sta proprio nella volontà di coniugare le lotte e le rivendicazioni sul posto di lavoro con le lotte e le rivendicazioni che come lavoratori dobbiamo ricominciare a portare avanti con sempre maggiore forza anche fuori dai posti di lavoro, soprattutto qui in occidente, contro questo sistema di ingiustizia retto da pochi sfruttatori e che sta trascinando l’intera umanità nel baratro.
Il valore di questo sciopero sta anche nel fatto che è stato promosso e sostenuto proprio dai lavoratori, spesso stranieri, che in Italia lavorano in settori così importanti per il capitale come quello della logistica.
Uno sciopero che parla a tutti coloro che vengono attaccati dalle politiche del capitale, siano essi italiani o stranieri! Che non si limita a strette rivendicazioni intercategoriali, ma che vuole mettere in discussione l’intero sistema!
Uno sciopero che spinge le persone a ragionare in termini di unità di classe e non in termini di divisioni confessionali!
Uno sciopero che mette in evidenza come la guerra condotta dall’imperialismo sui vari fronti e l’attacco alle condizioni di vita delle classi subalterne siano parte dello stesso piano strategico volto a salvaguardare gli interessi dei borghesi!
Uno sciopero – infine – che vuole essere solo una tappa per la costruzione di un movimento unitario contro la guerra imperialista e gli interessi che la alimentano.
No alla vostra guerra, fuori e dentro ai confini
18 marzo sciopero generale
Collettivo Odessa 2 maggio
odessa2maggio@inventati.org

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19 marzo: cena e presentazione campagna Pagine contro la tortura

Il collettivo OLGa è lieto di invitarVi alla

CENA DI PRESENTAZIONE DELLA CAMPAGNA

PAGINE CONTRO LA TORTURA

Sabato 19 marzo, Panetteria Occupata, via Conte Rosso 20, Milano

Ore 18.00 Discussione sulla Campagna “Pagine contro la Tortura”

Ore 20.00 Cena benefit per la Campagna

A partire dalle ultime novità ricevute dal carcere di Opera, vorremmo condividere i risultati e le criticità riscontrati nel percorso compiuto sino ad oggi dalla Campagna “Pagine contro la Tortura. Circa il divieto di ricevere dall’esterno libri e stampe d’ogni genere nelle sezioni 41bis”. La cena sarà inoltre un’occasione per informare sulle prossime iniziative in programma e per contribuire fattivamente alle spese in sostegno alla Campagna.

Siete tutte e tutti invitati alla discussione, che si svolgerà alle ore 18.00, puntuali! Per capire insieme come costruire le seguenti giornate di mobilitazione:

16 aprile, presidio sotto il carcere di Milano-Opera, che si svolgerà in concomitanza anche a Parma, Cuneo, Ascoli Piceno, Tolmezzo, Terni e Bancali.

13 maggio, presidio presso la Magistratura di Sorveglianza di Roma.

Per info: olga2005@autistici.org – https://paginecontrolatortura.noblogs.org/

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FOGLIO RI/BELLE – FEBBRAIO 2016 – LAVORO: UNA GUERRA CONTINUA

In questo numero del Foglio Ri/belle sulla nuova Riforma del Lavoro a nome Jobs Act, abbiamo cercato di analizzare il percorso negli anni attraverso il quale siamo arrivati alla situazione attuale.

Abbiamo rivolto, come è nostra consuetudine, l’attenzione principalmente alle ripercussioni di tale legge sulle donne, e, mentre rispetto al testo “abbiamo ottenuto parità di trattamento”(chiaramente a ribasso!), la nostra pratica ci dice che nell’attacco generale le donne pagano sempre di più, in termini di ricattabilità, di salari inferiori, di diminuzione dei servizi a fronte di orari di lavoro sempre più impegnativi e meno conciliabili con un carico familiare sempre maggiore.

Buona lettura!

Per contattarci: coll.ri.belle@gmail.com

FOGLIO ribelle febbraio 2016

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6 marzo: incontro e cena anticarceraria

cena benefit anticarceraria
06-03-2016 panetteria occupata – via conte rosso 20

dalle 17.00 incontro su devastazione e saccheggio e aggiornamento sui processi
a seguire cena benefit per le iniziative sulla lotta anticarceraria

cena-anticarceraria_6marzo2016

 

 

 

 

 

 

Appello per la costruzione di una giornata di musica e lotta attorno al carcere di san vittore in data 2 aprile
La campagna SCATENIAMOLI nasce in seguito agli arresti del 12 novembre per i fatti della manifestazione NoExpo del primo maggio; il progetto include la creazione di una cassa di solidarietà, l’organizzazione e il coordinamento di vari benefit in giro per l’Italia e l’apertura di un blog ( all’indirizzo scateniamoli.info ). Si vuole inoltre mantenere viva l’attenzione su tutti i procedimenti ancora in corso in cui il reato di devastazione e saccheggio è stato utilizzato come strumento repressivo di piazza.
La prima udienza del processo è in data ancora da destinarsi, ma urge un incontro faccia a faccia per parlare di proposte concrete su come agire insieme prima e durante il processo. Sicuramente c’è la necessità di tornare in piazza, soprattutto a Milano dove, per la seconda volta in 10 anni, le procure tornano a combattere il nostro dissenso utilizzando l’accusa di devastazione e saccheggio.
La proposta di SCATENIAMOLI è un presidio itinerante il 2 aprile attorno alle mura del carcere in cui, anche attraverso la musica e l’arte, lotteremo per la liberazione dei nostri compagni. La data è stata scelta, oltre che in avvicinamento al processo, come tappa intermedia per iniziare a lavorare su un percorso comune in vista del I maggio 2016 in cui intendiamo portare in piazza forte e chiara la tematica degli arresti del 2015 e di devastazione e saccheggio. Sulle modalità di organizzazione dell’evento ne discuteremo assieme a partire dal primo incontro che si terrà il 25 febbraio in Torchiera alle 21.
Fate girare l’appello!
SCATENIAMOCI X SCATENARLI !
Calendario degli appuntamenti:
Giovedì 25 febbraio ore 21 – Cascina Torchiera (Piazzale Cimitero Maggiore, 18 Milano): Prima assemblea pubblica per la costruzione del presidio e concerto sotto S.Vittore del 2 aprile
Domenica 6 marzo dalle ore 15 – Panetteria Occupata (via Conte Rosso 20, Milano): dibattito su devastazione e saccheggio da Roma 15Ottebre a Cremona e Milano 2015 a seguire Cena
Sabato 2 aprile: Tutt* in massa sotto san vittore per farci sentire forte dai compagni e da tutt* le/i detenut*

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Video presentazione “Alla fine di ogni cosa”

PALESTRA POPOLARE CONTE ROSSO – presentazione “ALLA FINE DI OGNI COSA”, con l’autore Mauro Garofalo

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Audio iniziativa “Siria e Palestina nel conflitto Medio Orientale”

Pubblichiamo la registrazione dell’iniziativa
“Siria e Palestina nel conflitto Medio Orientale”
tenutasi Venerdì 5 febbraio 2015 alla Panetteria Occupata

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6 febbraio: Alla fine di ogni cosa

Palestra popolare Conte Rosso
presenta
“ALLA FINE DI OGNI COSA”
romanzo di uno zingaro
PANETTERIA OCCUPATA, VIA CONTE ROSSO 20 MILANO
SABATO 6 FEBBRAIO, dalle ore 17.
La palestra di pugilato della Panetteria Occupata presenta il libro “Alla fine di ogni cosa”, romanzo sul pugile sinti Johann Rukeli Trollmann e sulla sua storia, nella Germania nazista degli anni ’30. L’autore, Mauro Garofalo, ripercorre le vicende di questo giovane pugile, dagli esordi fino al tragico epilogo. Sullo sfondo, l’ascesa del partito nazista e delle persecuzioni contro ebrei, zingari e oppositori politici, contro cui, dentro e fuori dal ring, dovrà scontrarsi anche Rukeli.
Sarà presente l’autore.
Dalle 17: allenamento collettivo di pugilato; a seguire, presentazione del libro, aperitivo e cena.
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5 febbraio: SIRIA E PALESTINA NEL CONFLITTO MEDIO ORIENTALE

05 Febbraio dalle h:21.00 alla Panetteria Occupata
SIRIA E PALESTINA NEL CONFLITTO MEDIO ORIENTALE
Discuteremo delle lotte di liberazione e antimperialiste attraverso l’esperienza diretta di un compagno internazionalista.

A cura di: Collettivo Odessa 2 Maggio – odessa2maggio@inventati.org

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