La Resistenza contro le celle di tipo S,R, Y (tipo pozzo) in Turchia

“I luoghi di lavoro, i quartieri popolari, le scuole sono luoghi dove
organizzare la resistenza. Esistono però anche altri luoghi, come ad
esempio le prigioni. È quello che fanno i compagni della sinistra
rivoluzionaria anatolica, rinchiusi nelle prigioni, in celle speciali –
tipo pozzo. Celle di isolamento e tortura. La loro lotta, il loro
sciopero della fame fino alla morte, contro la tortura, contro le
prigioni del governo fascista turco (la Turchia è membro della NATO)
è un esempio di resistenza. Lottano per l’abolizione delle celle
“pozzo”. La loro forma di lotta dimostra che è possibile resistere e
quindi lottare contro il fascismo e l’imperialismo ovunque.
Rompiamo il muro del silenzio, solidarietà con la resistenza dei
compagni anatolici!
Chiudete le celle “pozzo”, contro l’isolamento, contro la tortura!
Contro le prigioni imperialiste, fasciste e sioniste!
Per la resistenza
STOP ALLA TORTURA NELLE PRIGIONI DI ISOLAMENTO DI TIPO
S,R,Y IN TURCHIA”

Questo opuscolo edito dal Fronte Anti-imperialista (anti-imperialistfront.org) descrive la lotta dei prigionieri rivoluzionari dell’anatolia in Turchia contro i progetti di isolamento, distruzione dei rivoluzionari prigionieri ed in particolar modo contro le celle cosidette “pozzo”. Un regime carcerario molto simile all’italiano 41bis. Veri e propri metodi di tortura che hanno visto la forte resistenza dei prigionieri. Oggi diversi di loro hanno scelto di resistere attraverso uno sciopero della fame fino alla morte. Per chiudere questi circuiti carcerari, per la liberazione di tutti i prigionieri, è importante che si sviluppi la solidarietà internazionalista, la lotta comune tra i detenuti ed il movimento di classe all’esterno. La nostra storia, del movimento rivoluzionario e di classe, ci dimostra che lottare è possibile, che resistere è possibile, che vincere è possibile. Questo opuscolo è un contributo per lo sviluppo di un movimento di sostegno e solidarietà.

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5 novembre: proiezione “The Gentleman Bank Robber”

S.O.Futura organizza mercoledì 5 novembre alle 20.30 presso Panetteria Occupata la proiezione di “The Gentleman Bank Robber”, documentario sulla vita e militanza di Rita Bo Brown, lesbica butch, compagnx rivoluzionarix e anti-imperialista della George Jackson Brigade.

In seguito alla proiezione faremo un dibattito sui temi affrontati nel film, tra cui il rapporto tra socialità queer e repressione poliziesca, imperialismo USA, rapporto con le Black Panthers, militanza e carcere.

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30 ottobre: aggiornamenti sulla lotta dei prigionieri rivoluzionari turchi.

GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2025 – in Via Conte Rosso 20 Milano

dalle ore 21.00 collegamento dalla Francia con i/le compagni/e

del Fronte Antimperialista per aggiornamenti sulla lotta dei prigionieri rivoluzionari turchi.

MOBILITIAMOCI LA SOLIDARIETÀ È UN ARMA!

Un incontro per conoscere la lotta che diversi prigionieri rivoluzionari stanno conducendo nelle carceri della Turchia per la chiusura delle celle di isolamento totale. Per impedire che l’isolamento, la tortura diventino norma degli stati per annientare i prigionieri è necessario che si sviluppi una ampia e forte mobilitazione internazionale. Solo la lotta e la solidarietà, in unità alla forma estrema dello sciopero della fame fino alla morte intrapresa dai compagni prigionieri, possono inceppare i piani imperialisti di guerra verso l’esterno e di repressione all’interno dei propri paesi.

Questa è una lotta per tutte/i, una lotta internazionalista che ci chiama a lottare insieme.

Il nostro cuore batte dove c’è la Resistenza, dalla Palestina alla Turchia ai nosti territori. Dove i prigionieri lottano, come in Palestina come in Turchia, devono trovare al loro fianco tutti noi.

Questa lotta ci fà ricordare come anche il Italia esiste nelle carceri un sistema di tortura, il 41bis, dove più di 700 persone vi sono sottoposte. Celle singole chiuse 22 ore al giorno, non più di quattro libri e possibilità di consultare solamente i giornali considerati “di ampia diffusione nazionale”, divieto di affissione ai muri della cella di qualsiasi cosa, colloqui con i vetri, area con solo 2 persone e sempre le stesse……queste solo alcune delle norme applicate nelle sezioni 41bis. Questa lotta ci fà ricordare come in Italia 4 compagne/i sono sottoposti a questo regime e 3 di loro da oltre 20 anni.

Giovedi 30 ottobre, con il contributo dei/delle compagni/e del Fronte Antimperialista, vogliamo conoscere questa lotta e insieme capire come sostenerla.

I prigionieri politici rivoluzionari rinchiusi nelle carceri del governo fascista turco stanno conducendo uno sciopero della fame fino alla morte per ottenere la chiusura delle celle S,R, Y (tipo pozzo). Tre compagni sono in sciopero della fame da oltre 200 giorni.

Sosteniamo la lotta dei prigionieri politici anatolici, in sciopero della fame fino alla morte, per chiudere le celle-pozzo!

Contro la tortura dell’isolamento

Contro le prigioni imperialiste, fasciste e sioniste

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14 ottobre: no alla partita italia-israele. Presidio

Lunedi 13 ottobre h: 17:00 presidio a Palazzo Marino: Rompiamo il gemellaggio Milano – Tel Aviv ed ancora…..
Martedi 14 ottobre dalle ore 17:30 presidio sede Figc Via Pitteri 95: No alla partita Italia – Israele ad Udine.
Tifiamo ancora per la Palestina.
IL 14 ottobre ci saranno vari appuntamenti oltrea alla manifestazione ad Udine per protestare contro la partita di calcio ITalia-Israele.
BLOCCHIAMO TUTTO!
PALESTINA LIBERA!
Italia-Israele: Vergogna nazionale, non si gioca con lo Stato criminale
Nonostante le numerose rimostranze e la lettera dell’associazione degli allenatori (Aiac) per chiedere il ritiro della nazionale israeliana dalla competizione sportiva, né Figc né Uefa hanno dato seguito all’ondata di indignazione per i crimini di guerra contro la popolazione civile nell’enclave palestinese
Due anni di violenza che nel solo ambito sportivo hanno portato alla distruzione della quasi totalità delle strutture e infrastrutture sportive palestinesi; ridotto gli stadi a centri di detenzione e campi per sfollati; spezzato la vita di oltre 400 calciatori e costretto la Federazione Calcistica Palestinese (PFA) a sospendere a tempo indeterminato tutte le attività.
Per noi lo sport – e il calcio in particolare – rappresentano uno spazio virtuale e fisico di incontro e diffusione di valori che sono inconciliabili con la violenza, l’apartheid e l’occupazione.
Lo stesso non può dirsi per la nazionale di calcio israeliana che viola gli statuti FIFA e che vede i giocatori-soldato inneggiare alla distruzione totale di Gaza e dedicare i propri successi, come hanno fatto a giugno 2025 dopo la partita contro l’Estonia, all’esercito che sta commettendo un genocidio.
Per questo non possiamo permettere che attraverso una partita di calcio si normalizzi l’inferno che si sta vivendo in Palestina.
La partita con Israele è una vergogna. Lo sport è un simbolo e il calcio italiano, come tutti noi, non può rimanere indifferente ad un genocidio
Boicottiamo la partita Italia vs Israele valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026.
https://www.instagram.com/panetteria_occupata/

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Per Gaza, per la Resistenza Palestinese, con la Flotilla. Blocchiamo Tutto!

1 ottobre alle ore 17 Assemblea pubblica in Piazza Bottini a Lambrate

3 ottobre sciopero generale

4 manifestazione nazionale a Roma

Per Gaza, per la Resistenza Palestinese, con la Flotilla. Blocchiamo Tutto!

Era da decenni che non si vedeva una partecipazione e un protagonismo così

grande, come per lo sciopero generale, indetto dal sindacalismo di base, del 22

settembre per la Palestina.

Una presenza eterogena di lavoratori, studenti, immigrati, proletari e soprattutto

giovani che attorno alla parola d’ordine: “blocchiamo tutto”, ha espresso l’appoggio

e la vicinanza alla Resistenza del popolo palestinese, contro il genocidio in corso per

mano dell’entità coloniale sionista e il sostegno alla Global Sumud Flotilla.

In quel “Blocchiamo tutto” c’era tutta la rabbia per la complicità e il sostegno in armi

(Italia terzo paese in esportazione di armi verso israele), logistica, progetti, che il

governo italiano e i governi europei e Usa continuano a dare ad israele,

permettendo che il progetto della grande israele, costruito sulle macerie della terra

di Palestina (espropriata da quasi un secolo) e il sangue dei palestinesi, si realizzi,

affinché i loro sporchi affari aumentino con la ricostruzione.

“Blocchiamo tutto” ha significato rompere la gabbia di impotenza vissuta per mesi e

mesi, nonostante mobilitazioni, appelli, azioni e critiche espresse, che non hanno

smosso il governo italiano e tanto meno israele dalle sue politiche coloniali

genocide;

Una risposta alle condizioni di vita sempre più precarie, a salari da fame, affitti da

strozzinaggio, inaccessibilità alla cura, ad un controllo sempre più soffocante, alla

libertà di parola e critica continuamente colpita e all’uso della repressione come

risposta ai bisogni delle persone, alle contraddizioni sociali che questo sistema

politico ed economico produce.

Una risposta alla repressione e alla violenza che quotidianamente si vive nei

quartieri e che si scatena soprattutto contro gli immigrati, le fasce più

marginalizzate e i giovani; che impedisce a due minorenni, arrestati durante la

manifestazione dell’ultimo sciopero generale, e portati nel carcere minorile Beccaria

e poi sottoposti agli arresti domiciliari, per sei mesi di tornare a scuola.

Una risposta al tentativo di creare divisioni attraverso le categorie di buoni e cattivi,

pacifisti e violenti a cui sempre più si risponde con l’affermare che se toccano uno,

toccano tutti, che a lottare eravamo tutti, che sempre più la lotta del popolo

palestinesi incontra la lotta dei proletari delle metropoli, per la loro liberazione e per

la nostra liberazione.

Il migliore sostegno alla Resistenza Palestinese è rafforzare le lotte; perché è solo

così che possiamo cambiare questo sistema, classista e razzista, che produce il

colonialismo, lo sfruttamento, il dominio e trova solo nella guerra interna ed esterna

la soluzione alla sua crisi. Perché è con il silenzio e l’indifferenza, che il potere

vince.

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1 ottobre: la marcia per Gaza arriva a Milano

La marcia per Gaza arriva a Milano. Incontriamo i compagn@ del Fronte del popolo, di Dev-Genc, del Group Yorum che stanno attraversando alcuni paesi dell’Europa per raggiungere l’Egitto e rompere il blocco arrivando a Gaza.

La carovana arriva il 1 ottobre a Milano. Uniamoci per dare il benvenuto in città alla Carovana in marcia verso la Palestina.

Insieme a loro saremo dalle ore 11 davanti al Consolato d’Egitto in Via Timavo e alle ore 17 in Piazza Bottini a Lambrate per un momento di incontro collettivo per conoscere e sostenere la marcia verso Gaza e per continuare la mobilitazione sui nostri territori a sostegno della Resistenza Palestinese verso lo sciopero generale del 3 ottobre e la manifestazione nazionale a Roma del 4 ottobre. In solidarietà con tutt@ i compagn@ fermati nella grande giornata di lotta del 22 settembre continuiamo la mobilitazione, Blocchiamo tutto!

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22 settembre: Sciopero Generale a Lambrate presidio

22 settembre 2025 – SCIOPERO GENERALE

BLOCCHIAMO TUTTO!

La lotta del Popolo Palestinese incontra la lotta dei proletari delle metropoli

PRESIDIO ORE 17:00 PIAZZA BOTTINI LAMBRATE MILANO

Per Gaza Fermiamo il sionismo!

Antisionistx di Milano

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10 settembre: sosteniamo la Global Sumud Flotilla

GLOBAL MOVEMENTO TO GAZA

organizza mercoledi 10 settembre dalle 20:30

Proiezione con dibattito e collegamento con

LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

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14 settembre: sosteniamo Ali, Anan e Mansour

PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO E AGGIORNAMENTI SUL PROCESSO DI ANAN, ALI E MANSOUR + CENA SOLIDALE DI SOSTEGNO ALLE SPESE LEGALI

📍 PANETTERIA OCCUPATA (VIA CONTE ROSSO 20)

📆 DOMENICA 14 SETTEMBRE

🕔 ORE 17:00

Domenica 14 settembre ci troviamo a Panetteria Occupata per proiettare il nuovo documentario a cura del comitato Free Anan e fare il punto sul processo nei confronti di Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh. Anan è rinchiuso da oltre un anno e mezzo nel carcere di Terni, in quanto parte della resistenza palestinese contro l’occupazione sionista. Il processo al tribunale dell’Aquila, le cui prossime udienze sono state fissate al 19 e 26 settembre, è esemplare di come il sionismo reprime e criminalizza a livello internazionale, con il supporto dello stesso stato italiano, la lotta per la liberazione della Palestina.

In questo quadro si colloca la stretta repressiva che attraversa l’Europa, e l’Italia in particolare, per proteggere gli investimenti nella guerra imperialista dalla possibilità che un fronte di opposizione interna possa bloccarla.

Seguirà una cena solidale i cui ricavati aiuteranno a finanziare le spese legali di Anan, Ali e Mansour.

LIBERTÀ PER ANAN YAEESH

LA RESISTENZA NON SI ARRESTA

LA RESISTENZA NON SI PROCESSA

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12 settembre: presentazione libro “Non è più il carcere di una volta”

Da più di 20 anni il Collettivo OLGa ha fatto del rapporto diretto tra interno ed esterno del carcere un elemento di forza in un percorso sia di solidarietà che di liberazione/abolizione dal carcere. Questo rapporto concreto avviene anche tramite la corrispondenza e il libro “Non è più il carcere di una volta” ne analizza la governamentalità carceraria e le opportunità di resistenza partendo dalle parole di detenuti “in lotta”.

VENERDI 12 SETTEMBRE 2025 ALLE ORE 18:30
CON L’AUTORE MARCO NOCENTE E IL COLLETTIVO OLGa presentiamo il libro
“NON E’ PIU’ IL CARCERE DI UNA VOLTA – Lo spazio detentivo nelle lettere al collettivo OLGa” 2025 Meltemi Editore
alla PANETTERIA OCCUPATA – Via Conte Rosso 20 – Milano

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