RAGIONI GEOPOLITICHE, TRATTA, DETENZIONE, SEX WORK, ASPETTI SANITARI
Ne parliamo con una compagna di Campagne in Lotta, partendo dalle esperie nei campi del foggiano
a seguire APERITIVO a sostegno delle attività della consultoria
A cura della CONSULTORIA AUTOGESTITA https://consultoriautogestita.wordpress.com
Pubblicato inDonne, Generale|Commenti disabilitati su 16 ottobre: EMIGRAZIONI DELLE DONNE – RAGIONI GEOPOLITICHE, TRATTA, DETENZIONE, SEX WORK, ASPETTI SANITARI
Pubblichiamo l’appello dell’Assemblea di sostegno a Vincenzo. Sosteniamo e partecipiamo alle iniziative che si terranno in questi giorni a ed al corteo di Milano dell’8 ottobre in vista dell’udienza a Parigi che potrebbe decidere se estradare Vincenzo in Italia:
GENOVA 2001 / PARIGI 2022
A PIÙ DI VENT’ANNI DAL G8 DI GENOVA 2001,
SI DECIDONO A PARIGI LE SORTI DI VINCENZO VECCHI
ricercato in Italia per aver manifestato la sua opposizione ai grandi della Terra, condannato nel 2012 ad una pena tanto pesante quanto assurda, come è stato per tutti i condannati per Genova 2001
catturato in Francia nell’agosto 2019 dopo dieci anni di processi e quasi altrettanti di latitanza, Vincenzo si trova attualmente libero grazie alla mobilitazione solidale cresciuta in Francia al momento del suo arresto
dopo alcune sentenze positive dei tribunali francesi, che hanno rigettato il reato di devastazione e saccheggio utilizzato dai giudici italiani, una sentenza della corte di giustizia europea rischia ora di ribaltare la decisione francese di non estradare Vincenzo
per questo la sua libertà è di nuovo in pericolo e i comitati di solidarietà sono tornati per le strade
il prossimo 11 ottobre la corte di cassazione di Parigi prenderà una decisione che potrebbe essere quella definitiva
come familiari, amici e compagni di Vincenzo
INVITIAMO CHIUNQUE POSSA E VOGLIA FARLO A MOBILITARSI ANCHE IN ITALIA
DAL PROSSIMO 1º OTTOBRE
IN OGNI MANIERA, ANCHE SOLO CON UN PRESIDIO, UN VOLANTINAGGIO, UNO STRISCIONE, UN DISEGNO O UNA SCRITTA SU UN MURO
(se puoi, comunicaci quanto hai intenzione di fare e, se possibile, inviaci immagini da condividere con i comitati francesi, a questo contatto: info@sosteniamovincenzo.org)
IN VISTA DI UN
CORTEO A MILANO SABATO 8 OTTOBRE ORE 15,00 P.TA GENOVA
per sostenere che le ragioni di chi allora scese per le strade di Genova sono oggi ancora più giuste ed urgenti
per ribadire che i governanti non vanno lasciati tranquilli mentre devastano e saccheggiano il pianeta su cui viviamo
per protestare contro una giustizia europea ostaggio degli interessi commerciali e militari
per ricordare che il carcere non è una soluzione ma un problema
Aggiorniamo sulla situazione degli abitanti di Via Dardanoni 10 sotto sgombero:
Un nuovo rinvio al 17 ottobre dello sgombero di Via Dardanoni 10
Martedì mattina alle ore 08:00 del 13 settembre c’è stato un nuovo presidio in via Giulio Dardanoni 10, per impedire lo sgombero delle famiglie composto per lo più da persone anziane, ed è stato grazie alla solidarietà dimostrata dalla partecipazione numerosa di abitanti, realtà sociali presenti nel quartiere, del sindacato “Sicet” che si è riusciti ad impedire che venisse effettuato lo sgombero (C’era già pronto seminascosto nelle vicinanze il furgone del fabbro, per cambiare le serrature degli appartamenti) anche perché per alcuni abitanti ancora non si è trovata una soluzione che preveda un passaggio da “sgombero/sfratto a casa” (come promesso dal sindaco Sala alle ultime elezioni amministrative comunali), per altri che hanno trovato, autonomamente una soluzione si tratta di avere un po’ più tempo per traslocare. In ogni caso, il danno enorme e irreversibile, procurato da questa speculazione finanziaria a queste persone (in particolare a quelle più anziane) in termini di relazioni sociali e territoriali, pensate per un momento ad una persona di 90/80/70 anni che ha vissuto a Lambrate per 40 anni e più andare ad abitare a “Corvetto” o a “Gratosoglio” o altre parti di Milano completamente isolati, in un ambiente per loro completamente sconosciuto.
Riportiamo alcune riflessioni a partire dall’esperienza di resistenza che si è sviluppata in Via Dardanoni 10 sul tema della casa e delle politiche speculative che si sono sviluppate in questi anni a Milano e di cui la giunta Sala ne è parte integrante:
In via Dardanoni 10, nel quartiere di Lambrate, gli abitanti dello stabile hanno ricevuto da alcuni mesi lo sfratto con l’ordine di sgombero. Hanno deciso di mobilitarsi e di trovare delle soluzioni organizzandosi in un comitato. Dopo un primo tentativo nel luglio scorso è stata rinviata al 13 settembre la data dello sgombero. Come realtà della Panetteria Occupata, presente sul territorio, siamo solidali con questa lotta. Invitiamo tutti a essere presenti la mattina di martedì 13 settembre in sostegno agli abitanti.
Riportiamo una nostra intervista a un abitante attivo nel Comitato che, partendo da questa esperienza, mette in evidenza la situazione di diffusa speculazione edilizia e di negazione del diritto all’abitare nella città di Milano.
integriamo l’intervista con alcuni materiali che il Comitato inquilini ha raccolto su questa esperienza:
Speculazioni edilizie nello stabile di via Giulio Dardanoni 10 – Breve cronaca aggiornata a fine agosto 2022.
Lo stabile di via Giulio Dardanoni 10, la cui area era oggetto di una convenzione fra il comune di Milano e la società Delfina s.r.l. del 24/2/1994.
La convenzione aveva la durata di 16 anni ed iniziava dall’ultimazione dei lavori (2003), è quindi scaduta a giugno 2019.
Tale convenzione ha determinato successivamente la stipula di contratti a canone concordato (art.2, comma 3 della legge 431/98), della durata di anni 4 più 2, con l’eccezione di alcuni per i quali è stata prevista una durata di sedici anni, con decorrenza nell’anno 2001.
La società Delfina srl ha subito il fallimento e, di conseguenza, la palazzina è rientrata in tale procedura, con nomina del curatore fallimentare.
La relativa asta giudiziaria è stata aggiudicata, il 15 luglio 2021) dalla società Open srl, che opera mediante un veicolo finanziario denominato La Corte srl.
L’esistenza dei contratti di locazione era informazione assolutamente nota ai partecipanti all’asta e quindi alla società che se l’è aggiudicata.
Tutti i contratti sono scritti e registrati, così come previsto dalla normativa vigente.
Per il periodo di proroga biennale nessuna disdetta è pervenuta alle parti conduttrici e nessuna comunicazione è mai giunta agli inquilini relativamente ad eventuali volontà di non rinnovare i contratti di affitto o ad eventuali impossibilità di procedere in tal senso, da parte del curatore fallimentare.
Si tratta di 13 nuclei famigliari composti da pensionati e anziani, alcuni dei quali vivono nello stabile, addirittura fin dalla nascita.
In particolare ci sono 2 ultraottantenni 5 ultrasettantenni più altri con gravi problemi di salute e altri con problemi di disagio sociale.
Gli inquilini hanno conferito mandato di rappresentanza al “SICET” Sindacato inquilini casa e territorio, per esperire, con la società che ha acquisito l’immobile all’asta, la possibilità di giungere ai rinnovi dei contratti di affitto, dando anche disponibilità ad utilizzare eventualmente anche il regime contrattuale libero(art.1 della L.431/98).
I legali rappresentanti della società aggiudicante hanno comunicato l’indisponibilità della stessa alle novazioni contrattuali, segnalando che l’unico obiettivo di quest’acquisizione era la liberazione degli immobili da parte degli inquilini.
L’unica disponibilità che è stata data è quella di un accordo per un uscita degli inquilini a ottobre 2022 (per i casi di maggior fragilità sociale) e per gli altri per un massimo di 4/5 mesi.
Ovviamente tale proposta è stata ritenuta inaccettabile dagli inquilini e dal SICET, visto che non consentirebbe a nessuno degli abitanti dello stabile di reperire soluzioni alloggiative diverse.
Piuttosto ci è parso ragionevole proporre un data di uscita per il 30/6/2023.
Il SICET, inoltre, insieme al comitato inquilini, ha espresso formalmente la propria preoccupazione al giudice competente e al Presidente del tribunale di Monza, ove è aperta la procedura di fallimento, per la situazione che si verrebbe a creare, qualora il medesimo giudice competente decidesse di emettere gli ordini di liberazione, pur essendo disposti gli inquilini a inoltrare a tutelare i propri diritti mediante appositi reclami, così come individuato dalla normativa vigente.
L’emissione degli ordini di liberazione non costituisce un passaggio obbligatorio e, comunque, può essere percorsa la via ordinaria della risoluzione dei contratti scaduti, per altro opponibili, procedura che avrebbe tempistiche di escomio, da parte degli inquilini più dilatate e che consentirebbero a queste famiglie la possibilità di individuare altre soluzioni abitative.
Purtroppo, da parte del Tribunale di Monza il 12 febbraio 2022 è stato emesso un’ordinanza di sgombero, entro 10 giorni, dello stabile.
Tramite l’avvocato del SICET è stato presentato ricorso al Tribunale di Monza che dovrebbe essere discusso in questi giorni.
Il 1° giugno il Tribunale di Monza ha respinto il ricorso.
Il 18 luglio viene organizzato dal SICET e dal comitato inquilini un presidio in via Dardanoni, 10. per dimostrare al Curatore fallimentare e al quartiere che non avremmo accettato passivamente lo sgombero , con la partecipazione numerosa degli abitanti del quartiere e altre realtà sociali operanti nel campo della casa presenti nel territorio e con la presenza di giornalisti della carta stampata e TV.
Il 22 sera il Curatore fallimentare comunica al legale del SICET che martedì 26 luglio alle ore 09:00 ci sarebbe stato lo sgombero con l’ausilio delle forze dell’ordine.
Il 26 viene organizzato un altro presidio con una partecipazione ancora più numerosa di abitanti, attivisti, realtà sociali operanti nel campo della casa presenti nel territorio, organi di stampa e televisivi, con il risultato di rinviare lo sgombero al 13 settembre giorno in cui verrà organizzato un altro presidio.
Alcune famiglie coinvolte hanno trovato soluzioni abitative sia nel privato che nel pubblico altre no, ma a tutti serve ulteriore tempo per non finire in mezzo ad una strada.
Un’ulteriore opera di cementificazione si sta progettando in un’area boschiva del quartiere Gallaratese, in prossimità della fermata della metropolitana San Leonardo. All’interno di questa preziosa area situata in via Falk 28, esiste da decenni la “casa del giovane”, luogo di accoglienza e assistenza per minori non accompagnati, disabili e sostegno a situazioni di marginalità sociale. Questa proprietà, venne donata dalla famiglia Falk ad un prete, il quale alla sua morte la lasciò alla curia di Milano, che oggi ha deciso di monetizzare cedendo a operatori privati (Investire Sgr e Redo sgr che hanno alle spalle investitori istituzionali come Cassa depositi e prestiti, Regione Lombardia, Banche e casse previdenziali) i diritti di edificazione presenti sull’area.
Grazie alle lotte territoriali del passato, si è da subito costituito un “comitato popolare per la difesa del bosco di via Falk”, che si è immediatamente organizzato per impedire la distruzione di un patrimonio ambientale importante e opporsi all’ennesimo progetto di edificazione che avrebbe un impatto che aggraverebbe ulteriormente il quadro ambientale già compromesso.
Persino Coldiretti (associazione tutt’altro che sovversiva) scriveva lunedì 4 luglio sul corriere di Milano che la presenza del verde è strategica per i nostri polmoni, tanto che un parco di grandi dimensioni può abbassare il livello di calore da 1 a 3 gradi e che una pianta adulta è capace di catturare dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, mentre un ettaro di piante elimina circa 20 chili di smog in un anno.
Ebbene all’interno del bosco di via Falk, ci sono per l’appunto 600 piante di cui oltre 350 di pregio e ad alto fusto.
Questo progetto rappresenta il paradigma di un processo più generale, che sta investendo tutta Milano e non solo: l’occupazione di suolo pubblico a favore della rendita fondiaria, la creazione di grandi centri commerciali, un’urbanizzazione rivolta ai ceti più solventi che sta di fatto producendo l’espulsione di famiglie a basso reddito e un modello di socialità concepito solo all’interno di luoghi di consumo. Nessun interesse viene invece rivolto ai reali bisogni di un territorio e alla salute delle persone che ci vivono. A poche centinaia di metri da questo polmone verde è situato un termovalorizzatore (Figino) i cui effetti sulla popolazione circostante non sono incoraggianti, ragione in più per evitare uno scempio ambientale.
Sosteniamo e partecipiamo alla lotta del “comitato popolare per la difesa del bosco di via Falk” per la salvaguardia dell’ambiente e della nostra salute.
Pubblichiamo il comunicato della rete solidale Ci Siamo sulla situazione abitativa di Via Esterle 15. La rete solidale Ci Siamo e gli abitanti comunicano inoltre che a partire da giovedì 9 giugno tutti i giovedì dalle ore 18:30, si terrà un’assemblea permanente aperta a quanti vorranno discutere dei problemi legati all’abitare, al lavoro, ai documenti col fine di costruire iniziative e mobilitazioni più ampie e determinate.
Venerdì 10 giugno abbiamo proiettato il film: “FEDAYIN” – Le combat de Georges Abdallah – anche in previsione della manifestazione che si terrà a Parigi il 18 giugno prossimo. Dopo la proiezione sono stati fatti dei collegamenti, uno dei quali con un compagno del Collettivo Palestine Vaincra di Tolosa ed alla fine del dibattito l’assemblea dei presenti ha espresso il seguente comunicato di solidarietà:
“Il Collectif Palestine Vaincra, fondato nel 2019, è un’organizzazione presente in Francia nel campo della solidarietà con la Palestina ed è stata bersaglio per diversi mesi di attacchi da parte di organizzazioni filo-israeliane. Attacchi che in realtà mirano a screditare l’intero movimento di
solidarietà con la Palestina e che come risultato hanno avuto, da parte dello Stato francese, la richiesta di scioglimento amministrativo del collettivo stesso. Consapevoli che Il Collectif Palestine Vaincra è un membro della rete internazionale Samidoun che sostiene i prigionieri palestinesi sia nella difesa dei diritti fondamentali, contro la tortura, contro la detenzione amministrativa e che anche per noi i prigionieri palestinesi e in particolare di Georges Ibrahim Abdallah incarcerato in Francia, incarnano la resistenza di un popolo che da 74 anni continua instancabilmente a lottare per i propri diritti e la propria emancipazione. Consapevoli che per noi è anche il sostegno a una comune lotta antimperialista e che si tratta dell’ennesimo tentativo di equiparare l’antisionismo con l’antisemitismo, come già successo a Milano con il processo per la contestazione della brigata
ebraica del 25 aprile 2018, affermiamo forte e chiaro che Israele – entità sionista coloniale e razzista – è illegittima e al Collettivo va tutta la nostra solidarietà, con l’impegno di lottare qua contro il nostro imperialismo e la barbarie.”
Panetteria Occupata – Milano
Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale
Milano – 10/06/2022
Comunicato in francese dal sito https://samidoun.net/fr/2022/06/depuis-milan-en-italie-declaration-de-solidarite-avec-le-collectif-palestine-vaincra/
Établi en 2019, le Collectif Palestine Vaincra est une organisation qui se trouve en France et elle est engagée dans le domaine de la solidarité avec la Palestine. Elle fait l’objet d’attaques par des organisations israéliennes depuis plusieurs mois. Ces attaques visent en fait à dénigrer l’ensemble du mouvement de soutien avec la Palestine, à cela s’ajoute même une demande de dissolution du Collectif de la part de l’État français.
Conscients que le Collectif Palestine Vaincra est membre du réseau international Samidoun de soutien aux prisonniers palestiniens qui défend leurs droits fondamentaux, contre la torture, contre la détention administrative, etc. Pour nous, les prisonniers palestiniens, et en particulier Georges Ibrahim Abdallah détenu en France, représentent la résistance d’un peuple qui depuis 74 ans continue sans relâche de se battre pour ses droits et son émancipation.
Conscients que pour nous il s’agit aussi d’un appui à une lutte commune anti-impérialiste et il y a donc la énième tentative d’assimiler l’antisionisme avec l’antisémitisme, comme cela s’est déjà passé à Milan dans le cadre du procès mené suite à une action de contestation contre la Brigade Juive le 25 avril 2018, nous déclarons haut et fort qu’Israël – entité sioniste coloniale et raciste – est illégal et toute notre solidarité va au Collectif, en prenant l’engagement de combattre ici notre impérialisme et la barbarie. Panetteria Occupata – Milano Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale Milano, 10 juin 2022