S.O.Futura organizza mercoledì 5 novembre alle 20.30 presso Panetteria Occupata la proiezione di “The Gentleman Bank Robber”, documentario sulla vita e militanza di Rita Bo Brown, lesbica butch, compagnx rivoluzionarix e anti-imperialista della George Jackson Brigade.
In seguito alla proiezione faremo un dibattito sui temi affrontati nel film, tra cui il rapporto tra socialità queer e repressione poliziesca, imperialismo USA, rapporto con le Black Panthers, militanza e carcere.
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GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2025 – in Via Conte Rosso 20 Milano
dalle ore 21.00 collegamento dalla Francia con i/le compagni/e
del Fronte Antimperialista per aggiornamenti sulla lotta dei prigionieri rivoluzionari turchi.
MOBILITIAMOCI LA SOLIDARIETÀ È UN ARMA!
Un incontro per conoscere la lotta che diversi prigionieri rivoluzionari stanno conducendo nelle carceri della Turchia per la chiusura delle celle di isolamento totale. Per impedire che l’isolamento, la tortura diventino norma degli stati per annientare i prigionieri è necessario che si sviluppi una ampia e forte mobilitazione internazionale. Solo la lotta e la solidarietà, in unità alla forma estrema dello sciopero della fame fino alla morte intrapresa dai compagni prigionieri, possono inceppare i piani imperialisti di guerra verso l’esterno e di repressione all’interno dei propri paesi.
Questa è una lotta per tutte/i, una lotta internazionalista che ci chiama a lottare insieme.
Il nostro cuore batte dove c’è la Resistenza, dalla Palestina alla Turchia ai nosti territori. Dove i prigionieri lottano, come in Palestina come in Turchia, devono trovare al loro fianco tutti noi.
Questa lotta ci fà ricordare come anche il Italia esiste nelle carceri un sistema di tortura, il 41bis, dove più di 700 persone vi sono sottoposte. Celle singole chiuse 22 ore al giorno, non più di quattro libri e possibilità di consultare solamente i giornali considerati “di ampia diffusione nazionale”, divieto di affissione ai muri della cella di qualsiasi cosa, colloqui con i vetri, area con solo 2 persone e sempre le stesse……queste solo alcune delle norme applicate nelle sezioni 41bis. Questa lotta ci fà ricordare come in Italia 4 compagne/i sono sottoposti a questo regime e 3 di loro da oltre 20 anni.
Giovedi 30 ottobre, con il contributo dei/delle compagni/e del Fronte Antimperialista, vogliamo conoscere questa lotta e insieme capire come sostenerla.
I prigionieri politici rivoluzionari rinchiusi nelle carceri del governo fascista turco stanno conducendo uno sciopero della fame fino alla morte per ottenere la chiusura delle celle S,R, Y (tipo pozzo). Tre compagni sono in sciopero della fame da oltre 200 giorni.
Sosteniamo la lotta dei prigionieri politici anatolici, in sciopero della fame fino alla morte, per chiudere le celle-pozzo!
Contro la tortura dell’isolamento
Contro le prigioni imperialiste, fasciste e sioniste
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Lunedi 13 ottobre h: 17:00 presidio a Palazzo Marino: Rompiamo il gemellaggio Milano – Tel Aviv ed ancora….. Martedi 14 ottobre dalle ore 17:30 presidio sede Figc Via Pitteri 95: No alla partita Italia – Israele ad Udine. Tifiamo ancora per la Palestina. IL 14 ottobre ci saranno vari appuntamenti oltrea alla manifestazione ad Udine per protestare contro la partita di calcio ITalia-Israele. BLOCCHIAMO TUTTO! PALESTINA LIBERA! Italia-Israele: Vergogna nazionale, non si gioca con lo Stato criminale Nonostante le numerose rimostranze e la lettera dell’associazione degli allenatori (Aiac) per chiedere il ritiro della nazionale israeliana dalla competizione sportiva, né Figc né Uefa hanno dato seguito all’ondata di indignazione per i crimini di guerra contro la popolazione civile nell’enclave palestinese Due anni di violenza che nel solo ambito sportivo hanno portato alla distruzione della quasi totalità delle strutture e infrastrutture sportive palestinesi; ridotto gli stadi a centri di detenzione e campi per sfollati; spezzato la vita di oltre 400 calciatori e costretto la Federazione Calcistica Palestinese (PFA) a sospendere a tempo indeterminato tutte le attività. Per noi lo sport – e il calcio in particolare – rappresentano uno spazio virtuale e fisico di incontro e diffusione di valori che sono inconciliabili con la violenza, l’apartheid e l’occupazione. Lo stesso non può dirsi per la nazionale di calcio israeliana che viola gli statuti FIFA e che vede i giocatori-soldato inneggiare alla distruzione totale di Gaza e dedicare i propri successi, come hanno fatto a giugno 2025 dopo la partita contro l’Estonia, all’esercito che sta commettendo un genocidio. Per questo non possiamo permettere che attraverso una partita di calcio si normalizzi l’inferno che si sta vivendo in Palestina. La partita con Israele è una vergogna. Lo sport è un simbolo e il calcio italiano, come tutti noi, non può rimanere indifferente ad un genocidio Boicottiamo la partita Italia vs Israele valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026. https://www.instagram.com/panetteria_occupata/
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La marcia per Gaza arriva a Milano. Incontriamo i compagn@ del Fronte del popolo, di Dev-Genc, del Group Yorum che stanno attraversando alcuni paesi dell’Europa per raggiungere l’Egitto e rompere il blocco arrivando a Gaza.
La carovana arriva il 1 ottobre a Milano. Uniamoci per dare il benvenuto in città alla Carovana in marcia verso la Palestina.
Insieme a loro saremo dalle ore 11 davanti al Consolato d’Egitto in Via Timavo e alle ore 17 in Piazza Bottini a Lambrate per un momento di incontro collettivo per conoscere e sostenere la marcia verso Gaza e per continuare la mobilitazione sui nostri territori a sostegno della Resistenza Palestinese verso lo sciopero generale del 3 ottobre e la manifestazione nazionale a Roma del 4 ottobre. In solidarietà con tutt@ i compagn@ fermati nella grande giornata di lotta del 22 settembre continuiamo la mobilitazione, Blocchiamo tutto!
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PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO E AGGIORNAMENTI SUL PROCESSO DI ANAN, ALI E MANSOUR + CENA SOLIDALE DI SOSTEGNO ALLE SPESE LEGALI
PANETTERIA OCCUPATA (VIA CONTE ROSSO 20)
DOMENICA 14 SETTEMBRE
ORE 17:00
Domenica 14 settembre ci troviamo a Panetteria Occupata per proiettare il nuovo documentario a cura del comitato Free Anan e fare il punto sul processo nei confronti di Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh. Anan è rinchiuso da oltre un anno e mezzo nel carcere di Terni, in quanto parte della resistenza palestinese contro l’occupazione sionista. Il processo al tribunale dell’Aquila, le cui prossime udienze sono state fissate al 19 e 26 settembre, è esemplare di come il sionismo reprime e criminalizza a livello internazionale, con il supporto dello stesso stato italiano, la lotta per la liberazione della Palestina.
In questo quadro si colloca la stretta repressiva che attraversa l’Europa, e l’Italia in particolare, per proteggere gli investimenti nella guerra imperialista dalla possibilità che un fronte di opposizione interna possa bloccarla.
Seguirà una cena solidale i cui ricavati aiuteranno a finanziare le spese legali di Anan, Ali e Mansour.
LIBERTÀ PER ANAN YAEESH
LA RESISTENZA NON SI ARRESTA
LA RESISTENZA NON SI PROCESSA
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Da più di 20 anni il Collettivo OLGa ha fatto del rapporto diretto tra interno ed esterno del carcere un elemento di forza in un percorso sia di solidarietà che di liberazione/abolizione dal carcere. Questo rapporto concreto avviene anche tramite la corrispondenza e il libro “Non è più il carcere di una volta” ne analizza la governamentalità carceraria e le opportunità di resistenza partendo dalle parole di detenuti “in lotta”.
VENERDI 12 SETTEMBRE 2025 ALLE ORE 18:30 CON L’AUTORE MARCO NOCENTE E IL COLLETTIVO OLGa presentiamo il libro “NON E’ PIU’ IL CARCERE DI UNA VOLTA – Lo spazio detentivo nelle lettere al collettivo OLGa” 2025 Meltemi Editore alla PANETTERIA OCCUPATA – Via Conte Rosso 20 – Milano
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Il 25 luglio il compagno Georges Abdallah sarà libero. La liberazione di Georges Abdallah, comunista libanese e combattente della resistenza palestinese, imprigionato in Francia da più di 41 anni, è stata possibile grazie ai decenni di lotte, generazioni dopo generazioni.
Georges è un simbolo della lotta e della dignità di tutti i prigionieri rivoluzionari che hanno difeso in prigione la loro identità politica anche al prezzo della loro vita.
La liberazione di Georges Abdallah è stata possibile grazie alla forte mobilitazione di sostegno e solidarietà che si è sviluppata in tutti questi anni e alla dialettica che sempre è stata viva tra Georges ed il movimento di resistenza in Libano, in Palestina, in tutte le parti del mondo. Solo in Francia il giorno prima della pronuncia della Corte d’Appello di Parigi sulla sua liberazione si sono tenute manifestazioni, che hanno raccolto l’appello della Campagna Unitaria per la Liberazione di Georges Abdallah, in 18 città (da Parigi a Tolosa, da Marsiglia a Rennes, etc…) ed altre a Beirut, Madrid, Valenzia, Barcellona, Tunisi, Vancouver …. L’importanza di questa dialettica tra i compagn* prigionier* e le lotte sociali e rivoluzionarie ci da stimolo per sviluppare anche qui, in Italia, un’ iniziativa di solidarietà e di lotta con le decine di compagne/i rinchiusi nelle carceri italiane alcun* da 43 anni nelle varie sezioni di Alta Sicurezza dove l’isolamento, la differenziazione sono la norma o con i 4 compagn* rinchiusi nel circuito carcerario di tortura del 41bis o per sostenere Anan (che da quasi due anni è detenuto nel carcere di Terni dove ha trovato altri compagni), Ali e Mansour, tre palestinesi, sotto processo all’Aquila per ribadire che la Resistenza non si arresta, la Resistenza non si processa. Una lotta per la liberazione senza condizioni di tutti i compagn*.
La liberazione di Georges Abdallah segna un passaggio importante nel processo generale nella lotta per la liberazione dal colonialismo; ogni liberazione di prigionieri/e della causa palestinese è una tappa nella lotta per la liberazione della Palestina.
Nelle carceri imperialiste, fasciste e sioniste, i prigionieri rivoluzionari resistono! La loro lotta è la nostra!
Riportiamo il comunicato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina del 17/07/2025 (tradotto dal francese da Revue Supernova)
PER GEORGES ABDALLAH
Il Fronte Popolare si congratula con il combattente internazionalista Georges Abdallah per la sua liberazione e considera la sua fermezza una vittoria per la Palestina e la volontà del popolo libero. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina si congratula con il compagno e combattente internazionalista Georges Abdallah per la decisione di liberarlo dopo oltre quattro decenni nelle prigioni francesi, in un’eroica ed eccezionale sfida ai più odiosi strumenti di oppressione imperialista, e mette in guardia contro ogni pressione o tentativo imperialista e sionista di ostacolare questa decisione, come è accaduto in precedenza.
Questa decisione rappresenta una vittoria per la volontà di fermezza e di resistenza rivoluzionaria e, allo stesso tempo, incarna una vittoria per la causa della Palestina, la cui bandiera questo grande leader progressista ha portato con orgoglio e decisione. La continua detenzione del compagno Abdallah, nonostante una decisione giudiziaria favorevole al suo rilascio, ha costituito una macchia sul fronte dell’imperialismo francese e americano e una palese complicità con l’entità sionista. Ricorda che questo arresto e questa detenzione sono puramente politici e costituiscono una flagrante violazione della legge e delle decisioni della magistratura francese. Egli accoglie con favore la sua posizione di principio, che rifiuta qualsiasi tentativo di ricatto e negoziazione, così come la sua insistenza sulla legittimità della resistenza palestinese, che considera un’opzione legittima e senza compromessi. Il Fronte sostiene che la detenzione di Abdallah negli ultimi anni invia un chiaro messaggio al mondo sulla necessità di combattere le forze del colonialismo e dell’arroganza globale, denunciando i crimini sionisti e imperialisti e rifiutando l’asservimento e la sottomissione. Inoltre, la sua leggendaria fermezza è un modello ispiratore per la sinistra rivoluzionaria araba e internazionale, e dovrebbe segnare l’inizio di un vero risveglio nella lotta per la liberazione nazionale e sociale, e per una Palestina libera dal fiume al mare.
Il Fronte apprezza profondamente gli sforzi di tutti i popoli liberi del mondo, in primo luogo della Campagna Internazionale per la Solidarietà di Georges Abdallah, così come di tutti i partiti, gruppi e internazionalisti progressisti, che non hanno esitato un solo istante a mantenere la pressione e la lotta per la sua liberazione, convinti che difendere Abdallah significa difendere la giustizia e la causa palestinese, che Abdallah ha fatto della sua principale linea di condotta nella sua lotta. Il Fronte apprezza anche le posizioni del compagno Abdallah nella sua prigione e il suo incrollabile sostegno ai prigionieri palestinesi nelle loro lotte, così come il suo impegno negli scioperi della fame simbolici a loro sostegno, in primo luogo per il leader incarcerato compagno Ahmad Sa’adat, segretario generale del Fronte Popolare, sottolineando che la battaglia dei prigionieri è una battaglia contro l’oppressione e il colonialismo e che la solidarietà internazionale con la lotta del popolo palestinese non è limitata dalle sbarre o confinata nelle prigioni.
Il Fronte chiede di intensificare la lotta per la liberazione di tutti i prigionieri politici e dei detenuti nelle carceri sioniste e occidentali e considera questa lotta parte integrante della lotta internazionale contro l’ingiustizia e il colonialismo.
Gloria al combattente internazionalista Georges Abdallah… Libertà per i prigionieri palestinesi nelle prigioni dell’occupazione sionista e nelle prigioni occidentali e vittoria per la Palestina e la resistenza.
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