Dall’Italia alla Francia: contro la repressione la solidarietà è un arma!

Dall’Italia alla Francia: contro la repressione la solidarietà è un arma!

Esprimiamo la nostra totale solidarietà e vicinanza ai compagn* anarchici arrestati ed ai compagni di Supernova rivista marxista-leninista. Dall’Italia alla Francia per chi lotta gli stati imperialisti rispondono allo stesso modo: repressione e carcere! Non lasciamo soli questi compagni, portiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà. Continuiamo a lottare!

Sette arresti, perquisizioni in tutta Italia e lo sgombero del Bencivenga Occupato a Roma. Le accuse ruotano attorno ai sabotaggi contro le Olimpiadi Milano-Cortina e alle mobilitazioni per Alfredo Cospito e contro il 41bis.

All’alba del 16 giugno è scattata una nuova e vasta operazione repressiva contro il movimento anarchico. Dalle prime ore del mattino la Digos e le procure competenti hanno eseguito perquisizioni e misure cautelari in diverse città italiane, contestando il reato di associazione con finalità di terrorismo previsto dall’articolo 270 bis del codice penale.

Le misure disposte sono pesanti: cinque custodie cautelari in carcere e due arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A queste si sono aggiunti altri due arresti successivi alle perquisizioni, sulla base dell’accusa di autoaddestramento con finalità di terrorismo prevista dall’articolo 270 quinquies.

L’operazione repressiva non si è limitata agli arresti.

A Roma, in via Bencivenga 15, gli agenti intervenuti all’alba hanno perquisito e successivamente sgomberato il Bencivenga Occupato, storico spazio autogestito nato venticinque anni fa negli edifici dell’ex Stazione di Posta Pontificia.

Inizialmente sembrava una operazione finalizzata all’esecuzione delle misure cautelari che si inseriva in quella più generale con perquisizioni e arresti per 270bis. Nel corso della giornata, però, è apparso chiaro che l’obiettivo era più ampio: i locali sono stati murati, le persone presenti identificate e portate in questura, mentre all’esterno si raccoglievano decine di solidali.

Il Bencivenga Occupato rappresentava da decenni uno spazio sottratto alle logiche del mercato e della rendita. Non un centro sociale tradizionale, ma un luogo di sperimentazione culturale e abitativa, un punto di riferimento.

Diverse iniziative di solidarietà con tutt* gli arrestat* sono organizzate come il saluto di oggi 17/06 al Carcere di Regina Caeli e il presidio del 19/06 sotto le mura del carcere La Rocca di Forlì.

Elenchiamo gli indirizzi noti dex compagni incarceratx. che possono variare:

Nico Aurigemma
Arnau Vallet Casadevall
Stefano Marri
Regina Coeli, via della Lungara 29, 00165, Roma

Micol Marino
C.C. Rebibbia femminile, via Bartolo Longo, 92 00156 Roma

Pietro Rosetti
C.C.di Forlì, via della Rocca 4, 47121, Forlì

Francesco Benedetti
C.C.Lorusso e Cotugno, via Maria Adelaide Aglietta 35, 10151, Torino

SUPERNOVA RIVISTA MARXISTA-LENINISTA accusata di apologia di terrorismo per il suo sostegno alla Palestina
Ieri mattina, due compagni, Lidia e Diego, hanno subito una perquisione e portati in stato di fermo alla stazione di Polizia. Le loro case sono state perquisite dalle forze di polizia e sono stati arrestati e successivamente rilasciati nel tardo pomeriggio e saranno processati. I loro computer, libri e opuscoli politici sono stati confiscati. La repressione si è ulteriormente estesa con un intervento della polizia presso il Centro Culturale Ghassan Kanafani, dove sono stati confiscati ulteriori materiali e attrezzature, eventi che confermano come tutto ciò faccia parte di una più ampia operazione di intimidazione e di messa a tacere contro coloro che si schierano al fianco del popolo palestinese in lotta. Il loro vero “crimine” è la solidarietà con il popolo palestinese e il fermo impegno nella lotta contro l’imperialismo: per la sconfitta della NATO, del colonialismo, della complicità dello Stato francese e di ogni forma di oppressione.

L’accusa di “terrorismo” viene utilizzata come strumento politico per criminalizzare l’azione internazionalista e reprimere ogni voce che resiste all’imperialismo, all’UE e alla NATO.

Queste persecuzioni non sono un episodio isolato. Questi episodi si inseriscono in una più ampia escalation di repressione contro coloro che esprimono solidarietà alla Palestina, si oppongono alle guerre e agli interventi dell’asse imperialista della morte USA-NATO-UE-ISRAELE e lottano per l’indipendenza e la libertà.

In particolare, l’imperialismo francese ha recentemente condotto raid e arrestato militanti con il pretesto di dichiarazioni o volantini che denunciano le sofferenze del popolo palestinese ed esprimono sostegno alla sua resistenza.

Centinaia di organizzazioni sono state sciolte o costrette a chiudere, mentre le loro attività sono state sospese.

Centinaia di persone sono state arrestate: parlamentari, giornalisti e lavoratori hanno perso il lavoro o sono stati sanzionati unicamente per il loro sostegno alla Palestina.

Le stesse forze che impongono la repressione a livello nazionale sono quelle che sostengono guerre, sfruttamento e distruzione nel Sud del mondo, dall’Africa alla Palestina. Nonostante la repressione, la gente continua a resistere.
Lunga vita alla solidarietà internazionale.

Lunga vita alla resistenza dei popoli oppressi.
Abbasso l’imperialismo e la NATO.
Vittoria alla lotta palestinese.
Noi siamo il popolo, noi abbiamo ragione, vinceremo!

qui il messaggio di solidarietà del Fronte Antimperialista:
https://contropadroni.wordpress.com/2026/06/17/solidarieta-internazionalista-alla-rivista-marxista-leninista-supernova/

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su Dall’Italia alla Francia: contro la repressione la solidarietà è un arma!

CONTE ROSSO 20

CONTE ROSSO 20
Nel 1978 un collettivo di studenti di Architettura e di lavoratori ha dato vita a un progetto di pratica territoriale a Lambrate,
un quartiere in profonda e radicale trasformazione che vedeva la chiusura, delocalizzazione e ridimensionamento delle grandi e
medie fabbriche, la conseguente disponibilità di grandi aree che aprivano le porte alla riconversione produttiva, a grandi piani di
“fattibilità” da parte di urbanisti e speculatori di ogni ordine e grado.

Abbiamo fatto inchiesta e occupato gli spazi vuoti, abbandonati, inutilizzati e distrutti dalla lunga mano della speculazione in
attesa della grande abbuffata degli anni successivi. Abbiamo lottato insieme agli operai delle fabbriche rimaste che si
opponevano tenacemente alla delocalizzazione.

Nel 1979 siamo entrati in Conte Rosso 20, lo spettacolo era devastante: una casa operaia di ringhiera costruita nel 1901 ancora
abitata da 4 anziani soli, circondati da alloggi devastati al proprio interno, porte murate. La proprietà allora era il Don Orione
opera di “beneficenza”. Da allora a oggi abbiamo sanato, ricostruito, reso abitabile un edificio che attualmente consiste in 17
alloggi e uno spazio sociale Panetteria Occupata che, oltre alle attività politiche e culturali, contiene un importante archivio
storico di documentazione.

Il progetto iniziale di costruire un sistema di abitare solidale diventa reale, siamo un mix abitativo di coppie alcune con bambini,
figli dei nostri figli cresciuti qui, di anziani, di persone con vari gradi di invalidità, alcune delle quali gravissime, di studenti e di lavoratori che costituiscono un sistema abitativo solidale nel quale lo scambio intergenerazionale e culturale diviene concreto e
quotidiano.

Dal 1990 la proprietà diventa di una serie di società, sempre riconducibili ad un unico amministratore: il sig. Trabattoni con il
quale gli abitanti di Conte Rosso 20 sono stati ingaggiati in una serie di scontri processuali sia penali sia civili, TUTTI CON ESITO
NON POSITIVO PER LA PROPRIETÀ.

Nel 2002 gli abitanti si costituiscono in Associazione Conte Rosso, associazione che si occupa di gestire gli spazi, in particolare
quelli comuni per garantire decoro, sicurezza e igiene, dei rapporti con il vicinato e di quanto necessita alla manutenzione
dell’edificio.

Arriviamo con un “salto” di 36 anni la FINGEST SERVIZI SRL, ultimo nome delle società amministrate dal sig. Trabattoni, richiede ed ottiene un provvedimento di sequestro preventivo di immobile contro IGNOTI.

Il provvedimento esecutivo significa che da domani potremmo essere messi sulla strada senza alcun preavviso, non possiamo opporci perché siamo "IGNOTI”

  NON SIAMO “IGNOTI” E NON SIAMO “IDIOTI” UTILI ALLA SPECULAZIONE

  CI OPPONIAMO ALLO SGOMBERO CON TUTTI GLI STRUMENTI NECESSARI

sabato 13 giugno saremo alla manifestazione “PER IL DIRITTO ALLA CASA E ALLA CITTA'” ore 16 piazza tricolore Milano

conte rosso 20

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su CONTE ROSSO 20

20 giugno: Rompiamo un tabù

Sabato 20 giugno dalle ore 10:30

  • Prigionia politica storica e attuale: con uno sguardo alle lotte carcerarie
  • Presentazione appello “rompiamo un tabù”
  • Prigionieri e resistenza in Palestina: GPI (Giovani Palestinesi Italia), UDAP, Samidoun (Palestinian Prisoner Solidarity Network)
  • 41 bis, isolamento e mobilitazione per Alfredo Cospito: Cassa antirepressione delle Alpi occidentali e avvocati
  • “The SRY-Type isolation prisons and the Resistance” con compagno di Anti-Imperialist Front e IS4PP (International solidarity for political prisoners).
  • Ieri come oggi, stessa prigionia, stesse ragioni: Intervento di un compagno di Pisa
  • Memoria e resistenza: CPA Firenze

Pausa

  • Le realtà di movimento parlano delle lotte odierne: solidarietà, prospettive. Dibattito e riflessioni
  • Si.Cobas: diritto di sciopero nell’economia di guerra
  • Collettivo Antudo: prospettive di lotta e repressione del dissenso in tempi di guerra
  • Calp di Genova: la guerra comincia qui. La lotta dei portuali contro la guerra
  • Ultima generazione: mobilitazioni contro guerra e riarmo
  • Rete CCL (collettivi e comitati di Lotta): rivoluzione e resistenza: le facce della lotta contro lo Stasto imperialista delle multinazionali (sionizzato)
  • Rete liberi e libere di lottare: stato di guerra e polizia
  • Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale: Solidarietà con i rivoluzionari prigionieri
  • A seguire, altri interventi

Perù, 19 giugno 1986: in risposta alle rivolte dei prigionieri e alle lotte contro le condizioni di vita e le politiche neoliberiste di Alan Garcia, nelle carceri, si abbatté una feroce repressione che provocò l’assassinio di quasi 300 compagni. Questa giornata, che ha assunto nel corso del tempo, a livello internazionale, un valore simbolico, ricordata come il giorno del massacro di El Fronton, e Lurigancho, è dedicata ai rivoluzionari prigionieri nel mondo.

Scegliamo questa data, per valorizzarne il carattere internazionale e perché la resistenza dei prigionieri si colloca, nello scontro che oppone sfruttati e sfruttatori, oppressi ed oppressori, all’interno di un movimento complessivo rivoluzionario e di classe.

Ricordiamo la lotta dei rivoluzionari irlandesi nelle carceri di massima sicurezza contro il blocco H; la lotta dei compagni della Raf nel carcere di Stammheim e il loro assassinio che provocò, negli anni ‘70 un forte movimento di solidarietà, con importanti proteste anche nelle piazze italiane; la feroce repressione in Italia nei confronti delle mobilitazioni a fianco dei prigionieri contro i “braccetti della morte” dove erano rinchiusi i prigionieri delle formazioni guerrigliere; le rivolte nelle carceri americane nel contesto del movimento afro-americano e contro la guerra …; l’armata rossa giapponese che ha combattuto a fianco dei palestinesi per la liberazione dei prigionieri …; le lotte nelle carceri Turche contro le celle F e l’isolamento; e, la significativa esperienza dei prigionieri nelle carceri israeliane e in occidente in generale, unito al movimento di solidarietà sviluppato intorno ad esso, che ci dice che i prigionieri, la prigionia politica non può essere separata dalla resistenza: decontestualizzarla significa svuotarla e dunque servire il nemico.

Siamo di fronte ad un sistema in crisi dalle sue fondamenta, l’espansione e pervasività dei processi di guerra, la continua ricerca di soluzioni autoritarie che va producendo un inasprimento delle condizioni sociali e la liquidazione delle conquiste frutto delle lotte passate, che tende a colpire con sempre maggior forza movimenti ed attivisti politici, che mira a soffocare le lotte di resistenza e di liberazione, con l’obiettivo di impedire che le contraddizioni sociali, il malcontento, il conflitto, si diano una espressione politica organizzata. È in questo contesto che si inserisce la guerra che viene condotta alla memoria delle lotte degli anni ’70 ed è nel contesto di questa guerra che possiamo comprendere il silenziamento, annientamento dei rivoluzionari prigionieri.

Parliamo dei compagni a cui si fa riferimento nell’appello “rompiamo un tabù”, che da oltre 40 anni fanno fronte a dure condizioni di detenzione e ad una carcerazione infinita, di altri tre da oltre 20 anni sottoposti al regime di massimo isolamento 41 bis e da 4 anni un altro compagno, per parlare a tutti quei compagni/e che transitano nelle galere in regimi ad alta sicurezza, ai giovani e a tutto il movimento che oggi sta affrontando non solo una campagna fortemente repressiva a colpi di decreti e disegni di legge, ma anche un attacco ideologico, massmediatico, di strumentalizzazione ed inquinamento dei contenuti e retorica sulla legalità borghese.

Le ragioni al centro di questo attacco che colpisce da chi aiuta i migranti in mare alle lotte della logistica, al movimento ambientalista e antifascista a chi solidarizza con la lotta del popolo e della resistenza palestinese, vanno ricercate nella necessità dello Stato di pacificare, controllare ed omologare la società, impedendo preventivamente che i movimenti possano unirsi in una spinta collettiva, costruire una progettualità, una prospettiva di trasformazione rivoluzionaria e lavorando affinché siano sempre più frammentati, divisi, isolati, costretti, ogni volta, a ricominciare da zero.

Questo incontro vuole essere un contributo, per trovare forme e continuità a questa riflessione per collegarla concretamente alle lotte sociali e ai suoi movimenti, per sostenerne il carattere internazionale e antimperialista.

Un contributo anche per ribaltare lo sguardo di diffidenza, paura, isolamento e sconfitta che soffoca le lotte ed impedisce di fare i conti con una storia che ci appartiene in tutte le sue espressioni: questi prigionieri, così come i prigionieri dei movimenti odierni, espressione di esperienze importanti e anche coraggiose, devono far parte della nostra lotta, devono essere difesi e sostenuti.

Nessuno si salva da solo, Insieme possiamo tutto.

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su 20 giugno: Rompiamo un tabù

20 giugno: interventi dibattito e riflessioni sui rivoluzionari prigionieri

SABATO 20 GIUGNO alla Panetteria Occupata Via Conte Rosso 20 Milano

in occasione del 19 giugno Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero una giornata di interventi, dibattito e riflessioni.
Uno sguardo internazionale sui rivoluzionari prigionieri.
ROMPIAMO UN TABU’
Esperienze di lotta, solidarietà, prospettive.
(seguirà il programma della giornata)

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su 20 giugno: interventi dibattito e riflessioni sui rivoluzionari prigionieri

29 maggio: sciopero generale

🔴 BLOCCATO DI NUOVO IL NODO LOGISTICO DI MILANO-PIOLTELLO 🔴
In occasione dello sciopero generale del 29 maggio, lavoratori, lavoratrici e realtà solidali hanno bloccato l’hub logistico di Pioltello contro guerra, sfruttamento e complicità nel genocidio in Palestina.
Per il quarto appuntamento consecutivo, la mobilitazione colpisce una rete logistica considerata infrastruttura attiva dei traffici militari e del riarmo: camion fermi, cancelli bloccati, produzione rallentata. Una risposta concreta alle politiche di guerra, repressione e attacco ai diritti dei lavoratori.
Dalla logistica ai porti, dalle fabbriche agli aeroporti: continuiamo a costruire un embargo popolare dal basso, trasformando la solidarietà con la Palestina in lotta reale contro chi finanzia e sostiene guerra e occupazione.
COSTRUIAMO INSIEME L’EMBARGO POPOLARE
DALL’ITALIA ALLA PALESTINA, RESISTENZA FINO ALLA LIBERAZIONE
https://www.instagram.com/p/DY6nKHdCigR/?img_index=1

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su 29 maggio: sciopero generale

24 maggio: Verità per Igor Squeo. VOGLIAMO SAPERE CHI È STATO

Verità per Igor Squeo. VOGLIAMO SAPERE CHI È STATO

Domenica 24 maggio a Milano, a partire dalle ore 16:00, ricordiamo Igor Squeo, morto a 33 anni, nel 2022, dopo un intervento delle forze di polizia e del personale sanitario mentre era a casa sua. Tutt’oggi la verità di quanto è accaduto quella notte non è stata accertata.

Il caso di Igor Squeo non è ancora definitivamente chiuso perché da quasi quattro anni è in corso una battaglia legale in cui la famiglia continua a chiedere l’apertura di un processo: non solo come passaggio formale, ma come strumento fondamentale per accertare i fatti, chiarire eventuali responsabilità e ricostruire in modo trasparente ciò che è accaduto.

La loro richiesta si inserisce in un contesto più ampio. In Italia, infatti, esistono diverse vicende simili: casi giudiziari che si sono chiusi senza riuscire a garantire giustizia alle famiglie delle vittime e a una collettività che, anno dopo anno, si è stretta attorno a loro.

Il 24 maggio ne parleremo insieme a Franca Pisano, madre di Igor, Ilaria Urzini, legale della famiglia, Elena Giuliani, Comitato piazza Carlo Giuliani, Valentina Calderone, Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, A Buon Diritto, Malinconia Fumogeno e la Panetteria Occupata.

Per l’occasione saranno presentate ed esposte le opere vincitrici della call for artists che saranno raccolte nel numero 2 della fanzine di malinconiafumogeno.

Ci vediamo il 24 maggio a Milano
Ore 16 Parco delle Rimembranze di Lambrate
Ore 18 Un fiore per Igor

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su 24 maggio: Verità per Igor Squeo. VOGLIAMO SAPERE CHI È STATO

16 maggio: Milano manifestazione per la Palestina

SABATO 16 MAGGIO – 14.30
PIAZZALE XXIV MAGGIO / MILANO

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA PALESTINA – VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 29 MAGGIO

RICORDA LA NAKBA – COMBATTI IL SIONISMO

Il 15 maggio, anniversario della Nakba, non è solo una ricorrenza storica, ma il simbolo di una catastrofe che continua tuttora. Sono oltre due anni e mezzo di genocidio, massacri, fame imposta e annientamento nella Striscia di Gaza, di colonizzazione e annessione della Cisgiordania e ora la guerra genocida è stata estesa all’Iran, al Libano e all’intera regione.

Il riarmo non è più una tendenza, la guerra non è più un’ipotesi, ma una realtà che ci sta per travolgere: la campagna criminale di Netanyahu e Trump produrrà una crisi che colpirà innanzitutto i lavoratori e le classi popolari. In questo momento servono obiettivi chiari: fare la guerra alla guerra, togliere le basi all’imperialismo in Italia, imporre un embargo popolare contro “Israele”.

Per questo il 16 e il 29 maggio dobbiamo ripetere la mobilitazione del 22 settembre e del 3-4 ottobre 2025, quando milioni di lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, hanno bloccato l’Italia facendo tremare il Governo sionista guidato da Giorgia Meloni

IL SIONISMO E L’IMPERIALISMO SI FERMANO CON LA RESISTENZA!
LA RESISTENZA È SCIOPERO GENERALE!

Aderiamo e partecipiamo!

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su 16 maggio: Milano manifestazione per la Palestina

Introduzione a iniziativa “la nostra onda non si arresta”

Salutiamo con felicità la liberazione di Saif e Thiago dalle prigioni sioniste. Liberazione ottenuta anche grazie alla diffusa mobilitazione che in tutto il mondo ha richiesto la loro liberazione e fatto conoscere i continui crimini e violenze perpretate dall’entità sionista. Non dimentichiamo le migliai di prigionieri palestinesi, bambine donne e uomini, che subiscono quotidianamente la tortura, l’isolamento e la morte nelle galere dell’occupante sionista. Anche per loro continuiamo a lottare. Continuiamo a lottare per la liberazione dei i prigionieri palestinesi Anan Yaeesh, Ahmad Salem, Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Riyad Al Bustanji e Yaser Elasaly rinchiusi nelle carceri della democratica italia e di tutti i prigionieri rivoluzionari.

Riportiamo l’intervento introduttivo all’iniziativa del 8 maggio alla Panetteria Occupata “La nostra onda non si arresta”:

La Global Sumud Flotilla che ha riunito persone provenienti da oltre 40 paesi, è diventata un simbolo di solidarietà internazionale nei confronti della popolazione Palestinese sia di Gaza che della Palestina tutta, per l’obiettivo che si pone di un gesto concreto per rompere il blocco navale imposto dall’entità sionista, ma ha anche aiutato a riportare l’attenzione su quanto sta accadendo dopo la firma del cosiddetto accordo di “pace”.

Accordo, in realtà, carta straccia che permette a Israele di continuare, intensificare ed estendere il genocidio e la sua presenza in medio oriente, agli Usa di attaccare l’Iran e ai governi imperialisti europei e USA di accettare come “normale” il comportamento di Israele nei confronti degli equipaggi di navi civili, di considerare un tentativo di immigrazione clandestina la loro presenza in mare, di giustificare qualsiasi nefandezza sionista come se non bastassero questi 30 mesi di genocidio.

Non c’è da stupirsi perché la storia, per chi vuole ricordare e capire, insegna: il 14 maggio del 1948 venne sancita la spartizione della Palestina ed il giorno seguente iniziò il massacro della popolazione palestinese da parte dei coloni, con il via libera delle truppe inglesi presenti ed il loro concreto apporto.

I sionisti il terrorismo l’hanno sempre praticato, è insito nella loro logica di dominio come dimostra il progetto della “grande Israele” che si sta sviluppando sotto i nostri occhi con gli attacchi all’Iran, al Libano, i bombardamenti sulla Siria, l’attacco concordato e per mano USA all’Iran, il continuo sviluppo delle colonie in Cisgiordania, con il potenziamento della “hasbara” per recuperare l’immagine perduta e di conseguenza la sua sopravvivenza strategica.

Al grido di “blocchiamo tutto, a seguito del blocco della spedizione della Sumud flottillia del settembre 2025, un movimento eterogeneo militante e non, aveva risposto in modo forte e generalizzato, riversandosi nelle piazze e sulle strade, bloccando la logistica: stazioni, porti (importanti ingranaggi per l’approvvigionamento di Israele di armi, strumentazione militare, di controllo… ), con picchetti davanti alle fabbriche di morte, denunciando l’ ipocrisia generale dei governi occidentali (a partire dal nostro di governo) e delle cosiddette “democrazie”, la loro attiva complicità con l’entità sionista, il genocidio in atto, e il tentativo di colonizzare l’intera area del golfo.

Una risposta in cui non si può non cogliere una presa di coscienza maggiore e di solidarietà alla causa palestinese, maturata in ampi strati della popolazione, che ha dato origine ad un fenomeno di attivismo soprattutto nelle periferie e nei capoluoghi, e che ha portato ad una presa di posizione massificata, contro la presenza delle bandiere israeliane Usa, ucraine e iraniane dello scià, nello spezzone della brigata ebraica, fino alla sua cacciata dal corteo del 25 aprile a Milano.

Un lavoro di controinformazione, sensibilizzazione, iniziative territoriali e una presenza costante ogni sabato nelle piazze che ha cercato di mettere in relazione quanto il progetto sionista coloniale, razzista e i suoi strumenti repressivi, barbari e disumani, siano l’altra faccia della medaglia delle politiche economiche capitaliste occidentali portate avanti attraverso un’economia di guerra e una forte repressione (i vari pacchetti sicurezza) nei confronti delle lotte e di ogni pensiero critico (decreto Romeo)…. Ne parleremo durante il collegamento con il compagno di roma)

L’Italia è parte dell’industria globale della guerra, con le basi Nato, con la produzione di armi e strumenti offensivi, con più di 400 spedizioni di materiale militare all’entità sionista nonostante le dichiarazioni del governo Meloni… Stellantis e Leonardo per risolvere la crisi dell’industria automobilistica italiana nel comparto di Torino pensano di dare impulso all’aerospazio ed al militare; scuole ed università sono sempre più compartecipi, ideologicamente e economicamente agli interessi sionisti, con la presenza dei militare nei corsi, con accordi di ricerca; così come le istituzioni (si veda il Comune di Milano con il suo sindaco Sala) non interrompono i rapporti e il gemellaggio con Tel Aviv nonostante le numerose pressioni da parte dei movimenti…in una situazione economica e sociale in cui l’inflazione continua a crescere, i salari rimangono sempre più bassi e la spesa sanitaria italiana in rapporto al PIL scende costantemente, così come quel poco rimasto del welfare. Quello che è e sta accadendo oggi ai partecipanti alla sumud flotillia, è lo stesso esercizio di potere che Israele esercita nei confronti dei palestinesi, fregandosene, perché coperto dai governi occidentali, ad eccezione di qualcuno, dello stesso diritto internazionale borghese, in terra come in mare e il silenzio del nostro governo (per rimanere qui da noi), è una scelta dettata dalla complicità e condivisione, dalla necessità di trovare spazi per uscire da questa crisi strutturale che sta vivendo il capitalismo. La guerra non la sta facendo solo Israele contro il popolo paletsinese in primis, o gli Usa contro l’Iran, il venezuela, Cuba…, ma avviene anche qui da noi, contro le classi subalterne e più povere, contro gli immigrati… è una guerra interna fatta di aumento dello sfruttamento, precarietà, aumento della povertà, del disagio, di bassissimi salari, di mancanza di case, di un’economia antipopolare, di oppressione e repressione per pacificare la società e impedire ogni possibilità di cambiamento contro questa società.

Per questo continueremo ad essere a fianco di Thiago Avila e Saif Abu Keshek deportati in Israele per la loro liberazione immediata, per la liberazione di tutti i prigionieri Palestinesi e i compagni colpiti dalla repressione per aver, in vario modo, solidarizzato con la causa palestinese e contro lo stato di guerra del nostro governo, così come continueremo a lottare per una Palestina libera dal fiume fino al mare, contro le politiche economiche e di guerra del governo e cercheremo di mettere sempre più granelli di sabbia per inceppare il meccanismo che le fa funzionare.

Con questo spirito, seguiremo e sosterremo le iniziative della Flotilla e parteciperemo alle giornate di lotta del 16 per la nakba e allo sciopero generale del 29 maggio per ribadire la fine del progetto coloniale sionista e contrapporci alle politiche in atto del nostro governo.

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su Introduzione a iniziativa “la nostra onda non si arresta”

8 maggio: la nostra onda non si arresta

La nostra onda non si arresta

Insieme per Gaza

Venerdì 8 maggio ore 21

Proiezione documentario Flotilla “Dalla terra al mare”

con Global Sumud Lombardia e Coord. Solidarietà col Popolo Palestinese di Roma

a fianco di Saif e Thiago: liberi subito!

Libertà per tutti i prigionieri palestinesi ed antimperialisti!

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su 8 maggio: la nostra onda non si arresta

30 aprile 1 maggio: due giornate di lotta e mobilitazione

due giornate di lotta e mobilitazione

30 aprile contro lo sfruttamento e l’economia di guerra

1 maggio di lotta proletario ed internazionalista

ore 14 Milano rotonda Via Padova angolo Via Giacosa

Pubblicato in Generale | Commenti disabilitati su 30 aprile 1 maggio: due giornate di lotta e mobilitazione