Presentazione incontro “Occhi su GAZA”

riportiamo intervento di presentazione dell’incontro con Guido Veronese di ritorno da Gaza:

L’attuale difesa occidentale dell’entità sionista e la legittimazione dei massacri che
sta commettendo a Gaza, ma anche in Cisgiordania, Libano, hanno rivelato la
reale misura della falsità dell’identità culturale illuminata con cui l’Occidente si
presenta e sotto la cui copertura conduce le sue guerre e i suoi progetti di
egemonia. Il progetto sionista di insediamento coloniale e di sradicamento della
popolazione Palestinese, se da un lato sembra avere la possibilità di
realizzazione, dall’altro Gaza in realtà rappresenta il collasso morale e etico del
sistema Occidentale e di molte delle sue élite intellettuali, politiche, culturali ed
economiche.
Dopo 78 anni di genocidi, violenze, torture, esilio, campi di concentramento,
fame, malattie, di sterminio lento e di confisca non solo della terra, ma
soprattutto dell’esistenza palestinese, ecco nascere in un’alba di ottobre
l’impossibile, riscrivendo la storia di un popolo che non ha mai smesso di lottare e
resistere. Indimenticabile resterà nelle nostre menti e nel nostro cuore l’immagine
del deltaplano che vola oltre le recinzioni. Fino a quel momento tutto sembrava
perso, dopo la fine della prima e della seconda Intifada, dopo Madrid e Oslo, ma
come ha scritto un palestinese ricordando le parole di Ghassan Kanafani “questo
popolo è nato per realizzare l’impossibile”.
Quindi è giusto domandarsi quali misure sono necessarie per sostenere la
resistenza palestinese e se è sufficiente condannare il genocidio effettuato sotto
gli occhi del mondo dall’entità sionista con il sostegno americano e occidentale, a
Gaza ed in Cisgiordania? Dobbiamo anche chiederci se fermarsi alla condanna
dei crimini sionisti equivale a non capire il pericolo rappresentato dal progetto non
solo nei confronti dei palestinesi, ma per tutta l’umanità.
Nei giornali, attraverso la voce dei media hanno propagandato la guerra a Gaza…
è finita, ma in realtà non è finito nulla !!
I continui bombardamenti che hanno luogo quotidianamente a tarda notte o nelle
prime ore del mattino, hanno causato la morte, dopo il “presunto” cessate il fuoco,
di 603 civili palestinesi e più di 1600 feriti e vengono effettuati con varie
giustificazioni come il ritardo nella consegna dei corpi dei soldati uccisi a Gaza,
oppure la violazione della linea gialla. La famosa”linea gialla”, che come indicano
le mappe, in realtà ha inghiottito circa il 52% del territorio della Striscia di Gaza,
ovvero le aree situate nella parte orientale e settentrionale, oltre all’intera città di
Rafah, che è stata trasformata in un cumulo di macerie. Quello che è evidente è
la volontà di portare avanti il piano di pulizia etnica già progettato da più di 100
anni, cioè prima dell’insediamento dell’entità sionista in Palestina.
In Cisgiordania la colonizzazione avviene pubblicamente con tanto di decreti legge
incuranti di qualsiasi reazione e da 146.000 coloni fino al 1993, il numero è volato
agli attuali 850.000.
La confisca delle terre dei palestinesi, la demolizione delle loro case, il controllo su
tutte le risorse naturali come l’acqua, sono misure che stanno asfissiando la vita di
ogni cisgiordano. Accerchiamento e gravi limitazioni di movimento devono,
secondo questo progetto, spingere la popolazione palestinese alla migrazione
“volontaria”

In tutti questi 28 mesi siamo stati presenti nelle piazze ed in particolare a Milano
con una mobilitazione ininterrotta non solo contro genocidio e pulizia etnica, ma
anche per la liberazione degli 11.000 prigionieri palestinesi rinchiusi in condizioni
disumane nelle carceri sioniste. Nei prossimi giorni poi ci saranno presidi sotto le
carceri italiane dove sono detenuti sia Hannoun, Dawoud, Yaser, Riyad, (gli
arrestati del 27 Dicembre) sia Anan, Ahmad e Tarek che si è recentemente cucito
la bocca per reagire ai soprusi subiti nel carcere di Pescara. Questo per ribadire
che la solidarietà non è un reato, che la Resistenza del popolo Palestinese va
sostenuta in ogni sua forma e che noi dobbiamo lottare qua contro le fabbriche
italiane che armano il sionismo, contro i suoi sostenitori economici e politici, contro il
silenzio dell’informazione e le sue bugie per eliminare quell’insieme di ideologia e
razzismo che permettono ai criminali sionisti di portare avanti indisturbati il
genocidio.

Panetteria Occupata, Milano 20 febbraio 2026

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