Riportiamo le note del “Comitato Lotta per la Casa Lambrate” sui progetti di speculazione in corso rispetto all’area di Città Studi.
Riportiamo le note del “Comitato Lotta per la Casa Lambrate” sui progetti di speculazione in corso rispetto all’area di Città Studi.
pubblichiamo il testo del volantino distribuito Sabato 12 novembre al Mercato di Via Valvassore Peroni dal “Comitato di lotta per la casa Lambrate”
LA CASA E’ UN DIRITTO
Da anni si trascina la crisi e i governi che si sono susseguiti adottano misure da macelleria sociale, giustificandole come necessarie per il risanamento dei conti pubblici. La realtà è………
Parliamone e organizziamoci insieme per riappropriarci dei nostri diritti i tutti i venerdì alle ore 20.00, in via Conte Rosso 20, presso la Panetteria Occupata.
Comitato di Lotta per la Casa Lambrate – casextutti@libero.it
SABATO 19 NOVEMBRE CENA IN PANETTERIA DALLE ORE 20:30
Rinnoviamo in un abbraccio culinario e solidale il nostro affetto e la nostra vicinanza al compagno Nicola, prigioniero da 34 anni per Brigate Rosse – Walter Alasia
La cena (per vegetariani e carnivori) allegra, colorata e profumata d’autunno, contribuirà a sostenere le spese di familiari e compagni.
SIETE TUTTI INVITATI!
Venerdi 21 ottobre dalle ore 21,00 cena di autofinanziamento del Comitato di lotta per la casa Lambrate
per info; casextutti@libero.it
Pubblichiamo il primo numero del foglio murale “Tempo di guerra”
“L’informazione è uno degli elementi fondamentali per la costruzione di un pensiero critico. Per dotarsi di una conoscenza autonoma della realtà e per la costruzione di un’opposizione alla guerra. Per solidarizzare e rafforzare tutte le Resistenze. Per un alternativa a questo sistema economico e sociale, causa delle guerre e delle attuali condizioni di vita.
Abbiamo pensato di utilizzare un Tazebao (foglio murale), perché strumento agile di comunicazione. Per diffondere un’informazione costante nel territorio.
Siamo consapevoli che i “processi” di guerra operanti e in fase di attuazione vanno imprimendo una forte accelerazione in senso dispotico, oppressivo e di supersfruttamento. Processo che investe ogni ambito della condizione proletaria moderna. Le “ragioni” di questi processi risiedono tutte nelle leggi del capitale, nella sua necessità di valorizzarsi, nella sua crisi; e suoi più tenaci agenti sono le multinazionali e i poli imperialisti di cui l’Italia è parte attiva.
Costruiamo insieme una mobilitazione contro la guerra, che rafforzi e acquisti un carattere di classe, anticapitalista e antimperialista. Questo è un nostro interesse.”
L’opuscolo “La Legge 30 e i suoi OGM” è uno scritto del giugno 2005 realizzato da un gruppo di compagne che hanno analizzato la tendenza alla precarizzazione del mercato del lavoro a partire dall’approvazione della Legge 30 e delle norme ad essa connesse. Pensiamo che questo lavoro, seppur superato da successivi interventi legislativi, sia ancora oggi un utile strumento per interpretare l’attuale condizione lavorativa.
SABATO 21 MAGGIO dalle ore 17:00
presso la PANETTERIA OCCUPATA, via Conte Rosso 20 Milano
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
“LA SCUOLA DELL’ODIO”
Sette anni nelle prigioni israeliane di Bruno Breguet
con Cristiano Armati, RedStarPress
e un compagno palestinese
a seguire aperitivo
“Militante ticinese del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Bruno Breguet ha appena vent’anni quando, nel 1970, viene arrestato ad Haifa dalle autorità israeliane. Accusato di svolgere attività terroristica per conto del Fronte, Breguet viene percosso e torturato a lungo prima di essere trasferito nel carcere di Ramleh dove, per ben sette anni, rimarrà a disposizione dei suoi aguzzini, che riservano ai prigionieri politici i trattamenti più duri senza riuscire ad avere la meglio sulla determinazione con cui i militanti riescono a lottare perfino dietro le sbarre di una cella di sicurezza.
Nella prigione, Breguet continuerà la sua battaglia antisionista, rifiutando di scendere a patti con i servizi segreti e, in seguito, organizzando sommosse, preparando piani di evasione e tentando sempre e comunque di comprendere, attraverso lo studio, la natura dei mostri generati da una società divisa in classi nel contesto della guerra di conquista condotta ai danni della Palestina dall’imperialismo israeliano.
Nato nel 1950 a Muralto, in Svizzera, entra a far parte del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nel 1970 diventando, dopo l’arresto subito ad Haifa lo stesso anno, il primo non palestinese membro della Resistenza a essere processato e condannato da un tribunale israeliano. Costretto a subire durissime condizioni detentive, Breguet sconterà una pena di sette anni nel carcere di Ramleh, rifiutando sistematicamente di dichiararsi “pentito” e raccogliendo, al culmine di una mobilitazione internazionale, la solidarietà di attivisti e intellettuali.
Uscito di prigione nel 1977, Bruno Breguet è arrestato nuovamente in Francia nel 1982, accusato di essere membro dell’ORI, l’Organizzazione dei Rivoluzionari Internazionali di Ilich Ramirez Sanchez, più noto con il nome di battaglia di “Carlos”. Tornato in libertà tre anni dopo, Breguet si trasferisce in Grecia, dove lavora come carpentiere fino al 1995, anno in cui sparisce misteriosamente dalla motonave “Lato” lungo la rotta Ancona-Igoumenitsa.”
45 anni dopo l’arresto di Breguet, l’essenza dell’entità sionista di Israele non è mutata anzi l’occupazione è proseguita estendendo a dismisura i territori occupati dall’esercito israeliano relegando ormai i palestinesi in piccoli fazzoletti di terra divisi gli uni dagli altri dai villaggi dei coloni e dal muro. In tutti questi anni sono continuate le stragi dei palestinesi come quelle che periodicamente hanno colpito il territorio di Gaza, una striscia di terra trasformata ormai in un immenso lager a cielo aperto. Il popolo palestinese è perennemente vessato da rastrellamenti e arresti arbitrari, da deportazioni, dalla distruzione dei raccolti, dalla demolizione delle loro case. In tutti questi anni il numero dei prigionieri, rinchiusi nelle carceri israeliane ed anche in quelle dell’Autorità nazionale palestinese, è aumentato fino ad arrivare alla cifra di oltre 6000 detenuti. Una condizione difficile viene vissuta dai milioni di profughi palestinesi a cui viene di fatto negato il diritto al ritorno nelle proprie terre. Tutto questo avviene anche grazie al supporto che viene dato ad Israele dalle potenze occidentali, dagli USA ai vari paesi dell’Unione Europea Italia compresa, che in questo trovano sostegno dai regimi reazionari presenti nell’area mediorientale. L’Europa sta infatti muovendosi per la disgregazione e la frantumazione di quegli Stati che non sono totalmente asserviti, fomentando conflitti settari ed etnici e dove questo non basti intervenendo direttamente sul piano militare. Stiamo sempre più assistendo ad un vero e proprio processo di colonizzazione del Sud del Mediterraneo, un processo che ha come unico vero e proprio perno a livello locale lo Stato sionista di Israele a cui viene data mano libera per l’attuazione di una nuova tappa nel processo di annientamento del popolo palestinese. Ma questi processi sono messi in discussione dalla Resistenza del popolo palestinese che (in diverse forme fra le quali diversi momenti generalizzati di sollevazione e rivolta come “l’Intifada” tuttora in corso) conduce dall’inizio dell’occupazione sionista una difficilissima lotta per la propria esistenza, per la propria vita, per la propria libertà. Una lotta che è riferimento per tutte le masse arabe che vedono in essa una reale possibilità di liberazione dal colonialismo e dallo sfruttamento. Per poter continuare a resistere il popolo palestinese necessita anche della solidarietà e del supporto che deve giungere loro da tutti quelli che, anche in Occidente, non vogliono essere complici di questa barbarie. Sviluppando un movimento contro la guerra, qui nelle nostre metropoli, possiamo rafforzare la resistenza del popolo palestinese e trovare insieme, con quello spirito internazionalista che tanti anni fa informò le scelte di Bruno Breguet, una linea di “Fronte” comune.
Anche per queste ragioni presentiamo il libro edito da RedStarPress “La scuola dell’odio – 7 anni nelle prigioni israeliane” di Bruno Breguet.
VENERDI’ 20 MAGGIO dalle ore 21:00
presso la PANETTERIA OCCUPATA, via Conte Rosso 20 Milano
PRESENTAZIONE DEL LIBRO di Cristiano Armati
“LA SCINTILLA”
Dalla valle alla metropoli, una storia antagonista della lotta per la casa
con la partecipazione dell’autore
e
proiezione del video
“Io la casa me la sto lottando”, a cura del Movimento Casa Pioltello.
dalle ore 19 Apericena
Presentando “La Scintilla”, di Cristiano Armati, vogliamo riportare e socializzare il contributo di un compagno romano attivo nel movimento di lotta per il diritto all’abitare sviluppatosi in questi anni nella capitale; il libro ha il pregio di mostrarci, sin dalle prime pagine, la necessità e la capacità di un movimento di affrontare in modo ampio e complessivo le necessità e i bisogni di una porzione crescente di proletari, italiani e immigrati. La crisi, le ristrutturazioni, la ridefinizione del welfare, le sempre peggiori condizioni di lavoro (quando c’è) determinano infatti un sempre maggiore impoverimento delle classi subalterne. Ma questo implica anche possibili terreni di mobilitazione, e la lotta per la casa ne è infatti un chiaro esempio.
Da un lato, la gestione della “questione abitativa” da parte del potere politico è in continua evoluzione, non solo per l’aumento di sfratti e sgomberi, ma anche per quanto riguarda l’edilizia pubblica, sempre più investita da processi di dismissione o privatizzazione, (legge regionale della giunta Maroni in approvazione a Giugno) e nello sviluppo delle metropoli, dove intere zone vengono riqualificate e gentrificate a seconda delle esigenze, o ancora per la nascita di nuove forme “intermedie” di offerta abitativa, quali lo housing sociale. Dall’altro lato, sempre maggiore, e anch’esso in evoluzione, il tentativo di organizzarsi per fare fronte al problema, con la creazione di comitati che concretamente cercano di costruire una rete tra abitanti dei quartieri popolari, occupanti, sfrattati e solidali. Cercheremo quindi di approfondire il nostro punto di vista su entrambi gli aspetti.
Il video del Movimento Casa Pioltello è anch’esso un breve collage che, attraverso testimonianze e momenti di azione, cerca di mettere a fuoco le dinamiche e le ragioni di una lotta che partendo dai quartieri dove si sviluppa cerca di raggiungere una dimensione più ampia. Vuole essere uno spunto, ne descrive la forza, le potenzialità e le contraddizioni.
Comitato di Lotta per la Casa Lambrate
Pubblichiamo la registrazione della serata di presentazione del foglio Ri/belle sulle riforme del mercato del lavoro tenutasi Venerdì 13 maggio 2016