4 aprile: mobilitazione contro la NATO

SABATO 4 APRILE MOBILITAZIONI CONTRO LA NATO

ORE 15:00 GHEDI (BRESCIA) DAVANTI ALL’AEROBASE MILITARE

ORE 16:00 MILANO Piazza dei Mercanti

Il 4 aprile, 77° anniversario della fondazione della NATO, sarà una giornata di mobilitazione internazionale contro la NATO, per la chiusura di tutte le basi USA e Nato, per un’opposizione alle guerre di USA, entità sionista di Israele e UE.

Tutti questi anni, dalla fondazione della Nato all’indomani della seconda guerra mondiale, sono stati anni di guerre, di saccheggi, di soprusi e provocazioni militari e la presenza di strutture Nato sui territori ha significato maggiore militarizzazione, operazioni sporche, disastro ambientale e coinvolgimento diretto nella strategia della tensione utilizzata dallo Stato Italiano per reprimere e controllare il movimento di classe e rivoluzionario. La Nato, sotto la guida USA, è complice oggi dell’aggressione contro la Repubblica Islamica dell’Iran; complice del genocidio ed ecocidio in Palestina, dell’aggressione al Venezuela, del criminale embargo che sta strangolando Cuba. L’espansione della NATO a Est iniziata dopo il 1991 in seguito alla fine dell’URSS, ha ricercato ed ottenuto l’adesione di diverse nazioni in precedenza appartenenti al Patto di Varsavia, con l’obbiettivo di accerchiamento della Federazione Russa è uno dei fattori che hanno provocato l’attuale guerra in Donbass/Ucraina.

La continua corsa al riarmo di tutti i paesi UE e di quelli aderenti alla Nato diventa imprescindibile ed obbliga i singoli paesi ad investire almeno il 2% del PIL. Al vertice NATO del 2025 all’Aia, le nazioni aderenti si sono impegnate a investire il 5% del Prodotto Interno Lordo (PIL) annuo in requisiti fondamentali per la difesa e spese relative alla difesa e alla sicurezza entro il 2035. Nelle attuali guerre della crisi dell’ordine mondiale la Nato, organismo politico-militare, svolge un ruolo centrale nella definizione di un Nuovo Ordine Mondiale che i paesi imperialisti cercano di ridefinire. In una profonda crisi di sovrapproduzione di capitale e di difficoltà alla sua valorizzazione la tendenza alla guerra, la sua necessità, diventano  elementi caratterizzanti e centrali nel modo di produzione capitalistico. L’imperialismo USA, con un asse diretto con l’entità sionista di Israele, sta imponendo un accellerazione verso un ampliamento della guerra su un piano mondiale ed in questo, anche attraverso l’organismo politico-militare della Nato, coinvolge attivamente il polo imperialista UE e tutti i paese aderenti come l’Italia. L’approccio dello Stato Italiano è di piena condivisione di una NATO pronta ad affrontare le sfide globali, le direzioni strategiche ed a partire dall’aumento degli investimenti nel settore della difesa, nella maggiore integrazione industriale e nel sostegno a programmi congiunti di ricerca e sviluppo di contribuire al rafforzamento della capacità di “difesa europea” e al consolidamento del pilastro europeo della NATO. Questo posizionamento dimostra come il ruolo dell’Italia non sia secondario ma di parte attiva nelle guerre imperialiste in corso. Questo ci permette di affermare che l’Italia è un paese in guerra! “La guerra infatti parte anche da qui: droni e aerei a sostegno dell’aggressione criminale di USA e sionisti contro la Repubblica Islamica dell’Iran partono da Sigonella e sono orientati dal MUOS e dalle antenne NRTF di Niscemi, munizioni e mezzi militari vengono mobilitati da Camp Darby e dalla base USA di Aviano. In generale, c’è uno stato d’allerta su tutte le più importanti basi militari USA e NATO in Italia. (da Coordinamento Nazionale No Nato). Dopo gli USA l’Italia è il 2° paese per presenza di militari schierati nell’area Asiatica/Medio-orientale; militari italiani sono presenti in Kuwait, in Irak, in Quatar, in Bahrein, in Libano etc…. Una scelta di campo determinata dalla necessità di difesa degli interessi strategici delle multinazionali italiane (ENI in testa) e dalla propensione neo-coloniale che caratterizza anche l’Italia e dalla sua collocazione nel campo imperialista.

L’attiva partecipazione alle guerre in corso determina come conseguenza sulla popolazione, sui proletari, un peggioramento progressivo delle condizioni di vita generali. Per la corsa al riarmo vengono sottratti soldi dalla sanità, dall’istruzione, dal welfare. Mentre diventa sempre più difficile per i lavoratori garantirsi un alloggio assistiamo da parte del Governo al taglio di 970 milioni di euro all’edilizia popolare. Il costo dei carburanti, le bollette per l’energia aumentano continuamente mentre i salari sono sempre fermi (in Italia tra i più bassi d’Europa) e non reggono al caro vita. Questa è l’economia di guerra del Governo italiano. All’impoverimento di una grande parte della popolazione, all’aumento delle disuguaglianze corrispondono i grandi profitti per le aziende (e i manager) dell’apparato industriale/militare. Decreti sicurezza (con l’introduzione del fermo preventivo), aumento dei reati e delle pene, sanzioni amministrative, introduzione delle zone rosse, incremento del controllo sociale sono l’altra faccia della politica del Governo Meloni sul fronte interno.

Il 4 aprile sosteniamo le diverse iniziative che si terranno in Italia. Partecipiamo e sosteniamo l’iniziativa di lotta alla base militare di Ghedi (Brescia) punto fondamentale della guerra imperialista in corso e dove sotto comando/controllo USA sono detenute testate nucleari ed il presidio a Milano in Piazza dei Mercanti.
Uniamo queste iniziative contro la Nato per rafforzare il grande movimento che in questi anni si è mobilitato a fianco della Resistenza del popolo Palestinese e che ha espresso con diversi metodi di lotta (dal blocco nei porti e nelle stazioni ferroviarie, all’occupazione delle autostrade, agli scioperi, ai picchetti davanti alle fabbriche di armi, alla Flotilla, ai periodici cortei…..) un’opposizione al Governo Meloni ed alle guerre imperialiste.

Lottare nei nostri territori contro la Nato diventa un messaggio alle forze che lottano nell’area mediterraneo-mediorientale di sostegno nello scontro con l’imperialismo. Un oggettiva convergenza di interessi espressa dalle lotte proletarie nei paesi del centro imperialista con quelle della periferia e dalle forze della Resistenza, dalla Palestina al Libano fino allo Yemen e all’Iran, per favorire una concordanza contro l’imperialismo, nemico comune. Lotte che pongono al centro la possibilità della lotta di classe o di popolo come alternativa alla crisi del sistema capitalistico ed alla tendenza alla guerra imperialista.
Oggi come ieri la Nato, organismo politico-militare, mantiene la propria funzione controrivoluzionaria all’interno dei paesi dell’alleanza e di sede e strumento privilegiato del dominio della catena imperialista a guida USA. NATO significa guerra esterna e guerra interna.
Attorno al lottare oggi contro la NATO e contro la guerra imperialista è possibile costruire un’unità internazionalista con tutti i popoli e tutte le forze della Resistenza che si mobilitano contro l’imperialismo.
Per noi questo significa  mobilitarci nelle scuole, nei posti di lavoro, nei territori.

Sabotiamo l’economia di guerra!
Ritiro delle truppe italiane dal Medio-oriente!
No alla NATO! Chiudiamo le basi USA e NATO!
Costruiamo la Resistenza!

Panetteria Occupata – Via Conte Rosso 20 – Lambrate Milano

4 aprile ore 15 alla base di Ghedi. Appello alla mobilitazione dalle realtà promotrici:

INVITIAMO TUTTE E TUTTI, SINGOLI, REALTÀ ASSOCIATIVE, PARTITI, SINDACATI, COMITATI, CENTRI SOCIALI A DARE L’ADESIONE PER UN GRANDE PRESIDIO DAVANTI ALLA BASE DI GHEDI
SABATO 4 APRILE DALLE ORE 15:00
77 anni di guerre, saccheggi, soprusi e provocazioni militari di ogni tipo, 77 anni di militarizzazione dei territori, di abusi, depistaggi, operazioni sporche, inquinamento ambientale e terrorismo nel nostro paese.
L’esistenza stessa della NATO e delle sue basi in giro per il mondo è un problema di sopravvivenza dell’umanità: l’aggressione di USA e Israele contro l’Iran ne è una dimostrazione, come il genocidio ancora in corso in Palestina, il rapimento illegale del presidente del Venezuela Nicolas Maduro, la corsa al riarmo, l’invio di armi in Ucraina, il criminale strangolamento di Cuba, e non ultima la distruzione del Libano.
L’Italia è complice! Da qui partono armi, droni, aerei che contribuiscono a massacrare popolazioni intere. La base di Ghedi, a pochi chilometri da Brescia, è una base strategica per le operazioni della NATO: ad esempio è stata usata per i bombardamenti su Belgrado nel 1999. Quindi in caso di coinvolgimento più esplicito del nostro paese nella Terza guerra mondiale, è un obiettivo militare primario.
Per questo motivo da più di tre anni è in corso una battaglia per avere i piani di emergenza in caso di incidente o attacco nucleare. Questi piani non sono mai stati forniti dalle autorità competenti e ad oggi risultano inesistenti. La loro è negligenza consapevole e colpevole nei confronti della popolazione civile!
È necessario organizzarsi, fare rete e coordinare tutte le realtà che già oggi lottano contro la guerra, il riarmo dell’UE e della NATO. Spezziamo insieme le catene della collaborazione e partecipazione del nostro paese alle guerre di aggressione USA e NATO. Facciamo del 4 aprile una giornata di mobilitazione generale a partire dalla base di militare di Ghedi.
PERCIÓ ADERIAMO AL PRESIDIO DEL 4 APRILE A GHEDI!
FACCIAMO DEL 4 APRILE, 77° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA NATO, UNA GIORNATA DI LOTTA E MOBILITAZIONE CONTRO L’OLOCAUSTO NUCLEARE!
Fermiamo la spirale della Terza guerra mondiale!
Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!

Appello per la mobilitazione internazionale del Fronte Antimperialista

La NATO, la più grande organizzazione terroristica al mondo, è attiva dal 4 aprile 1949. È stata fondata dagli Stati Uniti, dal Canada e da dieci paesi dell’Europa occidentale con il pretesto di “difendersi dal sistema socialista”. Fin dalla sua fondazione, questa organizzazione è stata direttamente coinvolta in occupazioni, oppressioni, crimini di guerra, torture, omicidi, povertà, sfruttamento, ingiustizie, operazioni di controguerriglia e ostilità nei confronti dei popoli del mondo.

Ha organizzato embarghi e sanzioni contro paesi indipendenti, costruito prigioni speciali di isolamento per rivoluzionari, progressisti e anti-imperialisti, utilizzato leggi antiterrorismo per mettere a tacere la popolazione e diffuso disinformazione attraverso i media mainstream. Il suo scopo principale è quello di servire l’espansione dell’egemonia statunitense in tutto il mondo.

La NATO è ora diventata una potenza militare globale con 32 Stati membri. La NATO minaccia l’umanità intera.

Come negli anni precedenti, abbiamo assistito ancora una volta all’aggressione della NATO in tutto il mondo.

Il piano di Donald Trump, insieme all’assassino sionista Netanyahu, di attaccare ancora una volta Gaza e trasformarla in una “riviera” per i monopoli e i profitti statunitensi e sionisti continua attraverso l’ulteriore occupazione dei territori palestinesi. L’occupazione della eroica Palestina, che dura da 78 anni, continua.

Il regime fantoccio dell’HTS in Siria, istituito dai paesi USA-UE-NATO come parte del “Progetto Grande Medio Oriente” imperialista, ha compiuto massacri contro il popolo alawita e le forze di opposizione. Continuano i bombardamenti dello Yemen da parte dell’imperialismo statunitense e britannico, insieme a ulteriori attacchi contro la resistenza libanese e palestinese.

In Venezuela hanno rapito il presidente Nicolàs Maduro e Cilia Flores, ucciso pescatori, confiscato petroliere venezuelane e pianificato il saccheggio delle riserve petrolifere venezuelane.

Ci sono continue minacce contro Cuba e l’Iran.

Sono in corso sforzi per espandere le basi della NATO nei paesi dell’Europa orientale e ripetute minacce contro la Cina e la Russia durante i vertici della NATO.

Il curriculum criminale della NATO si allunga di anno in anno.

Per tutti questi motivi, è nostro dovere agire contro la NATO e i suoi collaboratori. Ecco perché abbiamo organizzato azioni in tutto il mondo durante la settimana del 4 aprile contro la NATO. Negli ultimi due anni, nell’ambito della campagna Anti-NATO, migliaia di persone in tutto il mondo hanno risposto al nostro appello. Decine di organizzazioni e individui di vari paesi hanno organizzato azioni davanti alle ambasciate statunitensi, alle istituzioni della NATO e alle basi militari, tra cui Andalusia, Austria, Paesi Baschi, Bielorussia, Belgio, Gran Bretagna, Bulgaria, Danimarca, Donbass, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Olanda, India, Irlanda, Italia, Giordania, Libano, Marocco, Palestina, Russia, Serbia, Spagna, Svizzera e Stati Uniti.

Sappiamo bene che la resistenza dei popoli può fermare i massacri e l’aggressione imperialista. Abbiamo il dovere di unirci e lottare contro l’imperialismo e i suoi collaboratori. Chiediamo la chiusura di tutte le basi USA-NATO utilizzate per attaccare i popoli del mondo.

Chiediamo a tutte le organizzazioni antimperialiste, antifasciste e progressiste, e a tutti i popoli oppressi del mondo, di unirsi alla campagna contro la NATO.

Agite il 4 aprile davanti alle ambasciate statunitensi, alle istituzioni

della NATO o nei centri cittadini. Uniamo tutte le nostre forze

contro il nemico comune dei popoli del mondo: l’imperialismo, il

fascismo e il sionismo.

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